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MANDATO DI UCCIDERE

All'interno del forum, per questo film:
Mandato di uccidere
Titolo originale:Assignment to Kill
Dati:Anno: 1968Genere: poliziesco (colore)
Regia:Sheldon Reynolds
Cast:Patrick O'Neal, Joan Hackett, John Gielgud, Herbert Lom, Peter van Eyck, Oskar Homolka, Leon Greene, Eric Portman, Cynthia O'Neal
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/3/19 DAL BENEMERITO FAUNO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 23/4/19
Noir che non godendo delle cupe atmosfere in bianco e nero dei classici, sostituite anzi da una scintillante fotografia che passa dalle abbacinanti nevi di Saint Moritz alle strade di Zurigo, si posiziona in ambiti decisamente più moderni. Il detective dai modi spicci ha il volto di Patrick O'Neal, capello brizzolato appiccicato alla fronte e sguardo da duro. Una grossa compagnia assicurativa lo ha assunto per capire che fine abbia fatto Walter Green (Van Eyck), un uomo che doveva essere la pedina chiave per smascherare la truffa di un trafficante di petrolio e armi. Quest'ultimo (Gielgud), infatti, ha probabilmente provocato l'affondamento di due sue navi, ma non c'è modo di dimostrare il dolo. A meno di non ritrovare il misterioso Green, precipitato in aereo sulle Alpi ma forse salvatosi. E' in Engadina che cominciano le indagini di Cutting, incrocio tra Bogart e Bond dalla mente svelta e la risposta ancor di più. D'altra parte l'attenzione riposta nei dialoghi è sicuramente ciò da cui il film parte, associandoci una regia piuttosto fiacca (Sheldon Reynolds) che da sola avrebbe grosse difficoltà nel tenere a galla il tutto. Così come non si può rimanere troppo entusiasti di O'Neal, volto senza gran personalità confondibile tra i tanti attori pur buoni che la Hollywood di seconda fascia offre. Ci sarebbe Herbert Lom nel ruolo del tirapiedi del trafficante, a sua volta spedito in caccia dello scomparso Walter Green, ma non si vede molto ed è limitato da un personaggio eccessivamente stereotipato. Va un po' meglio al protagonista, che una volta a Zurigo trova subito la ragazza (Hackett) con cui trascorrere la maggior parte del tempo e scambiare argute frasi allusive. Era la compagna di Green, ma a quanto pare il fascino di Cutting la conquista da subito e i due fan coppia fissa in attesa di ritrovare lo scomparso. A margine anche l'ispettore locale, tale Ruff (Homolka), cui spetta qualche battuta che si vorrebbe simpatica ma s'inserisce invece in modo pretestuoso. E così, dopo una prima parte in cui si riescono a tenere le redini dell'intreccio e anzi ad apprezzarne le sfaccettaure, la storia precipita in un vortice di presunti colpi di scena che ottengono solo di renderla farraginosa e inutilmente confusa, conducendoci a un finale deludente quanto fumoso. Peccato, perché certi botta e risposta sono frizzanti al punto giusto e anche sul lato thriller qualcosa di buono s'intravede (l'agguato notturno con le auto). Location insolite e piacevoli, tranne quando dietro alle ampie finestrate i paesaggi reali sono sostituiti da evidenti quanto pacchiani pannelli disegnati.
il DAVINOTTI

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Fauno 16/3/19 19:33 - 1791 commenti

Si parte da due navi affondate con un cospicuo risarcimento assicurativo che lascia non pochi dubbi; l'ambientazione è però tutta fra Zurigo e le Alpi Svizzere. E già lì... Nel suo genere ha originalità, in quanto l'azione è ridotta al lumicino ed è un duello di quasi 100 minuti a chi si adegua prima alla strategia dell'avversario e quindi nel mezzo ci stanno parecchi botta-risposta arguti e qualche buona malmenata, ma il ritmo è assai monotono, nonostante la bravura degli attori. Solo nel finale cresce un po', ma ormai non ci si entusiasma più.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Non fidarti del poliziotto. Potrebbe anche agire correttamente"; Le cosiddette "guerre patriottiche".
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