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• 1. TUTTOTOTò: IL LATITANTE

All'interno del forum, per questo film:
• 1. Tuttototò: Il latitante
Dati:Anno: 1967Genere: corto/mediometraggio (bianco e nero)
Regia:Daniele D'Anza
Cast:Totò, Giuseppe Porelli, Lia Zoppelli, Enzo Turco, Mario Castellani, Gino Cervi, Piero Gerlini, Ivy Holzer, Simone Mattioli, Gino Ravazzini, Elena Tricoli, Massimo Ungaretti
Note:Telefilm di circa 40 minuti della serie "Tuttototò".
Visite:1054
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO DAL BENEMERITO UNDYING
È il primo capitolo della serie TUTTOTOTO’, elaborato partendo dalla sceneggiatura di un film (LE BELVE) mai realizzato da Corbucci e Grimaldi. Tra i tanti uno dei più riusciti, con un Totò in forma e un soggetto (di Corbucci e Grimaldi, come la sceneggiatura) che lascia ampio spazio all'improvvisazione del grande comico napoletano. Scontata la pena nel suo “carcere di fiducia” (dal direttore del quale viene salutato calorosamente dando subito il via al primo ottimo duetto, col fedele Enzo Turco), Gennaro La Pezza comincia ad abbordare ricchi personaggi spacciandosi per vecchio amico d'infanzia. Va prima da Mario Castellani ricordandogli i tempi in cui combattevano insieme durante la guerra d'Africa e riesce a spillargli soldi e portafogli con abile truffa, poi si concentra sull'industriale (fa formaggini) impersonato da Giuseppe Porelli. È con lui che si consumano i momenti migliori e la parte più centrale del telefilm. Spacciandosi per un vecchio compagno di scuola (“Ti ricordi, capoccione”?), Totò riesce a insediarsi nello splendido palazzo dell'uomo riprendendo temi già sfruttati ne IL CORAGGIO o SIGNORI SI NASCE, esigendo di tutto e dimostrando un’invadenza insostenibile. Il finale sarà con Gino Cervi versione Maigret, una degna prechiusura prima dell'inevitabile conclusione amara. Pur nei limiti di un prodotto televisivo Totò impone la sua bravura duettanto bene con tutti (c'è anche Lia Zoppelli, nel film moglie di Poretti) e ricorrendo ai classici giochi di parole con consumata maestria. La confezione è sciatta, ma le risate non mancano e c'è perfino un discreto ritmo.
il DAVINOTTI

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Undying 27/5/08 21:47 - 3875 commenti

Vicende tragico-comiche d'un truffatore, appena uscito dal carcere e già pronto all'azione. Alla base del film (di origine televisiva) c'era una vecchia sceneggiatura, mai andata a buon fine, di Bruno Corbucci. Interessante la figura del commissario, interpretata da Gino Cervi ed ispirata alla figura del più celebre commissario Maigret, destinata ad uno scontro (verbale) spassossimo con "il latitante".

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il direttore del carcere sentenzia a Totò: "Lei è recuperabile!", ottenendo per tutta risposta: "Recuperabile sarà lei. Io ricambio i complimenti".
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Minitina80 14/4/15 9:24 - 1996 commenti

Uno degli episodi con più ritmo e meno vuoti narrativi. Il soggetto non è malvagio ed è sviluppato bene. Totò se la cava dignitosamente, ha qualche spunto interessante, ma attorno a lui purtroppo c’è ben poca cosa; regge bene Enzo Turco, mentre gli altri nomi potevano essere sfruttati decisamente meglio. Nel finale compare, purtroppo per poco, anche Gino Cervi.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)

Dusso 31/5/13 9:49 - 1533 commenti

Buon episodioa questo, perché Totò è in forma e le situazioni, seppur con una trama sfilacciata, sono divertenti, e i vari personaggi che interagiscono con lui (c'è il solito Castellani, la Zoppelli ecc.) funzionano bene. Divertente il finale con Gino Cervi.
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Panza   22/6/19 16:20 - 1423 commenti

Pur apparendo la stanchezza di Totò, che comunque conserva ancora una certa verve nelle riproposizione della consueta mimica facciale, questo episodio può contare su una felice scenetta tra il Principe e il direttore del carcere, nella quale i soliti qui pro quo verbali hanno il loro perché. Le buone premesse vengono vanificate invece dalla parte centrale, occupata da una lunga fase nella villa di Porelli, dove Totò va troppo sopra le righe. Simpatico il cammeo di Cervi, uno dei momenti in cui la serie "ospita" i personaggi televisivi del tempo.
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Smoker85 18/3/12 19:33 - 361 commenti

Primo episodio dell'incompiuto telefilm con cui Totò avrebbe dovuto portare in tv gli schetch della sua gloriosa carriera teatrale, direi uno dei migliori, grazie sia alla trama (pur non essendo niente di che) che alla simpatia dei comprimari (Enzo Turco e Mario Castellani in primis). Sebbene vistosamente stanco e avanti negli anni, il grande attore cerca di onorare l'ennesimo impegno. Cameo di lusso dell'anche lui grande Gino Cervi, che fa il verso al suo Maigret. Simpatico.
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