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ROSINA FUMO VIENE IN CITTà... PER FARSI IL CORREDO

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Rosina Fumo viene in città... per farsi il corredo
Dati:Anno: 1972Genere: drammatico (colore)
Regia:Claudio Gora
Cast:Ewa Aulin, Hiram Keller, Fiona Florence, Lia Zoppelli, Roberto Lande, Franca Gonella, Dina Sassoli, Claudio Gora, Sandro Serafini, Paolo Granata, Guidarino Guidi, Benedetto Simonelli, Luigi Antonio Guerra, Rossana Canghiari (n.c.)
Note:Aka "Rosina Fumo viene in città per farsi il corredo"
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/10/07 DAL BENEMERITO UOMOOCCHIO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 31/12/16
Diciottenne vergine promessa all'uomo che ama, Rosina Fumo (Aulin) sceglie il periodo in cui questi farà il servizio militare per scendere in città e guadagnarsi i soldi per il corredo da sposa da portare in dote al matrimonio. Ingenua, dolce e devota, Rosina non impiega molto a capire che la vita a Roma è molto diversa da quella a Pizzoferrato, il paesello abruzzese da cui proviene. Preso servizio come cameriera da una signora che vive col nipote, tale Francesco (Keller), si accorge di come la spregiudicata sfrontatezza di lui crei fin da subito un clima di morbosa, irriverente complicità. Le lettere del buon Sandrone (Lande) dalla naja non bastano a fermare tutte le tentazioni, e forse nemmeno i rifiuti alle avances di Francesco; sempre più vicino, più invadente, insistente... Claudio Gora regista (e anche attore, nella piccola parte del padre di Francesco, sempre in viaggio e decisamente distante dal figlio) sceglie di raccontare una storia semplice, prevedibile nei suoi sviluppi ma ben interpretata da una Ewa Aulin timida e indifesa, in parte attratta dalla contagiosa vivacità del suo seducente padrone di casa, più spesso spaventatane. E' soprattutto il turbamento costante che la tormenta a dare un vero senso al film, il suo essere sinistramente combattuta, il non saper come affrontare una situazione inattesa, sentimenti nuovi difficili da interpretare. Con qualche rado scombussolamento temporale (un paio di flashback della vita a Pizzoferrato, la parentesi in villa interrotta e poi ripresa), il film si concentra con naturalezza sul disegno dei personaggi, senza limitarsi ai due protagonisti ma lasciando spazio (con meno incisività) alla vicina di casa romagnola di facili costumi (Florence), al carattere introverso del figlio del portinaio, amico di Francesco e "tragicamente" vergine (Granata)... Più in ombra la zia - presenza casalinga spesso defilata a cui però Lia Zoppelli riesce dare una bella profondità - e gli altri amici di Francesco, tutti interessati prima di ogni cosa alle facili avventure di sesso. Un film in linea con quanto ci si può attendere già dopo le prime scene (con Rosina costretta a scendere dal camion che l'ha accompagnata in città in seguito agli insistiti palpeggiamenti del conducente), credibile nel quadro d'insieme che porta in scena, piuttosto debole nei dialoghi (facilmente ascrivibili al genere) ma intrigante nelle sue implicazioni psicologiche, con una bella tensione che sale nell'ultima parte fino ad esplodere con violenza come certo cinema Anni Settanta riusciva a fare senza apparire forzato o gratuito. Lo scontro tra la tenera ingenuità di Rosina e la consapevole dissolutezza di Francesco, incarnazione delle grandi differenze tra educazione di campagna e di città, trova una sua gradevole dimensione in un dramma ove l'erotismo è freddo, congelato dalla spregevole arroganza di un Hiram Keller a suo modo in parte e sinistramente premonitore di una stagione di violenze che culminerà nel massacro del Circeo.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 20/4/09 22:20 - 4468 commenti

Sorprendente, strambo film di Gora, ricco di diseguaglianze di toni, di momenti, di livello attoriale, ma pervaso da sincero, talora struggente, afflato. I balbettamenti e gli eccessi evaporano in una fase conclusiva ricca di pathos e di momenti quasi memorabili, per culminare in un finale perfetto, che nulla dice o tace in più o in meno di quello che l'equilibrio richiedeva. Resta la sensazione di aver visto qualcosa di "unico". Brava la Aulin, carismatica la Zoppelli, insostenibile (non per necessità di ruolo, ma per incapacità) Hiram Keller.
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Undying 24/4/09 17:50 - 3875 commenti

Straniante, scomposto, vago. Un calderone che porta dentro di sè tanta approssimazione (regia, scenografia, interpretazioni) ma che arriva dritto al cuore e alla mente facendo leva su deviazioni continue che sviano le aspettative dello spettatore. L'erotismo è lieve, sfumato, quasi mai offerto salvo esser strillato nei succinti, frenetici e surreali dieci minuti conclusivi. La Aulin si propone in un ruolo convincente (e apparentemente assimilato o, quanto meno, sentito) e riesce a sconvolgere per il suo continuo dubbio, vissuto con pudica incertezza: cedere o resistere a un voto di matrimonio.
I gusti di Undying (Horror - Poliziesco - Thriller)

Deepred89 4/7/09 14:36 - 3112 commenti

Insolita pellicola che parte sui soliti binari della commedia erotico-morbosa (dai toni piuttosto seri, nonostante la scurrilità dei dialoghi) per poi addentrarsi, nell'ultima parte, in territori meno battuti, diventando angosciante e crudele e chiudendosi con un finale che colpisce per intelligenza e maturità. Registicamente si passa da scene girate piuttosto svogliatamente ad altre memorabili (la lunga e disturbante sequenza nel campo da tennis). Molto brava la Aulin. Bella colonna sonora. Da vedere, nonostante i difetti.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Uomoocchio 13/10/07 14:00 - 40 commenti

Con un titolo così ci si aspetterebbe una commedietta sexy e invece ti ritrovi un film che poco dopo diventa un autentico dramma d'amore e di iniziazione, niente affatto stupido e assolutamente originale. Certo la Aulin che parla un italiano perfetto è credibile come contadina abruzzese quanto io se interpretassi Alessandro Magno ma, a parte questo e alcuni passaggi troppo ellittici nel descrivere la psicologia dei personaggi, è un film da vedere, a tratti anche commovente.
I gusti di Uomoocchio (Commedia - Erotico - Poliziesco)