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DISCUSSIONE GENERALE: Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019)

 Schramm
Risorse umane
6697 interventi
Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019)
10 agosto 2019 ore 18:17 (6 mesi, 3 settimane fa)
purtroppo per adesso potrei solo qualora venisse programmato a qualche sgambata di bici da me, e possibilmente in una serata dedicata alle v.o. perché come saprai per me vederlo doppiaTo sarebbe davvero uno sforzo da ernia plurima. ma vedrai che ne riparleremo, anche se - temo - a scoppio un bel po' ritardato...
 
Ultima Modifica: 2019/08/11 16:15 Da Schramm.
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Rebis
Comunicazione esterna
4277 interventi
Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019)
10 agosto 2019 ore 22:35 (6 mesi, 3 settimane fa)
Aster sa il fatto suo e ne è totalmente consapevole. Rispetto a Hereditary - un buon prodotto secondo me, pur con un finale che sa più di involuzione nel genere che di rispetto per lo stesso - qui ha sfondato le barricate e ha trovato vallate su cui costruire la sua visione autoriale: la seconda parte chiede solo di essere guardata e percepita. Più che a un meandro lynchano però ho pensato a Jodorowsky, ma solo sul piano figurativo e rituale: sul piano delle scrittura e della definizione psicologica siamo su un altro livello.
 
Ultima Modifica: 2019/08/10 22:36 Da Rebis.
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 Herrkinski
Scrivano
2235 interventi
Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019)
27 settembre 2019 ore 15:59 (5 mesi fa)
Ho letto la bellissima discussione e sono sostanzialmente d'accordo con tutto quello detto da Rebis e da Brainiac; non a caso ho chiuso la mia recensione con l'aggettivo "Stordente.", l'effetto che mi ha procurato il film, quasi avessi assunto i misteriosi intrugli psicotropi offerti ai malcapitati protagonisti, sotto il sole perpetuo dell'estate svedese attorniato da balli pagani. Un film che è un'esperienza sensoriale, ma non per questo privo di una narrazione coerente.
L'incipit, cupissimo, in contrasto con il resto del film e quasi un richiamo al precedente Hereditary, è girato con una maestria e un senso del montaggio che è proprio dei grandi. Ci sono talmente tante cose buone nel cinema di Aster che gli si perdoneranno le sempre individuabili influenze e qualche eccesso di autostima, così come le durate importanti; avanti di questo passo credo si parlerà di un regista con una cifra stilistica e un gusto per la regia come è diventato (con un genere differente) Tarantino, per dire, ma anche Lynch o Jodorowsky come hanno detto altri. Vedremo se con il prevedibile reclutamento di attori più blasonati in futuro e di maggiori disponibilità finanziarie Aster non perderà il plot, ma credo ne vedremo delle belle.
 
Ultima Modifica: 2019/09/27 16:00 Da Herrkinski.
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Poppo
Galoppino
391 interventi
Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019)
30 novembre 2019 ore 00:35 (3 mesi fa)
Director's cut da capogiro per un film da capogiro.
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 Schramm
Risorse umane
6697 interventi
Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019)
30 novembre 2019 ore 16:21 (3 mesi fa)
Poppo ebbe a dire:
Director's cut da capogiro per un film da capogiro.

quindi meglio dirottarsi per direttissima su quest'ultima?
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Poppo
Galoppino
391 interventi
Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019)
30 novembre 2019 ore 21:31 (2 mesi, 4 settimane fa)
Direi di sì, anche perché ti obbliga a vedere il film (tre ore) in lingua originale :-)

Se piace, piace subito, fin dal prologo, e poi si tira all'infinito; se pubblicassero una versione superestesa prenderei anche quella.

Il finale è un capolavoro degno di LvT. L'abito di fiori direi che si oppone per senso a quello della sposa che vediamo nel prologo di Melancholia...
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Gestarsh99
Controllo di gestione
12706 interventi
Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019)
13 febbraio 2020 ore 13:21 (2 settimane, 1 giorno fa)
Rebis ebbe a dire:
Aster sa il fatto suo e ne è totalmente consapevole. Rispetto a Hereditary - un buon prodotto secondo me, pur con un finale che sa più di involuzione nel genere che di rispetto per lo stesso - qui ha sfondato le barricate e ha trovato vallate su cui costruire la sua visione autoriale: la seconda parte chiede solo di essere guardata e percepita. Più che a un meandro lynchano però ho pensato a Jodorowsky, ma solo sul piano figurativo e rituale: sul piano delle scrittura e della definizione psicologica siamo su un altro livello.


D'accordissimo per quanto riguarda l'esito abbacinante di questo secondo lungometraggio, un'opera da cui lasciarsi trasportare senza badare tanto alla trama o ai suoi risvolti (chi ha visto
The wicker man non troverà di certo sorprese scioccanti). Dal punto di vista tecnico ed estetico ci ho trovato dentro parecchio Kubrick (un Kubrick in scala minore, chiaramente).

Devo però aggiungere che, per quanto mi riguarda, il divario qualitativo rispetto al film precedente è piuttosto considerevole: dopo la prima deludente visione in lingua originale in quel di Belfast nel 2018, per correttezza mi son dovuto rivedere Hereditary anche recentemente ma in più punti non ho potuto che tornare a sorriderci sopra, visto il contrasto - per me - fortissimo fra la convinzione estrema dell'autore e la comicità strisciante involontariamente evocata da molte situazioni.
 
Ultima Modifica: 2020/02/13 16:27 Da Gestarsh99.
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