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QUANDO LE DONNE PERSERO LA CODA

All'interno del forum, per questo film:
Quando le donne persero la coda
Dati:Anno: 1972Genere: comico (colore)
Regia:Pasquale Festa Campanile
Cast:Lando Buzzanca, Senta Berger, Renzo Montagnani, Frank Wolff, Lino Toffolo, Francesco Mulé, Aldo Puglisi, Mario Adorf, Fiammetta Baralla
Note:Sequel di "Quando le donne avevano la coda"
Visite:814
Filmati:
Approfondimenti:1) IL GENERE PELLICCIOTTESCO (O PELLICCIOTTO-MOVIE)
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/5/07 DAL DAVINOTTI
La prima differenza che si nota rispetto al precedente QUANDO LE DONNE AVEVANO LA CODA, prima ancora dell'evidente assenza di Giuliano Gemma e (tra le seconde linee) di Giuffrè, sta nell'ambientazione: dai suggestivi scenari naturali si passa a fiori, rocce e piante di cartapesta posizionati in un teatro di posa che toglie subito sostanza al film. Il passaggio di Buzzanca da presenza occasionale (nel primo addirittura moriva molto presto) a co-protagonista dovrebbe garantire un maggior numero di risate, ma la modestissima sceneggiatura fa sì che questo non accada. Senta Berger (senza più la coda) è ancora bella e importante, nell'economia della trama, ma pur non sdilinquendosi con Buzzanca come aveva potuto fare con Gemma, resta uno dei punti deboli, dal punto di vista comico. Il soggetto questa volta, scritto da Lina Wertmüller, prevede l'introduzione del denaro (chiamato sghè”) come perno attorno al quale far ruotare la sceneggiatura. È Amm (Buzzanca) ad insegnare, al solito gruppo di cavernicoli (Mulè, Puglisi, Toffolo, Wolff e la “checca” Montagnani), l'uso della moneta come merce di scambio. In breve si trasformeranno da scettici in avidi con tanto di guadagnato per lo “straniero” Amm. Di nuovo si fa ricorso all'italiano storpiato per divertire e a qualche gag cronologicamente scorretta, ma esaurita la spinta originaria qui ci si ripete lasciando palesemente intuire che l'idea era buona per un film e non di più. Più critica sociale che omaggio al gentil sesso.
il DAVINOTTI

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Deepred89 16/4/12 23:25 - 3115 commenti

Ok, la confezione c'è, il cast è lussuoso e alle musiche ci sono Nicolai e Morricone, ma il film proprio non funziona. Storiella protovanziniana (o protobagaglinesca) scontata e puerile, battute e slang (pare agli spettatori in sala venisse addirittura offerto un "glossario italo-preistorico") da tapparsi le orecchie, ambientazioni interamente (e palesissimamente) ricostruite (un involontario proto-Dogville) che avrebbero annientato anche la pellicola più impeccabile. Zero risate, un paio di sorrisetti, noia costante. Meglio sorvolare.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Markus 24/7/17 9:25 - 2956 commenti

Uno dei punti più bassi di Festa Campanile, che in un claustrofobico studio con vegetazione di cartapesta (il per me temibile effetto-Barbarella!) tenta una specie di farsa ambientata tra i cavernicoli (cast per l'epoca di gran pregio). Con un italiano storpiato e qualche tentativo di fare della morale non solo non si ride mai, ma addirittura si cade nel tedio più assoluto. Peccato vedere impiegati nomi così celebri della spettacolo relegati a questa messinscena da oratorio. La Berger è bellissima... e su questo non si discute.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)