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TEOREMA

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Teorema
Dati:Anno: 1968Genere: drammatico (colore)
Regia:Pier Paolo Pasolini
Cast:Terence Stamp, Massimo Girotti, Laura Betti, Ninetto Davoli, Silvana Mangano, Anne Wiazemsky, Susanna Pasolini
Visite:2698
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Approfondimenti:1) LA MOSTRA PERMANENTE DEI 45 GIRI DI LUCIUS
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 17
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/5/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/4/19
Profonda riflessione pasoliniana su temi a lui cari - il sacro e l'erotismo - che si presta a diverse interpretazioni (specialmente se non si è letto il romanzo a cui il film è legato). Perché nel film il cast poco parla e quando lo fa non sempre va nella direzione che ci si aspetterebbe, sottolineando di continuo l'approccio ricercatamente inusuale dell'autore (Pasolini è regista e autore unico del copione, naturalmente), nel quale emergono un preciso stile narrativo e una disperata ansia di rottura. L'arrivo in una villa milanese d'un giovane dall'aria misteriosa (Stamp) viene vissuto dai componenti della famiglia (madre, padre e due figli) e dalla governante (Betti) come l'incontro fatale, destinato a trascinare tutti nella passione. La prima parte dell'opera si consuma tra confronti, monologhi enigmatici (giacché Stamp parla pochissimo lasciando che siano i suoi interlocutori a farlo o a lanciarsi in considerazioni interiori) e sesso non solo suggerito (pur se senza mai troppo insistere); aiuta a capire quanto il ragazzo venga percepito come un salvatore, capace con la sola presenza di deviare propositi egoistici stimolando nel contempo pulsioni erotiche. Poi però Pasolini attua una svolta e investe la governante di un'alone santo del tutto imprevedibile, facendola tornare al suo villaggio dove si scoprirà essere in grado di guarire e... levitare! Ma spetta sempre allo spettatore cogliere il senso ultimo di ogni azione trasformando TEOREMA in un'esperienza personale, puntellata da una scelta nelle location tra le più straordinarie del nostro cinema: rese vive dalla fotografia di Giuseppe Ruzzolini, chiese abbandonate, scorci naturalistici, edifici decadenti, fabbriche deserte si trasformano quasi in dipinti di una bellezza ammaliante, arrivando a colpire chi guarda con forza impensabile. Tanto da sospendere il film in una terra di mezzo solo incidentalmente appoggiata tra le periferie milanesi e il pavese. I personaggi vi si muovono rapiti da un'estasi che li porta con l'immaginazione fin tra rocce vulcaniche, a seguire pensieri mai condivisi con nessuno e talvolta nemmeno con chi guarda (si veda il caso della governante). E com'è logico che sia, un approccio tanto singolare, criptico e libero difficilmente incontrerà i favori di tutti. Anche volendoci leggere significati e simbolismi tra i più disparati e interessanti dobbiamo fare poi i conti con un modo d'intendere il cinema ben diverso dalla norma: i tempi sono dilatati, i silenzi eterni, gli accadimenti pochi e diluiti, l'interazione tra i personaggi limitata allo stesso schema che tende a ripetersi in un loop senza fine, gli interventi di Ninetto Davoli che saltella nel giardino della villa mentre consegna la posta apparentemente fuori contesto. L'orginalità della proposta pasoliniana si avverte e colpisce, ma la fruibilità della stessa è limitata a chi accetta di interiorizzarla e di viverla superando ogni schema narrativo tradizionale. Oggi impensabili certe levate di scudi degli organismi cattolici, nonostante le frequenti (e talvolta destabilizzanti) inquadrature a... mezza altezza.
il DAVINOTTI

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Undying 19/3/10 20:29 - 3875 commenti

La sessualità borghese necessita, per manifestarsi - e rompere dunque un sostanziale velo di ipocrisia - di un benestare esterno, addirittura divino. E' infatti un ospite "angelico" quello che scatena i sensi repressi dei componenti d'alto rango, protagonisti e simbolo di una famiglia in forte crisi d'identità. Una istituzione che si disgrega, si rompe, scombina in svariati pezzi, tenuti poi assieme da un nuovo collante, quello pansessuale "teorizzato" - con cinico verismo - da Pasolini.
I gusti di Undying (Horror - Poliziesco - Thriller)

Il Gobbo 15/5/07 9:13 - 3011 commenti

Un misterioso individuo si insinua nella vita di una famiglia borghese seminando ambiguità che poi concretizza sessualmente con tutti i membri della famiglia, alla 'ndo cojo cojo. La vita di ciascuno ne viene stravolta. Indigesta accozzaglia pasoliniana (da cui trarrà un suo romanzo) di tematiche incartapecorite, all'insegna dell'allegorismo plumbeo, del manicheismo ideologico, dell'eccesso di carne, al (fuori) fuoco. Irrisolto e sconclusionato, quindi ipso facto premiatissimo.
I gusti di Il Gobbo (Gangster - Poliziesco - Western)

Pigro 17/6/08 11:26 - 7184 commenti

Un misterioso ospite arriva in una casa di ricchi borghesi facendo innamorare di sé tutti, dal padre alla serva. Il “teorema” ideologico di Pasolini appare freddo e intellettuale, ma entra con potenza nel cuore grazie alla capacità descrittiva dello smarrimento profondo dei personaggi, giocata tutta con sguardi e piccoli gesti. Attori strepitosi nel rendere al meglio questo strano film sulla crisi della borghesia.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Renato 8/1/09 21:24 - 1495 commenti

Magari l'avrò capito solo ad un livello squallidamente superficiale, ma è un film che ho sempre amato molto. La capacità di Pasolini di raccontare per immagini emerge in modo prepotente, al di là del discorso sulla borghesia "incapace di recepire il verbo sacro" (questa l'ho letta da qualche parte, sia chiaro). In particolare i primi 40' (quasi muti, come del resto gran parte della pellicola) sono inquietanti, misteriosi e lasciano il segno. Un film affascinante, algido ed allusivo. Straordinaria la Betti, per inciso.
I gusti di Renato (Commedia - Drammatico - Poliziesco)

Cotola 20/12/07 23:02 - 6857 commenti

Criptico e, forse proprio per questo motivo, uno dei lavori meno riusciti di Pasolini. Dopo una prima parte di stampo più “tradizionale”, infatti, il film comincia ad accumulare numerose scene ed elementi simbolico-allegorici che appesantiscono una storia di per se abbastanza semplice. Tuttavia a tratti il film si riscatta da certe pesantezze grazie a momenti lirici molto intensi.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Deepred89 12/6/12 11:08 - 3075 commenti

Uno strano film, perennemente in bilico tra noia e suggestione, registicamente molto impreciso ma fotograficamente di grande classe. Alcuni elementi quasi risibili (la conversione alla pittura, i dialoghi misticheggianti, Ninetto Davoli che appare saltellando) si contrappongono ad alcuni passaggi di indubbio fascino e il cast funziona alla perfezione (su tutti Stamp, che offre qui il primo - fugace - nudo integrale maschile del cinema italiano). La spoliazione alla stazione centrale ritorna in Cuore sacro. Interessante.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Enzus79 17/10/11 15:09 - 1540 commenti

Sorta di parabola biblica, questo Teorema di Pier Paolo Pasolini. Un uomo si mette al "servizio" delle necessità di una famiglia borghese. Buon cast, ma è la Betti quella che mi ha sorpreso di più, con quel suo volto di pietra che trasmette grande riflessione.
I gusti di Enzus79 (Fantascienza - Gangster - Poliziesco)

Saintgifts 11/7/10 16:37 - 4099 commenti

Il nuovo Messia di Pasolini non è il figlio di Dio, come proposto dai cattolici; quindi, come essere umano (?) buono e superiore, svincolato dalla dissacrazione della carne, dispensa il suo amore proprio attraverso la carne a tutti quelli che lo cercano e si innamorano di Lui. E lo dispensa soprattutto ai malati (i borghesi. Sono venuto per curare i malati). Senza di Lui, però, tutto precipita, solo Emilia sembra aver capito il messaggio. Efficacemente, con belle immagini, Pasolini ci racconta la sua visione etico religiosa della nostra società.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il monologo di Pietro (il figlio) sull'arte vera e fasulla. Forse una confessione dell'artista.
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Lucius  5/7/12 23:33 - 2700 commenti

Pasolini come Kubrick: un cinema ipnotico ed emozionante fatto di silenzi e di immagini, di concetti e di inquadrature suggestive. Il teorema del delirio è il teorema dei sensi, sensi sconvolti dall'arrivo di un aitante giovane in una famiglia borghese. Il "naturale" ordine delle cose diviene per taluni coscienza di diversità, per altri risveglio interiore. Un vuoto riempito da falsi valori viene colmato di essenza. Un'intesa sessuale e intellettuale, come deve essere nei rapporti sublimi, al centro del capolavoro donato dal maestro al cinema internazionale.
I gusti di Lucius (Erotico - Giallo - Thriller)

Giùan 28/3/12 13:15 - 2563 commenti

Capolavoro del periodo "concettuale" del cinema pasoliniano (da Uccellacci a Medea per intenderci). Come era magicamente accaduto con Accattone, Pasolini si reinventa alchimicamente un codice estetico/cinematografico atto a "svelare" significati che stanno dentro le immagini e al contempo le trascendono. Un film che, come l'Angelo caduto Stamp, possiede un fascino esoterico, abile ad attirarti nel suo buco nero e a farci perdere nel vuoto/pieno di cui è colmo. Scandalosamente olezzante di sacro. Girotti e Mangano di encomiabile umiltà, Betti allucinata.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La carezza di Stamp alla nuca della Wiazemsky; Girotti nudo che vaga nel deserto; Silvana Mangano "a caccia"; La levitazione e il seppellimento di Laura.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)

Paulaster 21/1/19 12:53 - 2154 commenti

Uno studente cambierà la vita a una famiglia borghese. Il messia laico risveglia chi non aveva ideologia: Pasolini attacca il ceto che più detesta con una punta di blasfemìa. Prima parte schematica con ovvia censura dei nudi, diviene poi piatta negli avvicendamenti. A sprazzi il film sa essere però suggestivo, benché si tratti sempre di riflessioni concettuali sul tema del sacro. La Betti è una maschera espressiva che visto il ruolo ci sta, la Mangano sembra non adatta al personaggio.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La Betti seppellita; La corsa nudo; La figlia senza più stimoli.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Il Dandi 9/10/17 21:47 - 1477 commenti

A un doppio prologo (quello "giornalistico" e quello muto virato in seppia) segue il film più anticattolico di Pasolini: non già per la celebrazione del sesso, ma perché l'unica possibile resurrezione finisce per preludere alla morte anziché vincerla. Non un film perfetto, perché dopo la partenza del messia erotico la seconda parte ingenera quadretti separati di riuscita diseguale (il peggiore purtroppo è proprio quello con la mamma e l'amica Betti), ma questo PPP alle prese con personaggi borghesi da giallo dell'epoca è indimenticabile.
I gusti di Il Dandi (Giallo - Poliziesco - Thriller)

Mdmaster 10/3/11 12:15 - 802 commenti

La tipica opera pasoliniana che lasciava sgomenti: un artista che si può odiare o amare, ma che difficilmente lascia indifferenti. Lo sconosciuto irrompe nella vita borghese turbandone la superficie e lasciando una scia di divinità che si esprime principalmente con la carne. Questa diventa un tutt'uno con la spiritualità, la continua ricerca della "via di Damasco". Il film naturalmente resta d'interpretazione difficile, aspro e allegorico, fortunatamente tenuto su da uno splendido cast, tra cui un'intensa Betti e la diafana Mangano. Intrigante.
I gusti di Mdmaster (Avventura - Drammatico - Horror)

Bubobubo 24/9/18 0:26 - 708 commenti

Intuizione fulminante: l'angelico-mefistofelico perturbante che, dall'esterno, alza il tappetino sotto cui la buona borghesia si ostina a cacciare la polvere del rimosso. Svolgimento tipicamente pasoliniano: barocco, teatrale, generalmente lento, a tratti pesante. Le idee ci sono tutte, gli interpreti anche: a mancare di fluidità è - specialmente oggi, in retrospettiva - lo svolgimento. Merita un mezzo punto supplementare, se non altro, per alcune sequenze surrealiste ancora oggi meravigliose, come la miracolosa levitazione della serva.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: In un casolare di campagna, la serva prende a levitare.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)

Graf 19/5/14 2:09 - 618 commenti

Forse il film più genuinamente “sessantottino” del cinema italiano. Pasolini proclama una parabola di "misticismo erotico" assumendo un codice visivo-concettuale che procede per equazioni ma non indicando mai la soluzione del discorso poetico. Personaggi irrequieti, teorizzazioni politiche, drammi morali, accensioni mistiche: Pasolini aveva capito che non Marx ma il dio pagano Eros avrebbe fatto crollare le impalcature di una società che aveva trovato un millenario equilibrio tra sesso e sentimento, tra istinto e ragione. Datato ma affascinante.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La storia mistica della serva Emilia: una tra le più alte e ispirate pagine del cinema di Pasolini; I silenzi eloquenti della madre Silvana Mangano.
I gusti di Graf (Commedia - Poliziesco - Thriller)

Alex75 8/2/16 9:27 - 566 commenti

Più che un film, una parabola, in cui Pasolini rappresenta in modo scarno e tuttavia allegoricamente complesso, con diverse chiavi di lettura, la crisi di una tipica famiglia borghese di fronte al proprio vuoto interiore mascherato da finzioni e convenzioni, con esiti nichilistici visti solo apparentemente in modo asettico, data l’intensità di alcune interpretazioni (Betti, Girotti e Mangano) e l’evidente inserimento di alcune concezioni dell’autore (soprattutto riguardo ad arte e sessualità).

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le mute apparizioni di Ninetto Davoli, cesura tra il “prima” e il “dopo”; Il deserto; I destini della serva e del capofamiglia.
I gusti di Alex75 (Drammatico - Poliziesco - Thriller)

Xabaras 3/2/16 18:09 - 189 commenti

Film nato per raccontare la crisi dei valori borghesi, declinandola dal punto di vista della sfera sessuale. L'opera di Pasolini rappresenta sicuramente un unicum nel panorama dell'epoca ed è efficacissima l'opera di disgregazione che porta all'ideale forse principe del ceto medio: il quieto vivere, quel malsano quieto vivere che portato alle estreme conseguenze ci rende insensibili fin a noi stessi. Nella seconda parte nulla è risparmiato ai poveri protagonisti che, come risvegliatisi da un lungo sonno, non saranno più in grado di pacificarsi e unirsi.
I gusti di Xabaras (Gangster - Horror - Western)