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PIRANHA SHARKS

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Piranha sharks
Titolo originale:Piranha Sharks
Dati:Anno: 2016Genere: animali assassini (colore)
Regia:Leigh Scott
Cast:Collin Galyean, Ramona Mallory, Josh Hammond, John Wells, Frederic Doss, Jon-Christian Costable, GinaMarie Zimmerman, Amy Blackman, Ashe Parker, Martin Ewens, Brandon Stacy, Benjamin Kanes, Barry Ratcliffe, Kristina Page
Note:Aka "Jurassic piranha".
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Approfondimenti:1) TUTTI GLI SQUALI AL CINEMA E IN TV
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/4/19 DAL DAVINOTTI
Non basta prender mille squaletti digitali e farli volare per aria per ripetere il successo di SHARKNADO. In questa produzione di livello bassissimo si mescolano le due specie più note tra i killer dei mari sperando di ottenere almeno un minimo d'attenzione, ma se le scene in cui compaiono sono due o tre in tutto il film... Si parte col solito esperimento militare che finisce malissimo dopo aver originato minipescecani con la caratteristica fila di denti sottili e disordinati tipica dei piranha. Per poter sfruttrare comunque gli ibridi così creati, due furboni hanno un'idea: perché non tentare di replicare le colossali vendite fatte al tempo con le scimmie di mare (fenomeno che abbiamo conosciuto molti anni fa pure in Italia) mettendo in vendita i piccoli animaletti? I due contattano la CEO (Blackman) di chi stava sorvegliando il progetto militare e riescono a mettere in commercio quello che diventa effettivamente il regalo estivo preferito da migliaia di famiglie newyorchesi (l'ambientazione in una Grande Mela pressoché invisibile dice già tutto dei mezzi a disposizione). “People love sharks” è un vecchio adagio sentito molte volte nel genere e la cui validità viene qui riconfermata: un po' di pubblicità in tv e il prodotto spopola. Poi però cominciano le controindicazioni: un tizio che sta allegramente vomitando in un water viene attaccato durante la poco piacevole azione da qualcosa che noi assolutamente non vediamo ma che lo inzuppa di sangue: si sono infiltrati nelle tubature, un po' come i vecchi alligatori delle vecchie leggende metropolitane made in USA. Si individuano un po' alla volta i diversi protagonisti (tra cui due disinfestatori da quattro soldi, l'uomo immagine degli short televisivi, il sindaco di New York interpretato da Kevin Sorbo, un tizio che sequestra la bella CEO...) e si aspetta che la minaccia si faccia davvero tangibile. Quanto si aspetta? Troppo! Minuti interi ad ascoltare dialoghi che poveretti, sarebbero perfino meno peggio di tanti altri sentiti nel genere e in bocca ad attori che forse un po' meglio della media appaiono, ma è impossibile fingere di non sapere che certi film si guardano quasi sempre solo per farsi quattro risate con gli effetti speciali. E così si aspetta, si aspetta e alla mezz'ora i pescetti saltan fuori da una tubatura delle fogne nei sotterranei della città rivelando l'inaccettabile caratura degli effetti speciali: sgorbi malamente disegnati a computer che guizzano in gruppo senza che si capisca nulla. Infine si arriva a quella che potremmo identificare come la scena madre: una gnoccolona si spoglia e si cala in vasca con le cuffie. Tempo un minuto e i pesciolotti sgorgati dal rubinetto si tuffano nella schiuma (ma di nuovo si vede poco o nulla) con la poveretta che strilla e la musica che si attutisce quando la vittima finisce sott'acqua (geniale...). Definibile come scena madre in quanto unica in tutto il film a evidenziare un briciolo di creatività; per il resto gli attacchi sono o incomprensibili o "invisibili" (come quello in piscina, con l'acqua che si tinge di rosso e l'uomo che grida), compreso quello finale in cui davvero è bene rinunciare a capire cosa stia accadendo e che in aggiunta si risolve in un attimo, perché poi passan tutti a gozzovigliare e felicitarsi (gli spettatori decisamente meno) per il problema risolto. In ambito shark-movies è tra quelli che in assoluto nascondon di più la minaccia, costruito com'è sui dialoghi, il soggetto e l'idea di questi minisquali incrociati coi piranha che inquadrati bene in primo piano non vediamo mai...
il DAVINOTTI