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SUBMERGENCE

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Submergence
Titolo originale:Submergence
Dati:Anno: 2017Genere: drammatico (colore)
Regia:Wim Wenders
Cast:Alicia Vikander, James McAvoy, Celyn Jones, Jannik Schümann, Jean-Pierre Lorit, Marie-Anne Cambon Bonavita, Andrea Guasch, Adam Quintero, David Lajoie, Julien Bouanich, Thibaut Evrard, Guillaume de Parceval, Loïc Corbery, Franck Rosazza, Godehard Giese
Note:Soggetto dal romanzo omonimo dello scrittore e giornalista inglese J. M. Ledgard.
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/8/19 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/11/19
Alla base c'è un incontro in Normandia tra due anime sole, che in un albergo del posto si conoscono, si raccontano, giocano a stimolarsi con discorsi che lambiscono la filosofia partendo persino, talvolta, da basi biologiche; d'altra parte lei (Vikander) lavora studiando i diversi strati del'oceano. "Oceanografa?" chiede lui (McAvoy). Non sia mai! L'oceanografia nemmeno esiste, la pedante risposta di lei; che però intanto deve prepararsi a immergersi nei fondali vicino all'Islanda e ancora più su, verso il Polo, per verificare le sue teorie e guadagnarsi la copertina su "Nature". E lui? Eh, un bel dilemma capire cosa fa; almeno all'inizio, quando lo vediamo rinchiuso in una prigione sulla spiaggia chissà dove. Per risalire alla sua occupazione tocca sorbirsi una montagna di dialoghi ermetici e frasi sibilline, arrivando poi a concludere che lavora per lo spionaggio inglese e che se ne andrà in missione in Somalia sotto copertura (lo chiamano "Acqua" per via delle sue false credenziali di esperto idrico). Già, perché ad avventura in Normandia conclusa saluti, baci e ognuno per la sua strada, nonostante un legame forte resista e mantenga uniti i due amanti anche a distanza di migliaia di chilometri. Wenders ripesca maldestramente i residui di uno stile che fu grande e generò lavori eccellenti; la sua lodevole maturità nell'approccio, però, produce qui come primo effetto visibili impacci nel rapporto: frasi troppo costruite, sguardi da innamorati che mai appaiono sinceri, lunghe disquisizioni "tecniche" che, soprattutto per quanto riguardano i segmenti dedicati alla donna, si fanno tremendamente pesanti e inconsistenti. Perché per l'appunto, al netto di qualche breve scena che ci lascia scoprire ciò che avverrà in futuro, il film comincia con la fase dedicata all'amore consumato tra la spiaggia e l'albergo per poi scindersi in due: da una parte le verbosissime avventure di lei coi suoi compagni d'immersione, dall'altra quelle più tese e almeno più godibili di lui; nelle quali un po' di tensione in grado di tenere viva l'attenzione si respira e la assai maggiore varietà di scenari e situazioni permette di cogliere un refolo di aria nuova. Poi il melodramma di tanto in tanto si riaffaccia e sempre allo stesso modo: per lei un turbato struggimento che si fa strada tra sguardi tormentati e il pensiero che va a quell'amore fugace eppure così intenso, per lui il ricordo che si trasforma in rifugio idealizzato da un mondo che lo porta a rischiare la vita giorno dopo giorno tra sofferenze e paure. Detto di una fotografia digitale che poco si sposa alla poetica wendersiana (e sicuramente molto più negli interni che nei colorati esterni, nonostante la scelta di alcune belle location), a colpire è la scarsa rilevanza del tutto, un cocktail dal gusto ancora raffinato ma decisamente annacquato, in cui sguardi e parole pretendono di dire quello che non sembrano in grado di comunicare con la dovuta naturalezza. Esteticamente puntellato da sparute testimonianze di un talento vero per il cinema, SUBMERGENCE a lungo andare rivela tutta la sua inconcludenza.
il DAVINOTTI

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Daniela 7/9/19 10:24 - 8319 commenti

Breve incontro in Normandia: lei è una biologa marina che sta per imbarcarsi verso l'Artico, lui si fa passare per ingegnere idraulico ma è una spia diretta in Somalia. Entrambi si troveranno in pericolo, ma non cesseranno di amarsi... Quasi tre film in uno, non ben amalgamati: se la storia d'amore è banale e la vicenda artica annoia, la parte con McAvoy prigioniero dei jihadisti è più interessante, anche se non esente da stereotipi. Fatta salva la bellezza dei luoghi esaltati dalla fotografia, difficile appassionarsi per questi viaggi wendersiani fino alla fine del mondo, ora come nel passato.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La finta esecuzione, immerso nel mare fino alla cintola.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Digital 27/8/19 11:36 - 1071 commenti

Per sommi capi si potrebbe definire una storia d’amore tra due persone fuori dal comune che si troveranno forzatamente a subire il dolore della lontananza. Wender innesta, al classico film sentimentale, una storia di spionaggio, con McAvoy rapito dai jihadisti e tenuto a marcire in una fatiscente cella. Le due parti riescono perfettamente a intersecarsi, creando una pellicola originale, con dialoghi ficcanti e una fotografia di assoluto valore. La Vikander e McAvoy formano una affiatata coppia di protagonisti, dimostrando tutta la loro bravura.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)