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DISCUSSIONE GENERALE: Hollywood party (1968)

 Graf
Magazziniere
841 interventi
Hollywood party (1968)
07 gennaio 2016 ore 13:08 (3 anni, 2 mesi fa)
La comicità, in effetti, è un terreno minato e possiede meccanismi delicatissimi e fragili...
Un film comico è molto più difficile da scrivere, da girare e da montare di uno drammatico.
Ma anche il mezzo determina il successo o meno della comicità: una certa comicità surreale e assurda alla Achille Campanile fa molto ridere sulla pagina ma trasportata in immagini in un film perde molto della sua carica esplosiva....(Es: Animali Pazzi di Carlo Ludovico Bragaglia con Totò).
 
Ultima Modifica: 2016/01/07 15:10 Da Graf.
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 Capannelle
Scrivano
2391 interventi
Hollywood party (1968)
07 gennaio 2016 ore 13:35 (3 anni, 2 mesi fa)
Anche io sono tra i non-fan, mi ritrovo ad esempio nel commento di Homesick.
Diciamo che alla lunga il protagonista stanca e purtroppo.. c'è sempre lui in scena.
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 Daniela
Consigliere massimo
4281 interventi
Hollywood party (1968)
07 gennaio 2016 ore 13:49 (3 anni, 2 mesi fa)
Ragazzi, su questa cosa si potrebbe discutere all'infinito, rimanendo ciascuno nella posizione di partenza, per cui non resta che appellarsi al de gustibus etc. e riderci su come fosse "uno bello barzelletto" ;o)
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 Graf
Magazziniere
841 interventi
Hollywood party (1968)
07 gennaio 2016 ore 15:23 (3 anni, 2 mesi fa)
Aggiungo un'ultima considerazione e poi finisco: la comicità farsesca, terragna, sanguigna e parolacciara si giova più dell’immediatezza dell’immagine e delle boccacce dell’attore che della mediazione meditativa della pagina scritta.
I cinepanettoni trasportati in racconti non so se farebbero mai ridere per la loro volgarità canzonatoria...
 
Ultima Modifica: 2016/01/07 15:26 Da Graf.
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 Raremirko
Call center Davinotti
2872 interventi
Hollywood party (1968)
08 gennaio 2016 ore 01:16 (3 anni, 2 mesi fa)
Schramm ebbe a dire:
B. Legnani ebbe a dire:
Daniela ebbe a dire:

Però, come non apprezzare tutta la prima parte, praticamente perfetta per gags e tempi comici, oppure il formidabile triplo prologo con le riprese del film nel film?


Se non ridi né sorridi mai, non lo apprezzi proprio.
E' il mio caso.
E non solo mio.


la comicità, forse più ancora della paura e dei parametri dell'eros, va a gusti e caratteri e intendimenti. questi ultimi poi sono tanti quanti sono i numerosi e differentissimi tipi di humour. e come ogni tipologia, quella di HP può per tutto uno spettro di motivi e meccanismi non attecchire per niente. ed è questo anche il mio caso.


Si, ma come hai detto nel commento, qua c'è proprio un trionfo del niente, comicità o non comicità.

Non so se ho mai visto situazioni più esili...
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 Alex75
Pulizia ai piani
471 interventi
Hollywood party (1968)
13 dicembre 2016 ore 17:46 (2 anni, 3 mesi fa)
Io adoro Sellers e riconosco che è la colonna portante di questo film, però, per quanto mi abbia divertito, l'ho visto una volta sola e non ho la stessa voglia di rivederlo che ho avuto per la serie di Clouseau e per Oltre il giardino. Ho trovato un po' pesante il fatto che in Hollywood Party Sellers non abbia, di fatto, una spalla. Gli "one-man-show", alla lunga, stancano.
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 Daniela
Consigliere massimo
4281 interventi
Hollywood party (1968)
14 dicembre 2016 ore 11:20 (2 anni, 3 mesi fa)
Alex75 ebbe a dire:
Ho trovato un po' pesante il fatto che in Hollywood Party Sellers non abbia, di fatto, una spalla. Gli "one-man-show", alla lunga, stancano.

Non una spalla in senso stretto, ma una sorta di replicante nell'ambito del personale di servizio c'è: è il cameriere interpretato da Steve Franken, sempre più ubriaco, che si aggira combinando guai aggiuntivi rispetto a quelli del protagonista.
Il suo personaggio "attraversa" tutto il film, raddoppiando le occasioni di divertimento: ne è un esempio la lunga sequenza del banchetto.
In un angolo, seduto su uno sgabello troppo basso, c'è Sellers alle prese con pietanze di non facile fruibilità (ricordi il pollo volante?), mentre il cameriere passa da un commensale all'altro rischiando ad ogni momento di essere scoperto mentre serve le pietanze in maniera, per così dire, poco convenzionale.
E mentre la chiave della comicità di Sellers, in questa ed in altre sequenze del film, è quella dell'imbarazzo derivante dalla goffaggine involontaria di chi si trova in un ambiente estraneo, quella di Franken si base sulla goffaggine inconsapevole, legata all'ebrezza alcolica, un topos comico che risale ai tempi del muto.
Insomma, sono entrambi due combina-guai, ma di natura diversa: Sellers è il "diverso" inintegrabile per sua natura, Franken la rotellina del meccanismo che si inceppa.
 
Ultima Modifica: 2016/12/14 12:26 Da Daniela.
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Pessoa
Fotocopista
130 interventi
Hollywood party (1968)
22 settembre 2017 ore 08:21 (1 anno, 6 mesi fa)
La scena iniziale dell'esplosione sbagliata, che dà l'avvio alla serie di disastri compiuti da Sellers, è in realtà accaduta davvero due anni prima sul set de Il buono, i brutto, il cattivo di Leone, durante le riprese della famosa sequenza dell'esplosione del ponte.
Per una disattenzione di un capitano dell'esercito spagnolo (cui era stato dato l'onore di azionare il fatidico pulsante) il ponte, che aveva richiesto 15 giorni di lavoro, saltò in aria al momento sbagliato e dovette essere ricostruito.
Vi lascio immaginare la reazione di Leone....

Può essere che Edwards si sia ispirato a questo episodio.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_buono,_il_brutto,_il_cattivo
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