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QUANDO L'INFERNO SI SCATENA

All'interno del forum, per questo film:
Quando l'inferno si scatena
Titolo originale:When Hell Broke Loose
Dati:Anno: 1958Genere: guerra (bianco e nero)
Regia:Kenneth G. Crane
Cast:Charles Bronson, Violet Rensing, Richard Jaeckel, Robert Easton, Eddie Foy III, Arvid Nelson, Anne Wakefield, Joley Marino, Dennis McCarthy, Robert Stevenson, Kathy Carlyle
Note:E non "Quando si scatena l'inferno".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/8/19 DAL DAVINOTTI
Steve Boland (Bronson) è un indolente: nel giorno di Pearl Harbor, quando le radio di tutta America diffondono la tragica notizia, chiede alla donna con lui di cercare un canale che trasmetta musica. La guerra? Chissenefrega! Meglio pensare ai propri loschi affari (scommesse...). Almeno fino a quando non ti beccano con le mani nel sacco e il giudice non ti costringe ad arruolarti nell'esercito. Steve, spedito ai campi d'addestramento, cerca di farsi cacciare per indisciplina, ma sarebbe troppo facile. Così gli tocca di schierarsi in prima linea e partecipare all'offensiva Alleata contro i nazisti, seguire le truppe alla riconquista dell'Europa, stanare il nemico casa per casa... La prima metà del film o quasi se ne va via così, senza certo brillare e adagiandosi sui binari del war-movie tradizionale, privo di sorprese, supportato solo da qualche bella immagine di repertorio e dalla professionalità di cast e regia. Poi però, in Germania, Steve conosce Elsa (Rensing), una bella tedesca (Rensing); ci fa amicizia e anche qualcosa in più. Va spesso a trovarla di nascosto, le racconta della sua infanzia povera e difficile. Nasce un bel rapporto insomma, ma mentre Steve non c'è la raggiungono a casa il fratello (Jaeckel) e un vecchio amico (Nelson), nazisti in divisa americana. Sono i famigerati “Lupi mannari”, l'ultima offensiva del Reich per sfuggire alla sconfitta: uomini scelti per infiltrarsi tra le linee nemiche grazie a una perfetta conoscenza della lingua. Un'operazione di spionaggio che i due cercano di compiere anche grazie alle conoscenze di Elsa. Comincia l'ultima fase, la più interessante, in cui almeno s'introduce una variazione importante e c'è da capire come si comporterà la giovane. Anche qui le sorprese non saran molte, ma un po' di tensione si respirerà e il personaggio di Bronson comincerà a mostrare qualche sfumatura meno banale e melodrammatica. Un po' tardi, a dire il vero, e la missione dei “lupi” di uccidere il generale Eisenhower pare francamente un po' campata in aria. Jaeckel biondo nazi è ovviamente adeguato, ma l'unico protagonista, fin dall'inizio, resta Bronson. Sul suo spietato cinismo, il suo freddo atteggiamento di fronte a tutto e tutti si costruisce il film, anche se poi – inevitabile – un minimo di attaccamento alla Patria e ai commilitoni era obbligatorio farglielo dimostrare. Il finale spiega il piano dei nazisti e sfocia tra le pallottole in una sparatoria tra quattro gatti, lasciando intuire quanto i mezzi a disposizione del regista fossero ben pochi. C'è decisamente di meglio, nel campo; e anche sul campo, visto che l'amico un po' fesso (Easton) di Steve, che dovrebbe innestare qualche tocco d'ironia, lascia piuttosto agghiacciati. A quel punto meglio la monolitica faccia di pietra di Bronson, che ha l'unico obiettivo di accompagnare lombrosianamente il concetto di "duro". Pronto a sciogliersi di fronte alla donna giusta, naturalmente.
il DAVINOTTI