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DISCUSSIONE GENERALE: Poliziotto solitudine e rabbia (1980)

Poliziotto solitudine e rabbia (1980)
06 dicembre 2010 ore 10:30 (7 anni, 10 mesi fa)
Se ti va di discutere di questo film e leggi ancora solo questa scritta parti pure tu per primo: clicca su RISPONDI, scrivi e invia. Può essere che a qualcuno interessi la tua riflessione e ti risponda a sua volta (ma anche no, noi non possiamo saperlo).
 
 Nemesi
Galoppino
1358 interventi
Poliziotto solitudine e rabbia (1980)
06 dicembre 2010 ore 10:30 (7 anni, 10 mesi fa)
Copertina DVD "homemade" a cura del sottoscritto.

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  Zender
Pianificazione e progetti
Moderatore
41715 interventi
Poliziotto solitudine e rabbia (1980)
06 dicembre 2010 ore 11:57 (7 anni, 10 mesi fa)
Peccato per l'ovvia bassa risoluzione delle immagini di copertina (il problema che affligge tutti quelli che si fanno le cover in casa), ma hai saputo ovviare molto bene al problema! Bravo Nemesi!
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 Nicola81
Portaborse
346 interventi
Poliziotto solitudine e rabbia (1980)
15 novembre 2016 ore 18:45 (1 anno, 11 mesi fa)
L'ho cercato per anni, e ora che finalmente l'ho visto posso dire che l'attesa è stata ripagata.
Eccolo qui il film che chiude la gloriosa (a mio avviso) stagione del poliziesco all'italiana, inaugurata ufficialmente da Steno con il suo La polizia ringrazia. A firmarlo non potevano che essere Massi, uno dei registi più prolifici del filone, e Merli, che da Roma violenta in poi è diventato il commissario per antonomasia.
Personalmente, lo considero uno dei migliori prodotti della serie, anche se certo non tra i più rappresentativi. Gli elementi crepuscolari già presenti in alcuni titoli precedenti della coppia (Il commissario di ferro, Un poliziotto scomodo, Sbirro... La tua legge è lenta, la mia... no), vengono qui evidenziati al massimo grado. Già l'incipit veneziano è una notevole variante rispetto alle consuete ambientazioni metropolitane, ma finché restiamo in Italia gli elementi sono quelli tipici del poliziottesco puro: pensiamo al dialogo iniziale tra Merli e Rabal con quest'ultimo che si lamenta delle restrizioni imposte alla polizia da un sistema garantista a senso unico, o alla scena in cui Merli interroga il ferito in ospedale.
Quando la vicenda, però approda in una suggestiva Berlino innevata, assistiamo ad una vera e propria sterzata verso i territori del noir. Merli non è più soltanto il solito giustiziere sprezzante del pericolo ("La mia vita mi appartiene, e così pure la morte", aveva detto al suo diretto superiore), ma un uomo consapevole dei rischi che sta correndo e, ora che ha trovato inaspettatamente l'amore, molto più vulnerabile. E devo dire che in questa fase Merli mostra delle buone capacità recitative, che la maschera di duro impostagli fin lì aveva forse precedentemente offuscato; la sua storia con la bella e brava Speidel viene gestita meglio del previsto da Massi, che naturalmente continua a confezionare con la consueta bravura quei momenti action che il genere richiede, guidandoci verso un finale efficacemente secco e sbrigativo come si addice, appunto, più ad un noir che a un poliziesco.
Se proprio vogliamo trovare dei difetti, direi che risiedono nella messa in scena un pò spoglia tipica dei prodotti a basso budget (ma visto il tono della pellicola non posso escludere che fosse voluto) e in una colonna sonora non particolarmente incisiva (Cipriani aveva fatto meglio in altre occasioni), ma li considero peccati in fondo veniali.
In conclusione mi è piaciuto, e quindi onore a Massi (che qui firma il suo film a mio avviso migliore insieme a La legge violenta della squadra anticrimine), onore a Merli (praticamente anche lui al commiato), e onore ai polizieschi italiani: la mia passione per il cinema è nata grazie a loro.
 
Ultima Modifica: 2016/11/15 18:47 Da Nicola81.
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