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SAI COSA FACEVA STALIN ALLE DONNE?

All'interno del forum, per questo film:
Sai cosa faceva Stalin alle donne?
Dati:Anno: 1969Genere: commedia (colore)
Regia:Maurizio Liverani
Cast:Benedetto Benedetti, Helmut Berger, Margaret Lee, Silvia Monti, Solveyg D'Assunta, Nando Murolo, Piero Vida, Gianni Pulone
Visite:1245
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/4/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/7/19
Con un titolo così qualcuno che si lascia tentare lo trovi sempre; Maurizio Liverani, critico cinematografico, fa leva su questo per imbastire una strampalata satira sul comunismo del Dopoguerra che guarda palesemente a certo cinema francese privo di forme, dai contorni imprecisi, che partendo da una trama appena accennata aggiunge scena su scena senza curarsi di seguire una consequenzialità vera. L'idea è quella di due ex partigiani, molto amici, che a guerra conclusa si ritrovano a condividere l'ideologia comunista. Dei due, Aldo (Berger) è quello che sembra provare una convinzione più profonda e il desiderio di capire, mentre Benedetto (Benedetti) sembra fermo alla superficie, a replicare anche fisicamente l'idolo Stalin, che cita senza sosta dotandosi ovviamente di inconfondibili baffoni. Contornati da una deliziosa Margaret Lee (che si doppia da sé con esiti piuttosto spassosi) e da altre bellezze del tempo (Silvia Monti…), i due parlano e straparlano, viaggiano (lunga l'inattesa tappa veneziana, dove Benedetto è spedito per una “delicata missione”), si incontrano e discutono, affrontano argomenti legati al comunismo ma non solo e condividono il duro momento, nel '53, della morte di Stalin. Da qui in avanti Benedetto si sentirà perduto, incapace di trovare negli eredi dello statista qualcuno che anche solo vagamente possa avvicinarne il carisma; ma è anche questo solo un tema di passaggio, che si confonde nel chiacchiericcio generale, tra citazioni poetiche (persino il “Pianto antico” di Carducci), gigionismi non sempre sopportabili e una frammentarietà che permette di cogliere giusto il senso generale dell'operazione e il senso di libertà tutto sessantottino che evidentemente il regista voleva comunicare. A impreziosire molto un film legatissimo al momento della sua uscita, faticoso da seguire e che definire datato oggi sarebbe un complimento, la colonna sonora - quella sì di grande valore - firmata da Ennio Morricone, che con tocchi leggeri e stranianti sottolinea la natura insolita dell'opera alzandone leggermente il livello e lasciandoci qualcosa da ascoltare più volentieri dei dialoghi o dei monologhi con voce fuori campo di Aldo, che funge da narratore. Tracce di erotismo molto soft inserite sommariamente a caso quanto il resto. Di sicuro prima di guardarlo conviene predisporsi a qualcosa di diverso dal solito e di più astratto, almeno quanto poteva essere in Francia la nouvelle vague. Estratte singolarmente molte scene sono anche godibili, magari divertenti e originali; è il vederle una in fila all’altra a sfinire e a lasciare alquanto perplessi…
il DAVINOTTI

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Il Gobbo 23/4/07 23:37 - 3011 commenti

Divenuto leggendario per la sua invisibilità, oltre che per il titolo, è una satira sui comunisti da parte di un ex spretato, attraverso le "vicende" di Benedetto, militante fanatico che assume pose e sembianze di Baffone, e di Helmut Berger sfavatissimo fotografo (ispirati a Kim Arcalli e Giulio Questi). Privo di struttura (pardon, dalla "struttura liberissima"), anche un po' scalcagnato, ma godardiano/pop, divertente come reperto d'epoca per i ghiottoni del modernariato sessantottardo. Grande Margaret Lee, bellissima e che si doppia da sè!
I gusti di Il Gobbo (Gangster - Poliziesco - Western)

Homesick 17/5/08 17:47 - 5737 commenti

Satira del comunismo, del Georgiano più cattivo della Storia e di chi lo segue più per moda che per convinzione, scritta e diretta proprio da un ex giornalista vicino al partito filosovietico. Liverani definisce il suo stile particolare, riconoscibile anche nel successivo Il solco di pesca: persistenti commenti della voce fuori campo, musiche dilaganti, anomìa narrativa, spunti erotici, mistici ed onirici, fotografia chiaroscurale. Bellissime la Monti e la Lee: aristocratica e scultorea la prima, simpatica oca la seconda.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il comunistissimo Benedetto che, quando gli capita di alzare la mano destra si sente insultare: "A fascista!!".
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Deepred89 24/10/12 23:44 - 3101 commenti

Bizzarra satira sul comunismo, caratterizzata da una struttura narrativa completamente anarchica (per gli apolitici: trama quasi inesistente) e per questo molto difficile da seguire, ma resa sopportabile da una confezione che trasuda italicità e sessantotto da tutti i frames (uno spasso per gli appassionati), da un buon cast e dalle spassose (e inconfondibili) musiche targate Morricone. Ricorda La cinese: questa è una parodia, il film di Godard no, ma a livello di contenuti la differenza non è poi eccessiva. Però Liverani non è Godard.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Rufus68 10/3/16 22:18 - 2618 commenti

Satira bislacca, ma informata (Liverani era uscito dal Partito l'anno prima) sull'intellettuale-tipo comunista, sempre in cerca del conducator a cui conformare il proprio pensiero. Il film procede in modo rapsodico, con gustose trovate, fra musichette debitamente stranite, citazioni dalle bibbie di sinistra del tempo che fu e qualche prurito erotico. Quasi divertente, anche se il gioco, alla lunga, mostra un po' la corda.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)

Ronax 21/7/19 13:42 - 818 commenti

Mentre Maselli attacca dall'interno l'intellighenzia del PCI, l'ex comunista Liverani spara a zero contro il suo ex partito e le sue mitologie, come dimostra l'apprezzamento della stampa di destra che denunciò anche minacce e boicottaggi alle sale che lo proiettavano. Il film non ha nulla della seriosità ideologica della Lettera, ma si muove in modo volutamente sgangherato fra quadretti surreali e dialoghi spesso insensati, in perfetto stile sessantottino. Splendide la Lee e la Monti, bello score di Morricone che anticipa quello dell'Indagine.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'assurda canzoncina cha Margaret Lee canta ossessivamente per tutto il film.
I gusti di Ronax (Drammatico - Erotico - Thriller)