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• DELITTO A COURRIèRES

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• Delitto a Courrières
Titolo originale:Les crimes silencieux
Dati:Anno: 2017Genere: giallo (colore)
Regia:Frédéric Berthe
Cast:Richard Berry, Odile Vuillemin, Féodor Atkine, Alexis Loret, Olivier Chantreau, Clara Ghesquière, Valérie Kaprisky, Emmanuelle Bouaziz, René Lukasiewicz, Luc Antoni, Cyril Brisse, Patrick Chatel, Alban Casterman
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/7/19 DAL DAVINOTTI
Courrières è un grigio paese della Francia (così lo definisce chi nel film ci abita) vicino al confine col Belgio e non distante da Calais; pittoresco nelle vedute dall'alto, è sede di una miniera nella quale, in un incidente a inizio secolo, morirono molti di coloro che ci lavoravano. Questa volta è chi stava progettando di riconvertire l'area della miniera in impianti sciistici ad essere trovato morto, impiccato al soffitto di un piccolo museo celebrativo in tema. A indagare arriva da Parigi Tess Borski (Vuillemin), tornata al paese natale assieme al marito depresso e alla giovane figlia. La affianca il commissario capo locale François Dubois (Berry), di una certa età ma ancora piuttosto brillante e dalla battuta pronta. Mentre si riavvicina al padre che non vedeva da tempo e col quale ha un rapporto conflittuale, Tess comincia con l'interrogare la moglie (Kaprisky!) del defunto e l'amante di questa, entrambi al servizio dei giochini erotici del ricco imprenditore la cui morte in verità poco sembra toccarli. Naturalmente però un cadavere non basta e nel giro di qualche giorno viene rinvenuto interrato, vicino a un impianto d'estrazione, il corpo di un lavoratore iracheno. Tess, sempre spalleggiata dal commissario (che non nasconde un'attrazione per lei), persevera nelle indagini mentre sul fronte personale deve contrastare non solo le ingerenze di un padre che finisce presto nel novero dei sospettati ma anche l'avversione di questi per suo marito, incapace di uscire da una crisi personale che genera incubi in sequenza (d'altra parte nella prima inquadratura si presentava con la canna d'una pistola in bocca...). La storia gira e, per quanto soffra nella fase centrale di qualche pausa di troppo, sa coinvolgere e incuriosire per un finale che non arriva esattamente inaspettato ma rispetta una certa coerenza. Magari qualcosa può sfuggire, tuttavia a grandi linee la trama si fa apprezzare e soprattutto Richard Berry sa metterci un indubbio carisma che quando è in scena eleva il film dalla propria natura di giallo televisivo di poche pretese. Più frignona Odile Vuillemin, protagonista prevedibilmente prigioniera (considerata la situazione) di nervi e lacrime. Ben tratteggiata la figura del vecchio padre - cui Féodor Atkine dà bello spessore - e ruolo da guest star per la rediviva Valérie Kaprisky come vedova in età ma ancora sessualmente attiva (una volta al giorno, se è vero quel che dice il gigolo con sui se la spassa). E' principalmente grazie al loro apporto se LES CRIMES SILENCIEUX regge fino al colpo di scena su cui si basa l'ultima parte. In definitiva un giallo televisivo di buona credibilità e soddisfacente, considerati l'obiettivo di partenza e i mezzi a disposizione (la fotografia non brilla, le scenografie son piuttosto povere).
il DAVINOTTI