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ATTERRAGGIO ZERO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/7/19 DAL DAVINOTTI
Sorta di tarda risposta russa agli AIRPORT americani, il film è in realtà, nella sua prima parte, una lunga descrizione delle situazioni molto diverse in cui versano tre amici che s'incontrano spesso negli aeroporti russi o nelle cabine dei voli Aeroflot (la compagnia di bandiera sovietica). Sono Andrei (Zhzhyonov), comandante, Vladi (Vasilev), di servizio sugli elicotteri e Viktor (Filatov), ingegnere di volo. Il primo ha una giovane figlia incinta di un ragazzo che non vuole sposare, il secondo una moglie isterica e instabile dalla quale non potrà che divorziare nonché un figlioletto balbuziente, il terzo una vita da single impenitente, inseguito dalla bella hostess Mara (Yakovleva-Aasmyae) che finge di non esserne gelosa. Le tre storie si alternano per incrociarsi sul lavoro, con un quarto personaggio, un ufficiale di rotta, che curiosamente compare spesso assieme a loro senza che nessuno (tantomeno il regista) sembri realmente interessarsene. Si inquadrano veloci scorci di città straniere (anche Roma, di sfuggita), si raccontano talvolta senza convinzione alcuni momenti che dovrebbero appartenere ai trascorsi nella vita di un pilota (si veda la breve parentesi del dirottamento, talmente buttata lì da lasciare stupefatti), si gioca la carta del dramma familiare andando a raccontare i difficili rapporti dei protagonisti con mogli, fidanzate e figli e finalmente, dopo oltre metà film, si arriva alla sospirata virata nel catastrofico: il volo che vede per la prima volta insieme i tre (più uno) nella stessa cabina (Vladi, avendo divorziato dalla moglie per la quale aveva rinunciato alla carriera, è riuscito a farsi promuovere co-pilota di linea) raggiunge una zona dove si è appena verificato un fortissimo terremoto. Da lì dovrà ripartire dopo che una nuova scossa ha generato disastri naturali con lava e gigantesche crepe sulla pista in cui precipitano comici modellini di mezzi aeroportuali. Già decollare da lì sarà un'impresa, ma è quanto accadrà dopo a legarsi più chiaramente ai celebri modelli americani; e perlomeno curioso è constatare quanto da qui in poi tutto si faccia ancor meno interessante! Se mentre giostrava tra semplici scene di vita quotidiana il regista Aleksandr Mitta riusciva a cavarsela discretamente, il passaggio a sequenze che richiedono una mano sapiente in grado di far montare la tensione evidenzia invece grossi limiti. E così, prima di un finale che mescola lacrime e gioia, l'avventura in volo si dimostra scarsamente coinvolgente e registicamente assai debole. Meglio soffermarsi su alcuni particolari insoliti nella prima parte allora, come la musica e le luci stroboscopiche che rumorosamente partono nell'appartamento di Viktor appena qualcuno siede sul suo letto. Particolarmente solare l'ottima fotografia e da notare come la versione italiana modifichi buona parte dei nomi dati ai personaggi (il solo Andrei mantiene quello originale) e come tra volti a noi nel complesso sconosciuti compaia (è la prima donna con cui Viktor si presenta in scena) quella Irina Sanpiter che appena un anno dopo entrerà nella storia del cinema italiano regalando il suo paffuto volto rassegnato a Magda, la moglie del pignolissimo Furio di BIANCO ROSSO E VERDONE.
il DAVINOTTI