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I MAGNIFICI BRUTOS DEL WEST

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
In italia, negli anni Sessanta, ci cascavano tutti. In pieno boom spaghetti-western era quasi impossibile, per un comico, non ritrovarsi nel west a parodiare le gesta di Clint Eastwood e compagni. E alla regola non sfuggirono nemmeno i Brutos, che per la prima volta (nella formazione a quattro, capeggiata dal prossimo partente Aldo Maccione) si proponevano in un film come protagonisti. Il risultato, purtroppo per loro, si rivela disastroso (anche al botteghino) tanto da fargli abbandonare l'idea di continuare con il cinema. La loro comicità semplice, elementare, basata su gag verbali stravecchie e scadenti accompagnate da contorsioni facciali che li facessero apparire più scemi possibile, ha ovviamente le polveri bagnati in partenza. L'arrivo dei quattro in un piccolo paese western accolti a pistolettate (sono al centro di una sparatoria e credono siano solo colpi a salve di benvenuto) è sintomatico della scarsità di idee degli autori. Il regista Marino Girolami, già all'epoca veterano della nostra commedia, si limita a mettere in scena situazioni banali sperando nell’estro dei quattro. Ma casca male e noi capiamo che i Brutos, quanto a improvvisazione, non potranno avere gran futuro. Ereditano dallo zio defunto una bottega di casse da morto e finiranno coinvolti in una truffa: trasporteranno un cadavere in cassa da uno stato all'altro ignari che dentro vi siano nascosti un bottino e l'autore del furto, fintosi morto per uscire indisturbato dal paese. L’avventura comincerà in carovana nel deserto e farà tappa in un villaggio indiano dove i nostri saranno catturati. Maccione leader è poco in vena ed è pure doppiato. Da dimenticare.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 31/12/12 12:12 - 4467 commenti

Ha fama pessima, ma riesce ad essere anche peggio del previsto. Western parodistico di indescrivibile stupidità. Poteva essere un’idea azzeccata inserire la scemenza dei Brutos in un contesto texano, ma l’errore insanabile consiste nel metterli in un ambiente in cui càpitano cose parimenti stupide (incredibile la trovata, fondamentale per la trama, del finto morto), per cui non funzionano neppure i meccanismi dei contrasti. Cassio, qui al debutto nel quartetto, parla con cadenza pugliese, diciotto anni prima di incontrare Banfi al Colosseo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Ha una buona cera" "Ottima direi!" Ripetizione del tormentone della pubblicità della Cera Grey (Carosello).
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Caesars 27/2/17 10:27 - 2473 commenti

Terribile. Pur essendo psicologicamente preparato a vedere un prodotto di infimo livello, speravo di trovare qualche elemento vagamente divertente, in questa parodia western con protagonisti i Brutos. Speranza vana, perché la pellicola è il nulla più assoluto: la trama praticamente non esiste e vengono tirate alle lunghe in modo veramente esasperante alcune situazioni, che dovrebbero essere divertenti ma che tali non sono. Erano meglio i caroselli, girati dal gruppo, per una nota ditta di cera.
I gusti di Caesars (Drammatico - Horror - Thriller)

Panza   28/2/15 17:38 - 1425 commenti

Non è solo cattiva usanza dei tempi odierni trasportare al cinema personaggi televisivi di fama e di successo. Nell'anno di grazia 1964 toccò ai Brutos sbarcare al cinema in questa loro prima e ultima epifania da protagonisti in una infelice commedia. Qui i giochi di parole e gli schiaffi bambineschi vengono subito a noia portando a gag imbarazzanti e ripetitive nel loro svolgimento senza mai un guizzo o un qualcosa che strappi un sorriso. Tremendo e ignobile: molto meglio sentirsi qualche canzone dei Brutos, pionieri del demenziale.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)