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LA LUNGA MANO

All'interno del forum, per questo film:
La lunga mano
Titolo originale:The long arm
Dati:Anno: 1956Genere: giallo (bianco e nero)
Regia:Charles Frend
Cast:Jack Hawkins, John Stratton, Dorothy Alison, Michael Brooke, Sam Kydd, Glyn Houston, Richard Leech, Newton Blick, Geoffrey Keen, Jim Malcolm, Sydney Tafler, Peter Burton, George Rose, Arthur Rigby, Ralph Truman, Ian Bannen
Note:Aka "The third key".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/7/19 DAL DAVINOTTI
Giallo “incidentale”, nel senso che l'omicidio di turno viene infilato nel plot a forza (e proprio tramite incidente); ciò su cui Scotland Yard indaga è in realtà un furto di contante in una grossa azienda perpetrato con particolare astuzia: il ladro, introdottosi nottetempo, viene sorpreso dalla polizia grazie all'allarme, ma si spaccia per il guardiano spiegando agli agenti che lì non è stato rubato nulla. La polizia gli chiede le generalità, ma poi se ne va credendo alla storia del falso allarme. Il giorno dopo, tuttavia, il proprietario si accorge che i soldi in cassaforte non ci sono più e gli agenti capiscono che l'uomo incontrato di notte non era affatto il vero guardiano (in quei giorni malato e al quale corrispondono il nome e il cognome a loro forniti) ma il ladro! Come rintracciarlo? Tocca aspettare un secondo furto, quello durante il quale un giovane coraggioso si para davanti all'auto in corsa dei malviventi finendoci sotto per poi agonizzare in ospedale. Il sovrintendente di Scotland Yard (Hawkins) fin dall'inizio assegnato al crimine assieme a un sergente (Stratton) incontra non poche difficoltà per individuare qualche indizio valido e prova a capire se il proprietario dell'azienda o l'assicuratore che dovrà pagarlo possano aiutarlo a risolvere il mistero. Scopre intanto che ci sono molti altri casi di scassinamenti simili rimasti insoluti e che tutte le casseforti erano della stessa marca. Una coincidenza? Si apriranno vie insospettate in quello che è di fatto un giallo mascherato da dramma poliziesco, particolarmente ingegnoso e ricco di idee brillanti che la storia, ideata da Robert Barr e da lui sceneggiata assieme a Janet Green, sa sfruttare con intelligenza. E' quel che succedeva a questo tipo di film nei Cinquanta, in cui l'intreccio era spesso la componente di gran lunga più importante: con una storia solida e intrigante alla base si aveva già la garanzia di un risultato soddisfacente. Poco importava se - come quasi sempre accadeva - la regia si limitava a sbrigare l'ordinaria amministrazione. Charles Frend ci mette del suo per rallentare i ritmi e indebolire l'efficacia del film (con spazi eccessivi dedicati alla moglie del sovrintendente e al figlioletto o un lungo interrogatorio in ospedale che lascia il tempo che trova), Hawkins è un discreto protagonista ma non fa certo gridare al miracolo, eppure THE LONG ARM si fa seguire perché la curiosità di capire come possano essere andate le cose mantiene alto il livello di coinvolgimento. A rendere più caotica una trama già di per sé piuttosto faticosa da seguire passo per passo è il discreto numero di nomi da mandare a mente e la velocità con cui il sovrintendente trae conclusioni in sequenza; prestando un po' di attenzione ci si accorgerà comunque che tutto torna e persino gli ultimi dieci minuti da action d'altri tempi (con auto in corsa e voli sul cofano) non dispiacciono. Cinema inglese di qualità, nonostante i nomi di non grande richiamo, con qualche buona inquadratura anche a livello di location, soprattutto di notte in campo lungo.
il DAVINOTTI