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DISCUSSIONE GENERALE: Il sacrificio del cervo sacro (2017)

 Rambo90
Capo scrivano
345 interventi
Il sacrificio del cervo sacro (2017)
30 novembre 2018 ore 21:18 (5 mesi, 2 settimane fa)
Non mi son posto il problema, perchè ho pensato che l'intenzione del film fosse quella di mantenere tutto su un piano un po' irrazionale e metafisico. Non credo nemmeno che il ragazzo abbia poteri particolari come è stato scritto, ma semplicemente che non sia importante. Accade e basta, in modo inspiegabile, proprio come in parte non riesce a spiegarselo il personaggio di Colin Farrell. Chiaramente è colpa del ragazzo, ma non importa credo come faccia.
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 Deepred89
Risorse umane
1402 interventi
Il sacrificio del cervo sacro (2017)
01 dicembre 2018 ore 02:10 (5 mesi, 2 settimane fa)
Rambo90 ebbe a dire:
Non mi son posto il problema, perchè ho pensato che l'intenzione del film fosse quella di mantenere tutto su un piano un po' irrazionale e metafisico. Non credo nemmeno che il ragazzo abbia poteri particolari come è stato scritto, ma semplicemente che non sia importante. Accade e basta, in modo inspiegabile, proprio come in parte non riesce a spiegarselo il personaggio di Colin Farrell. Chiaramente è colpa del ragazzo, ma non
importa credo come faccia.


Esattamente come mi sono approcciato anch'io.
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Poppo
Galoppino
331 interventi
Il sacrificio del cervo sacro (2017)
01 dicembre 2018 ore 17:54 (5 mesi, 2 settimane fa)
Schramm ebbe a dire:
però mettendola su un piano biblico (...caspita, anche qui, non ci fosse bastato darren!) diventa improprio parlare di incarnazione del male perché viene un po' più alla mente il sacrificio di isacco (d'altronde in parte richiamato dallo stesso titolo).


Sì e no. Cioè il sacrificio di Isacco non è la stessa cosa. Qui c'è una sete di vendetta tipica del dio vendicatore e della tradizione biblica; quanto all'incarnazione del male, per me un "dio vendicatore" è incarnazione del male; ma entriamo in territori blasfemi per alcuni, come d'altronde capita per il film di Darren...

Il ragazzo è inquietante. Tutto il film è inquietante e provoca disagio alla visione; le stesse scene erotiche con la Kidman risultano "spaventose", malate, oscene per certi versi, disturbanti...

E chiaramente non parlo di esposizione di corpi o azioni sessuali esplicite... Ma non ho voglia di spoilerare...
 
Ultima Modifica: 2018/12/01 17:58 Da Poppo.
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 Schramm
Controllo di gestione
6424 interventi
Il sacrificio del cervo sacro (2017)
01 dicembre 2018 ore 18:16 (5 mesi, 2 settimane fa)
difatti concludo anch'io che è più no che si e che potrebbe, non che è. e d'altronde, ch'io ricordi, la bibbia non contempla l'idea di un dio vindice. per cui la lettura biblica è - per quanto del tutto legittima non meno di qualsiasi altra, un'area a rischio, perché svia dalla vendetta. la vendetta è la chiave, la via, la verità, la vita del film (uso parole da invito alla prima comunione, da notare :D) e del ragazzo.

devo comunque concludere di essere il solo a essersi posto il cavilloso problema, e di aver (mal?)inteso la natura del film, dissociandola da metafore, allegorie, simbolismi, iconografie qualsivoglia. insomma il ragazzo mi è parso assolutamente umano, terrestre, e non l'icona di qualcosa di sovrannaturale o di mitologico. è per questo che è andato da sé domandarmi come sia riuscito nel piano.
 
Ultima Modifica: 2018/12/01 18:18 Da Schramm.
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Poppo
Galoppino
331 interventi
Il sacrificio del cervo sacro (2017)
01 dicembre 2018 ore 21:50 (5 mesi, 2 settimane fa)
No, dai... Quando il ragazzo (che è sì umano per lo spettatore ma simbolo di qualcosa di malefico, ideologicamente malefico) dice in poche parole quel che accadrà conclude rapidamente il suo discorso (pre)veggendo lacrime di sangue dagli occhi delle sue vittime; e, cavolo, qui se non siamo nel simbolico io sono un cervo, anzi una capra! capra! capra!

cmq devo dire che il regista mi stucca assai...

ps
per me è un film horror/thriller :-)
 
Ultima Modifica: 2018/12/02 11:02 Da Poppo.
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 Schramm
Controllo di gestione
6424 interventi
Il sacrificio del cervo sacro (2017)
02 dicembre 2018 ore 15:18 (5 mesi, 2 settimane fa)
Poppo ebbe a dire:
cmq devo dire che il regista mi stucca assai...

dogtooth mi aveva lasciato con le mani in tasca, ma questo m'è parso un ampio passo avanti. il resto non l'ho visto, ma più che stucchevole devo metterci dentro che non sopporto più le hanekate di riporto che stanno diventando un sottogenere a sé.
 
Ultima Modifica: 2018/12/02 15:19 Da Schramm.
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 Jandileida
Call center Davinotti
395 interventi
Il sacrificio del cervo sacro (2017)
08 dicembre 2018 ore 09:41 (5 mesi, 1 settimana fa)
Ciao,

io ho pensato soprattutto alle colpe dei padri che ricadono sui figli, in linea con la tragedia greca. Poi mi sono addormentato :)
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 Buiomega71
Vice capo scrivano
20155 interventi
Il sacrificio del cervo sacro (2017)
02 febbraio 2019 ore 10:00 (3 mesi, 2 settimane fa)
Cinema di pancia, cinema distruttivo, cinema che colpisce come un maglio là, dove fa più male

Già dalla primissima immagine che invade lo schermo (un'operazione a cuore aperto) si viene invasi (e proiettati) in una dimensione disturbante, che , mano a mano, avvinghia e non molla più la presa, fino a quel finale agghiacciante e lancinante del grottesco e orrorifico (home invasion all'interno, home invasion che si gioca tutto in famiglia) "girotondo ambararabàciccicoccò".

Con una regia chirurgica raggelante e che sfiora la perfezione kubrickiana, il regista greco parte dall'assunto del fantastico che irrompe tragicamente nel quotidiano (mi sono venuti in mente alcuni racconti di Bradbury e Matheson e parecchie cosuccie del sior Bunuel, soprattutto Il fantasma della libertà e Il fascino discreto della borghesia e anche qualcosa di Birth - Io sono Sean e Stoker), scardinando le sicurezze dall'interno, invadendo la famiglia felice e perfetta (forse anche troppo) con la punizione divina, dettata da un ragazzino con la faccia strana che è la quintessenza dell'angelo vendicatore (ributtante quando mangia gli spaghetti davanti alla Kidman).

Lanthimos prende il "malattia movie", lo mischia al thriller delle "famiglie minacciate" e al "revenge movie", sfociando nell'horror surreale che non deve dare nessuna spiegazione, perchè il male fa il suo gioco, in una dimensione allucinata e terribilmente in linea parallela con la nostra (come, appunto, in Bunuel) dove la legge del contrapasso e della vendetta trasversale non da scampo e non fa sconti, se non con un sacrificio terrificante, che mette a dura prova le emozioni.

Ragazzini che strisciano (anche a sangue sulle ginocchia, in mezzo al vialetto) come se fossero i grotteschi freak browninghiani (vedere stè ragazzino e questa ragazza strisciare sul pavimento è stato, per me, sconcertante), lacrime di sangue fulciane (o come nel Messia del diavolo) che paventano l'arrivo della morte, segregati , picchiati e legati nello scantinato come modello al Sordi dei borghesi piccoli piccoli vendicativi monicelliani, addentando a sangue il braccio, la Kidman che bacia i piedi di Martin legato alla sedia, come se fosse una specie di divinità, il racconto di Farrell che masturbò suo padre dormiente, le passioni necrofile di Farrell (sua moglie deve fingere di essere sotto anestesia per i suoi "vizietti" sessuali, una Kidman, poi, che non teme di mostrare le sue nudità), la vogliosa madre di Martin che adora le mani perfette del chirurgo che non riuscì a salvare suo marito, prendendole in bocca il pollice simulando una fellatio. Tutti tasselli di un mosaico perverso e crudele, di questa tragedia greca a tratti insostenibile (il piccolo Bob dai medici non poteva non farmi venire alla mente Regan tra Tac e risonanze, la stanza dei ragazzi trasformata in una saletta ospedaliera, le liti tra la Kidman e Farrell, la laida sequenza del lavoro di mano della Kidman sull'amico anestesista del marito Cosa mi dai in cambio?), nello squallore di un parcheggio, la figlia che implora i genitori di ucciderla, con una devozione che sfiora la follia, Farrell che chiede al preside della scuola quale dei suoi due figli preferisce)

Alle "uccisioni" in sala operatoria non ci si vendica più con le sette piaghe d'Egitto o rapendo chirurghi per farle assaporare "il miele del diavolo", ma si imbastisce la "giustizia divina" di dei crudeli e silenti, dell'immolazione di chi più amiamo, che tutto fagocita e divora.

Cinema estremo (ma nel senso più autentico della parola), dolorosissimo, glaciale e ferocissimo, che non da scampo.

Una diversa rappresentazione della vendetta, subdola, spietata, non poco inquietante, sgradevole che afferra con lentezza, per poi esplodere in tutta la sua furia delirante quasi apocalittica (il finale in coda, tra ralenti e giochi di sguardi, suggella il potere del male in maniera quasi incubotica)

Il teorema lanthimosiano è tanto freddo e millimetrico, quando sconvolgente e devastante

E Raffey Cassidy che gorgheggia Burn, appoggiata ad un albero quasi antropomorfo che sembra una sua innaturale estensione, non si scorda più.

Grande esempio di cinema.

Martin, apri la porta o la butto giù, e mi scopo te e tua madre proprio come volevi tu!
 
Ultima Modifica: 2019/02/02 15:20 Da Buiomega71.
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Poppo
Galoppino
331 interventi
Il sacrificio del cervo sacro (2017)
02 febbraio 2019 ore 23:14 (3 mesi, 2 settimane fa)
Concordo su molte cose. Non concordo sul fatto che lo si possa elevare a "Grande esempio di cinema."

In due parole. Se il cinema è arte dovrebbe sempre - e dico SEMPRE - preoccuparsi di tracciare una via oltre che - come appunto accade con i film che provocano disagio (mi viene in mente We Need to Talk About Kevin) - rivoltarci sottosopra durante la visione e, nei casi più riusciti, anche dopo.

Per me è fondamentale che venga lanciata una problematica e che su questa lo spettatore abbia materiale su cui ragionare. Se, al contrario, il piacere filmico si riduce nel "provare disagio", alla fine della visione io penso che non si tratti di "un grande esempio di cinema" ma dell'ennesima prova referenziale d'autore.
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