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VINODENTRO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/10/19 DAL DAVINOTTI
Di fronte al commissario Sanfelice (Sermonti), il prestigioso sommelier nonché direttore di banca Giovanni Cuttin (Amato) è chiamato a rispondere dell'omicidio di sua moglie (Mezzogiorno), con il quale prevedibilmente afferma di non aver assolutamente nulla a che fare. Comincia così a raccontare, in un caos di flashback incrociati, il proprio passato, fin dal giorno in cui un misterioso personaggio, il Professore (Wilson), gli fece capire che la sua vita di semplice impiegato sarebbe potuta cambiare d'improvviso in positivo. Provando la forte sensazione di poter riconoscere i vini e il loro retrogusto, i sapori e gli odori delle cose, Giovanni comincia ad assecondare la sua passione - scoprendo di poter fare strada nel campo - e a tradire la moglie con splendide donne, mentre saltuariamente si ripetono gli incontri col Professore e tre suoi amici che sembrano seguire quest'ultimo ovunque. Ma è tutto vero quel che Giovanni racconta al commissario e al suo assistente chiamato a redigere i verbali? Perché i testimoni latitano... L'impostazione segue tracce talvolta surreali che si dipartono dall'interrogatorio proprio come in UNA PURA FORMALITA' di Tornatore, film al quale Orgnani sembra guardare fin dall'inizio, mescolando tempi e sensazioni. Inserisce il vino come elemento distintivo portando il protagonista a descriverne in ogni occasione varietà e sapori, immerge la storia tra gli splendidi paesaggi alpini del Trentino (fotografati da Dante Spinotti, nientemeno!) e cerca di lavorare sull'ambiguità della vicenda lasciando a un attore da commedia come Sermonti l'apporto di qualche indispensabile risvolto ironico. Ma il film non ingrana mai, resta sospeso tra ambizioni alte e una realizzazione non in grado di sostenerle, con attori diretti male che sottolineano spesso l'artificiosità del tutto, tra sguardi femminili maliziosi scarsamente credibili, personaggi privi di spessore e scelte registiche discutibili. Si cerca di rivestire la figura del Professore di un alone di mistero ma si sconfina nella macchietta, si precipita verso un finale aperto che lascia l'amaro in bocca e si chiude rimarcando le finalità estetiche dell'operazione, priva di vera anima. E' vero che a tratti Orgnani sa intrigare azzeccando il registro giusto, ma a valutare l'insieme non c'è granché da rallegrarsi. Fa sorridere qualche scaramuccia coniugale con le sottili vendette della Mezzogiorno, toglie il fiato qualche scena girata tra meravigliose vette rocciose ed è indubbio che qualcosa di buono si intravede. Troppo poco, però, al cospetto di una storia banale condotta freddamente. Gioele Dix è il direttore della rivista di enologia "Bibenda", tra tutti forse il più a suo agio nel ruolo, Wilson era il noioso pianista amico di Vic nel TEMPO DELLE MELE 2.
il DAVINOTTI

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Rambo90 23/10/19 16:12 - 5939 commenti

Un filmetto. Piuttosto noioso, dalle premesse gialle che si perdono presto tra un umorismo non troppo riuscito e una patina onirico-fantasticheggiante irrisolta e anche abbastanza fastidiosa. L'inizio intriga ma la sceneggiatura è piatta, affondata ancora di più da un protagonista particolarmente insipido e ravvivata dagli interventi sporadici della Mezzogiorno e dalla brillantezza interpretativa di Sermonti. Confezione corretta, con bei paesaggi a squarciare interni un po' soffocanti. Mediocre.
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