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DA SCARAMOUCHE OR SE VUOI L'ASSOLUZIONE BACIAR DEVI STò... CORDONE!

All'interno del forum, per questo film:
Da Scaramouche or se vuoi l'assoluzione baciar devi stò... cordone!
Dati:Anno: 1973Genere: commedia (colore)
Regia:Frank G. Carroll (Gianfranco Baldanello)
Cast:Stelvio Rosi, Mario Brega, Rolando De Santis, Dada Gallotti, Franca Gonella, Jocelyne Chaovat (Jocelyne Chaouat), Dorit Henke, Giuseppe Mattei, Enrico Miotti, Dalila Di Lazzaro, Antonella Guido, Luigi Antonio Guerra, Annie Carol Edel, Carla Mancini, Pietro Riccioni (Pietro Riccione), Fulvio Pellegrino, Mirella Rossi (n.c.)
Note:Il titolo ha incredibilmente l'accento sulla "o" di "sto" su locandine e crediti. Aka "Da Scaramouche or se vuoi l'assoluzione baciar devi sto... cordone!"
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/5/19 DAL BENEMERITO MARKUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/5/19
Avventure di tre amici nell'Italia di Boccaccio seguendo un genere all'epoca in gran voga come il decamerotico, ove esili storie vengono studiate sostanzialmente per mettere in esposizione un discreto numero di nudi femminili pronti all'azione; in questo caso la preda da cacciare è lo Scaramouche del titolo (Stan Cooper/Stelvio Rosi), piacente biondino dal taglio di capelli assai ricercato e l'occhio ceruleo, prestante e attraente quanto basta per trovarsi al costante centro di ogni attenzione femminile. D'altra parte i suoi amici non sembrano poterne insidiare il primato: Quattropalle (Brega) è un volgarissimo forzuto che pensa solo a bere e mangiare, Cagastraccio (De Santis) un timido piccoletto servile e inetto. Ovunque vadano, che sia una locanda, un'osteria o un bordello, le scene son sempre le stesse, con Quattropalle che guasconeggia menando le mani e abboffandosi (seguito in disparte da Cagastraccio) e Scaramouche che si apparta con la prima donna che capita a tiro, la quale appena lo vede nell'ordine ammicca, si spoglia e si offre. I tre avrebbero anche una missione a dire il vero, profumatamente pagata: raggiungere Ferrara e farsi ingaggiare dalla marchesa Bianca (Gallotti) a palazzo degli Estensi per una recita. Una volta lì, dovranno sottrarre da un cofanetto in camera della donna una lettera compromettente della Granduchessa Olimpia (Di Lazzaro), disposta a pagare molto per riaverla. Arriveranno a palazzo nell'ultima parte, non prima di aver incontrato durante il viaggio in carretto per le campagne italiane personaggi di varia natura, in sostanza donne disponibili e maschi mezzo scemi, tutti pronti a far girare la solita giostra di sesso, fughe e scazzottate e quando capita usando le spade (che però sembrano entrare in scena di rado). Uno schema facile facile che si ripete al servizio di dialoghi elementari (nemmeno valorizzati dall'uso di locuzioni arcaiche che in casi analoghi sanno muovere al sorriso) e amplessi tra vesti ingombranti in stanze povere decorate al massimo con pentole e provoloni appesi. Scaramouche è se non altro sopportabile, vista la relativa leggiadria che il personaggio impone, De Santis e soprattutto Brega, con l'invadenza, gli strepiti e l'indole rozzissima del suo Quattropalle, sono invece la zavorra che il genere impone. Vederli lanciarsi su cibo, donne e nemici con foga sempre uguale stanca presto e fa capire con chiarezza il livello del film. Senza pretese, sgangherato e sostanzialmente privo di interesse, dal momento che gli esempi analoghi nel genere presentano di regola qualità maggiori in ogni campo. Per amatori dei bei corpi delle attrici dell'epoca, polposi e lascivi. Il finale prova a recuperare un po' di senso alla storia, ma ci si accorge che in fondo non era richiesto. Splendida (e ahinoi casta) la Granduchessa della Di Lazzaro.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 12/5/19 14:09 - 4368 commenti

Tediosa commediola, commistione fra cappa&spada/decamerotico. Esiti pessimi, per una lentezza quasi esasperante, con scene troppo lunghe, prive di sale, per di più girate quasi solamente in interni, il che fornisce una sensazione sgradevole, quasi claustrofobica, allo spettatore. Nel gineceo, accanto a volti (e corpi) conosciuti (la Gonella è sempre un bel vedere...), varie fanciulle mai viste prima, ma velocissime nel togliersi gli abiti di dosso. Brega burineggia, mentre Rosi cerca di darsi un tono, ma il testo di base di certo non lo aiuta. Tòpos: la Mancini fa l'ancella (della Di Lazzaro).
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Markus 10/5/19 19:12 - 2792 commenti

Scaramouche, di professione attore, accetta l'incarico di rubare una lettera compromettente per la granduchessa conservata all'interno di un bauletto alla corte degli Estensi. Il genere cosiddetto cappa e spada prende spunto dai decameroni allora in voga per inserire, in questa avvilente commedia dal fiato assai corto, la componente erotica offerta da qualche burroso corpo femminile. L'opera di Gianfranco Baldanello è un campionario di battute da caserma, scenette d'avanspettacolo e situazioni "erotiche" poco probabili.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)