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• DELITTO A PAIMPONT

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/7/19 DAL DAVINOTTI
Siamo a Paimpont, nel nord ovest della Francia, non distanti dalla costa atlantica. Un uomo viene trovato carbonizzato in un bosco sede di antiche leggende e un ragazzino, che stava poco distante, portato al distretto di polizia sotto shock. Forse è un testimone del delitto, ma l'unica cosa che pare sia in grado di fare è disegnare figure mitologiche senza aprir bocca. Il capitano Eric Jourdan (Bianconi) e sua moglie, il tenente Marie Delorme (Keim), aprono le indagini con l'aiuto del fratello di lei, Romain (Vincentelli), che da buon psichiatra cerca di far luce nella mente del piccolo. Inizialmente però non sembra affatto facile districarsi nella vicenda, e solo in un secondo momento comparirà sulla scena la figura di un proprietario d'azienda dal passato oscuro, che potrebbe essere l'uomo trovato carbonizzato nel bosco e di cui nessuno sa stabilire l'identità. Marie intanto scopre di essere incinta e forse c'è questo alla base dei turbamenti che la affliggono fin dall'inizio e la portano ad allontanarsi dal marito, per quanto continui inevitabilmente a lavorarci insieme. Un giallo televisivo di un certo gusto, recitato diligentemente senza strafare ma che può soprattutto contare su un intreccio destinato a concludersi con numerosi colpi di scena, alcuni dei quali piuttosto inattesi. Discreti paesaggi naturali (anche se non troppo caratteristici, per quanto si cerchi di farli passare per tali), una regia che sembra padroneggiare sufficientemente bene le svolte di una sceneggiatura che forse tende a mettere nella prima parte fin troppa carne al fuoco (si pensi alla figura della madre del piccolo e ancor di più a quella, misteriosa, del padre) dimenticandosi poi di riannodare tutti i fili pendenti. Considerata però la matrice televisiva del prodotto non ci si può troppo lamentare, al di là di un certo grigiore che pare avvolgere l'insieme. La trama si segue con discreto piacere e si resta piacevolmente colpiti dalle sorprese riservate nella seconda parte, in cui l'indagine prende una piega diversa da quella immaginabile andando a toccare gli aspetti psicologici dei personaggi fin lì appena accennati. Rispetto agli analoghi prodotti americani manca di vivacità ma ci guadagna in verosimiglianza, rinunciando a inutili spettacolarismi e a ogni tipo d'azione.
il DAVINOTTI