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UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/11/19 DAL BENEMERITO IL FERRINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 30/11/19
Commedia a cielo grigio tra le strade e i lussuosi interni di Manhattan: il Woody Allen più classico che si possa immaginare, che però abbassa l'età dei suoi protagonisti scegliendo di dare a lui, Gatsby (Chalamet), natali altolocati che possano permettergli di esprimersi con la precoce padronanza concessagli dal ricco retroterra culturale e quindi dai dialoghi naturalmente non comuni scritti da Allen. Lei, Ashleigh (Fanning), al contrario arruffona e impacciata, imprevedibilmente molto più vicina di lui al Woody comico e farsesco. Insieme studiano al college e quando lei ha l'occasione di andare a Manhattan per intervistare un grande regista (Schreiber), lui decide di accompagnarla sfruttando i ventimila dollari da poco vinti al poker, nel quale è un vero asso. L'occasione per una romantica trasferta, insomma, che però si trasforma in tutt'altro quando Ashleigh si presenta al cospetto del regista per intervistarlo. Perché la giovane è attraente, con la sua innocente dolcezza affascina non solo chi risponde distratto alle sue domande (promettendo di rivelarle una “chicca”) ma pure un quotato sceneggiatore (Law) e un celebre attore (Luna) incontrati poco dopo. A lei non pare vero di trovarsi al centro di simili attenzioni e per questo continua a richiamare Gatsby al telefono rimandando prima il pranzo poi ogni successivo appuntamento. Nel frattempo lui, casualmente, incontra la sorella minore (Gomez) di una sua ex e ci passa qualche ora insieme, divisa tra una puntata da suo fratello che abita in zona e una al tavolo da poker con gli amici di quest'ultimo. Due storie separate, che di tanto in tanto si ricongiungono - attraverso la voce del telefono - esplorando mondi diversi: Gatsby quello molto più regolare di chi si ritrova in città da solo discutendo futilmente con persone cui sembra non dare troppa importanza, Ashleigh lasciandosi travolgere dal contatto con l'universo scintillante del cinema, dei party alla moda e dei divi, combattuta tra l'intenzione di riportare tutto sul notes da utilizzare per l'articolo desiderato e il tuffarsi nei sogni più sfrenati. Ed è lei la più viva e vivace, genuinamente entusiasta nel suo ardore giovanile. Gatsby sembra disilluso e deluso, rassegnato a raggiungere i genitori a un party over 60 al quale, non potendo presentare la sua ragazza, decide di sostituirla con una escort spacciandola ai suoi per Ashleigh. Allen ricama come sempre sui dialoghi, lascia fotografare la sua Manhattan prediletta a un grande artista come Storaro, mescola leggerezza e sofisticatezza secondo lo stile che da sempre gli è proprio. Non rinuncia qua e là alla gag efficace da comico vero (la fidanzata del fratello dalla risata improponibile) ma nel complesso predilige il registro sentimentale per le parti dedicate a Gatsby, dai toni più smorzati, spingendosi semmai verso la commedia in quelle con Ashleigh. Si sorride, si ammira una volta di più l'arguzia di dialoghi che in più occasioni ancora sottolineano la distanza di Allen dalla banalità imperante, ci si diverte con moderazione e si ha la conferma di quanto dosando con sapienza gli ingredienti di sempre chi sa fare cinema riesca comunque - anche in mancanza di grande ispirazione (piuttosto palese, in questo caso) - a confezionare film all'altezza della propria fama. Lasciando che sottilmente emergano in Gatsby le lacune di un'educazione rigorosa costretta in gabbie culturali che smorzano gli entusiasmi, inserendo attraverso il personaggio di sua madre una chiave interpretativa che deflagra a sorpresa. Si concentra insomma su Gatsby e le sue acute riflessioni il vero senso del film, lasciando ad Ashleigh e all'abituale caricatura dello stardom il compito di sdrammatizzare interrompendole, di rivitalizzare l'opera con la semplicità propria di chi si abbandona cancellando con l'alcol inibizioni e timidezza. Ci sono pause, momenti talvolta superflui, prolissità ingiustificate in molti dialoghi, ma l'approccio è ancora quello personale, unico di chi a 83 anni non si rassegna ad abbandonare il suo pubblico.
il DAVINOTTI

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Markus 30/11/19 10:19 - 2973 commenti

Una garbata commedia giovanilistica fa da cornice a una vicenda che dura ventiquattro ore con una coppia di universitari che, una volta arrivati a New York, si separeranno facendo quindi scaturire due storie che s'intrecciano. Qualche sghignazzo qua e là e i toni sardonici della "pochade" alla Woody Allen rallegrano non poco; resta però la scarsa verosimiglianza delle situazioni e del linguaggio da "anta" colti messo in bocca a dei ventenni yankee. Complessivamente allettante ma con un finale fiaccamente prevedibile.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Il ferrini 29/11/19 23:34 - 1521 commenti

Un Woody particolarmente comico. Si torna a ridere di gusto, come ai tempi di Basta che funzioni, soprattutto grazie al personaggio interpretato dalla Fanning, giovanissima "paesana" ingenua finita nelle grinfie di ben tre scafati personaggi dello star system (un regista, uno sceneggiatore e un attore). Dall'altro lato Chalamet, che assieme alla Gomez danno vita ai classici battibecchi alleniani. Esilarante la scena in cui Jude Law scopre la moglie fedifraga e toccante il monologo della madre, fotografato dal solito impeccabile Storaro. Bello.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il primo incontro di Ashleigh con Francisco Vega; Il bacio "cinematografico" in auto fra Gatsby e Chan.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Kinodrop 1/12/19 18:47 - 1157 commenti

Vera protagonista di questa favola sentimentale è la cornice alleniana per antonomasia, una New York sotto la pioggia tra scintillio e grigiore che rende accettabile l'intrecciarsi degli accadimenti dei due giovani protagonisti, lui portavoce di un certo intellettualismo nostalgico e lei di un candore spensierato e sorridente, entrambi travolti da una giornata piena di sorprese e imprevisti. Purtroppo, nonostante il brillio delle location, fa da freno uno script opaco e prevedibile. Fanning sprizza allegria, Chalamet sembra fuori parte, Law poco più che un cameo. Modesto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'intervista a frammenti; Gli spettacolari interni; Gatsby tra la escort e la mamma; Il finale spicciativo.
I gusti di Kinodrop (Commedia - Drammatico - Thriller)

Xamini   1/12/19 19:11 - 921 commenti

Il lavoro di Woody Allen lascia anzitutto un bel sapore. La città è nota e chiaramente abusata (ma se la firma è la sua è sempre un piacere tornare), mentre il gusto per i colori è ereditato da La ruota delle meraviglie, con questi ocra sparat. I dialoghi non raggiungono i suoi livelli di aggrovigliata eccellenza ma sono piuttosto soddisfacenti e il racconto - che è ancora una volta un racconto di città e situazioni - è costruito su una serie di cliché, che funzionano. Un'ultima parola per Chalamet, attore del momento e decisamente in parte (anche se non ai livelli di Chiamami col tuo nome).
I gusti di Xamini (Commedia - Drammatico - Fantastico)

Lou 30/11/19 0:40 - 844 commenti

Woody torna a girare a Manhattan magnificando ancor più del solito la sua città del cuore, che resta brillante anche sotto la pioggia grazie alla luce del solito Storaro. In questa ennesima commedia ironica e leggera si ritrovano i temi consueti del cinema alleniano, pur con qualche spunto nuovo e un'apprezzabile freschezza di sguardo. Il giovane Chalamet veste i panni del Woody dei vecchi tempi, intellettuale sensibile e raffinato, refrattario al conformismo e alla mondanità.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)