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IL FIGLIO DEL DOTT. JEKYLL

All'interno del forum, per questo film:
Il figlio del dott. Jekyll
Titolo originale:The Son of Dr. Jekyll
Dati:Anno: 1951Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia:Seymour Friedman
Cast:Louis Hayward, Jody Lawrance, Alexander Knox, Lester Matthews, Gavin Muir, Paul Cavanagh, Rhys Williams, Victor Adamson (n.c.), Patrick Aherne (n.c.), Benita Booth (n.c.), Matthew Boulton (n.c.), Hamilton Camp (n.c.), Claire Carleton (n.c.)
Note:Aka "Il figlio del dr. Jekyll", "Il figlio del dottor Jekyll".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/12/19 DAL DAVINOTTI
Si comincia subito con una disperata fuga di Hyde dalla folla inferocita. L'uomo entra in casa, brucia le provette nel tentativo di bere l'ultima pozione e mentre il fuoco si diffonde ovunque sale sul cornicione e precipita, morendo. La polizia entra in casa e mette in salvo suo figlio, in fasce, che viene poi adottato da un noto avvocato. Trent'anni dopo, nel 1890, Edoardo Jekyll (Heyward) viene cacciato dalla Reale Accademia di Scienza e scopre infine la sua infasusta discendenza. E' uno psichiatra a rivelargli la verità sul padre e pure sulla madre, un'attrice. La promessa sposa di Edoardo si dice certa che in lui non ci sia nulla del famigerato genitore, ma il ragazzo è inevitabilmente turbato dalla rivelazione. Torna così nella casa londinese del padre, vi ritrova un libro da questi scritto (“Studi sulle anormalità”) e comincia a studiare quello e altri appunti intenzionato in qualche modo a riabilitare la memoria di... Enrico (Henry Jekyll si ritrova il nome italianizzato dal nostro doppiaggio, così come Edward d'altronde). Da qui il passo a ritentare l'esperimento è breve e un nuovo mister Hyde per un attimo si concretizza tra gli alambicchi, con tanto di trasformazione facciale e pelo ispido sulla mano. E' però solo un attimo, perché in breve Edoardo ridiventa normale e riprende la vita di ogni giorno. Fino a quando, almeno, qualcuno nei dintorni non viene aggredito e le colpe ricadono immediatamente su di lui, che faticherà a far valere il proprio alibi. Pare che una nuova psicosi si sia impossessata dei londinesi e il cerchio si stringe... Abbandonate le velleità horror e thriller dei primi film dedicati a Jekyll, l'opera di Seymour Friedman si avvicina piuttosto a un dramma dall'aria seriosa e posata, con il protagonista che ragiona sulle possibili tare ereditarie affrontando con maturità la remota eventualità. Ma è il popolo a credere in una facile identificazione del figlio col padre, come se il solo cognome bastasse a giustificare ogni nefandezza commessa nei dintorni della sua casa. Edoardo indaga anche sulla madre, prova in ogni modo a ricostruire la storia e gli studi del padre ma dovrà preoccuparsi nella seconda parte soprattutto a difendersi da accuse sempre più infamanti. Sono in pochi a credergli (una è la fedele fidanzata) e anche nello psichiatra sorgono dei dubbi; chi sarebbe altrimenti la persona che sta uccidendo nell'ombra? Dal dramma si azzarda una blanda deriva thriller piuttosto prevedibile, supportata comunque da una valida recitazione e una regia solida che permette di seguire la vicenda con un certo trasporto. Nulla di spettacolare, nonostante una discreta dinamicità, e un risultato che per quanto corretto è un po' ingessato e fatica a rendersi realmente interessante. Confinata l'eredità horror all'unica, inutile scena di trasformazione (più un tributo che altro), ci si preoccupa principalmente di sviluppare con coerenza la storia arrivando a suggerire facili letture morali attraverso ovvie condanne alla superficialità. Louis Hayward nei panni di Edoardo Jekyll fa il suo senza entusiasmare; così come il film, dopotutto, che si lascia vedere senza però mai lasciare il segno.
il DAVINOTTI