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ALLA FINE DELLA NOTTE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/8/06 DAL DAVINOTTI
Un film d’attori, diretti tutti molto bene dal regista (nonché sceneggiatore unico e montatore) Salvatore Piscicelli, il quale tuttavia sembra incapace di dare un vero mordente alla storia e si lascia travolgere dalla stessa depressione del protagonista Bruno Spada (Fantastichini), a sua volta regista in preda a una profonda crisi esistenziale. Il film è un percorso nella memoria, con Spada - stretto tra una stroncatura del suo ultimo lavoro, l'imminente divorzio e i consigli dello psicologo - che in un viaggio da Milano a Napoli si ferma a trovare gli amici (e le amiche) di un tempo. I dialoghi vorrebbero essere maturi e ponderati, ma nonostante siano nobilitati da un cast che li valorizza al meglio, sono spesso riflessioni banali perse in un mare di luoghi comuni. Fortunatamente regia e montaggio sanno come sveltire scene altrimenti difficilmente sostenibili rendendo - per lunghe parti - il film piacevole. Se escludiamo un finale patetico, due o tre passaggi a vuoto e qualche personaggio non troppo centrato, possiamo dire che Piscicelli sia riuscito a rendere credibili sia la vicenda che il carattere del protagonista trovando in Ennio Fantastichini l'interprete ideale. Male innestati invece i flashback di gioventù, inutilmente patinati e ricalcati su modelli “alti” ai quali era più astuto non guardare (visto l'impietoso confronto). Musiche jazzate - e talvolta ingombranti - di Eugenio Colombo, a testimonianza delle mire precise di Piscicelli, che punta a intercettare i gusti del pubblico “colto”. Non vi riesce, perché le ingenuità e le cadute di gusto non si contano. Fuori target.
il DAVINOTTI

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Manfrin   22/10/12 14:13 - 298 commenti

Le ansie e la depressione di un famoso regista, che tenta di sfuggirne trascinandosi in viaggi a ritrovare le cose perdute: la vecchia fiamma, gli amici di un tempo, financo il padre malato. Una buona regia non salva un film con pochi spunti e abbastanza piatto nel susseguirsi di quanto sopra. Bene comunque Fantastichini, ordinarie prestazioni per gli altri.
I gusti di Manfrin (Giallo - Poliziesco - Thriller)