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SUPER-RAPINA A MILANO

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Super-rapina a Milano
Dati:Anno: 1964Genere: commedia (bianco e nero)
Regia:Adriano Celentano, Piero Vivarelli
Cast:Adriano Celentano, Claudia Mori, Don Backy, Gino Santercole, Detto Mariano, Miky Del Prete, Dante Posani, Vittorio Salvetti, Andrea Checchi, Aldo Maccione, Ivan Rassimov
Note:aka "Super rapina a Milano"
Visite:1616
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Approfondimenti:1) INTERVISTA A GINO SANTERCOLE
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Pur ampiamente supervisionato da Piero Vivarelli, è il primo film da regista di Adriano Celentano, fin lì interprete occasionale in commedie a tema “canterino” (URLATORI ALLA SBARRA, IO BACIO TU BACI...). Il protagonista di UNO STRANO TIPO, curiosa incursione fulciana nel musicarello. La prima parte racconta della rapina del titolo alla Banca Nazionale di Milano, organizzata genialmente in tutti i dettagli dal capobanda Sergio (Celentano, a capo del suo all’epoca inseparabile “clan”) e portata a termine impeccabilmente. I problemi sorgono quando i componenti del gruppo, per lasciar smontare il clima di caccia ai rapinatori, decidono di rifugiarsi per sei mesi in un convento travestendosi da preti. In SUPER-RAPINA A MILANO c'è già un assaggio della genialità di Celentano (che per lo spiazzante finale ruba l'idea ai TRE VOLTI DELLA PAURA di Bava tentando, come già aveva fatto durante il film, timidi approcci al metacinema), un mix insolito di noir e commedia che alterna omicidi e violenza a sprazzi di surrealismo celentanesco. Il ragazzo della via Gluck non è ancora disinvolto, davanti alla macchina da presa, ma ha carisma e personalità da vendere, è capace di inventarsi già qui un modo di recitare desueto, anarchico, con frasi spiazzanti e atteggiamenti imprevedibili. La reazione del pubblico, di fronte a un film tanto indecifrabile e privo di esibizioni canore (ce n'è una sola, in televisione, con Sergio/Celentano che definisce “amorale” il suo doppio capace di guadagnare, solo danzando, più di quanto loro abbiano guadagnato rischiando la galera), non poteva che essere negativo, inibendo le velleità registiche di Celentano. Risse tirate per le lunghe, tante pause, momenti inutili, ma anche una genuinità di fondo non disprezzabile.
il DAVINOTTI

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Il Gobbo 19/1/09 19:48 - 3011 commenti

Letale esordio del Molleggiato alla (co)regia, con vaghe aspirazioni alla nouvelle vague de noantri, ovviamente fallimentari, senza peraltro riuscire nella parodia, se no involontaria (le pose e i dialoghi da duri fanno pensare più a Carlo Manzoni che all'hard-boiled americano). Se poi un ruolo "drammatico" è affidato a Vittorio Salvetti.... Di molto celentaniano c'è la micidiale lentezza di alcune scene, e le pause fra una battuta e l'altra. Notevole però Aldo Maccione che parla con accento torinese. Da evitare.
I gusti di Il Gobbo (Gangster - Poliziesco - Western)

Caesars 25/3/08 10:24 - 2620 commenti

Esordio alla regia del supermolleggiato: il risultato, pur non essendo di infimo livello, non è certo memorabile in quanto il film è cosparso di tante, troppe, inutili lungaggini che lo appesantiscono a dismisura. Discreto l'inizio con la rapina alla banca e divertenti gli ultimi secondi di pellicola (anche se non inventano nulla) ma, in mezzo, il rischio di annoiarsi è veramente alto. Piero Vivarelli, non accreditato ufficialmente, pare abbia collaborato molto attivamente alla realizzazione del film. Un pallino e mezzo.
I gusti di Caesars (Drammatico - Horror - Thriller)

Vitgar 8/5/15 11:54 - 586 commenti

Celentano si butta in questa prima avventura di regista con tutto il suo Clan e produce un filmaccio da dimenticare. Produzione da cinema parrocchiale anni 60 povero di idee e ancor più di contenuti, con un cast di attori improbabili e scarsamente in linea con i loro ruoli. Celentano, che non ha mai brillato né come attore né come regista, comincia qui a mostrare la sua scarsa inclinazione per il cinema.
I gusti di Vitgar (Commedia - Thriller - Western)