Cerca per genere
Attori/registi più presenti

NON SPOSATE LE MIE FIGLIE! 2

All'interno del forum, per questo film:
Non sposate le mie figlie! 2
Titolo originale:Qu'est-ce qu'on a encore fait au bon Dieu?
Dati:Anno: 2019Genere: commedia (colore)
Regia:Philippe de Chauveron
Cast:Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Émilie Caen, Élodie Fontan, Pascal N'Zonzi, Salimata Kamate, Tatiana Rojo, Claudia Tagbo
Note:Aka "Non sposate le mie figlie 2".
Visite:130
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/3/19 DAL DAVINOTTI
Già aveva dovuto digerire quattro figlie sposate rispettivamente con un algerino, un ivoriano, un cinese e un ebreo; che ora queste abbiano intenzione di lasciare la patria coi loro mariti per rifarsi una vita lontano è davvero troppo, per il francese doc Claude Verneuil (Clavier). Ancor peggio sembra prendere la cosa sua moglie Marie (Lauby), che l'idea di non vedere più le figlie se non a Natale non riesce ad accettarla. E invece, dopo una non facile riflessione, i quattro cognati han proprio deciso e le loro quattro spose sembrano accondiscendere di buon grado per ragioni diverse. Così Claude e Marie, di ritorno da un tour organizzato per andare a trovare i suoceri ai quattro angoli del globo, si trovano di fronte a una notizia che leggono inevitabilmente come drammatica. Come contrastarla senza poterlo fare apertamente e dovendo rispettare inevitabilmente il volere delle figlie? Studiando qualcosa che spinga i quattro mariti a rimanere in Francia, ad esempio; pagando qualcuno che in incognito offra loro opportunità lavorative o gli consigli di cambiare vita. Una trovata semplice che peraltro non sembra affatto centrale: il film si divide infatti in più momenti, racconta diverse fasi legate al disamoramento progressivo della Francia da parte dei quattro cognati (i quali si sentono malsopportati dai francesi) senza che si riesca a individuare un vero climax. Tutto scorre in modo piuttosto piatto tra qualche rara gag riuscita e molti dialoghi che sembrano non portare da nessuna parte: mai incisivi, legati perdipiù a quattro attori di rado all'altezza dell'unico vero mattatore, un Christian Clavier che meritava certamente più spazio. Fiacchissime le parti in cui l'ebreo negato per il business (una rarità) tenta di convincere gli altri tre al continuo rifinanziamento della sua idea di lanciare una sorta di borsa termica superaccessoriata, altrettanto deboli quelle in cui le quattro coppie discutono sull'idea di abbandonare il loro paese d'origine. In aggiunta si ricorre a una sorta di spin-off interno con le vicende della sorella lesbica dell'ivoriano decisa a sposare la sua compagna: i genitori immaginano che il Nicole di cui la figlia parla sia un uomo e si vive nell'attesa del momento in cui verranno a sapere la verità. Un espediente comico vecchio come il mondo utile a fare un po' di colore e a spezzare parzialmente il gioco familiare a dieci sul quale si basa il film. Detto della complicità ben poco alchemica tra i maschi e della netta subalternità delle controparti femminili, non si può che constatare la conseguente (ma non proporzionale ai minuti in scena) centralità di Clavier e della Lauby, alle prese anche con un rifugiato in fuga dai talebani che hanno deciso di ospitare in casa su richiesta d'un prete un po' guascone (lui sì con qualche uscita comica niente male). Il finale irrompe improvviso in una fase grigia che si scopre essere appunto la poco esaltante conclusione di una pellicola capace di divertire solo sporadicamente. Dialoghi e personaggi perlopiù insulsi, qualche bell'esterno tra le campagne francesi e i castelli sulla Loira, timidi messaggi propagandistici in odore di spot nazionalisti. Se già il primo capitolo funzionava bene quasi solo sulla carta non va meglio per il secondo, che gioca blandamente con i rigurgiti neo-razzisti di certa Francia affidando la riuscita quasi esclusivamente alla spigliata regia del confermato Philippe De Chauveron. Nonostante ciò, la seconda parte perde d'intensità annientando ogni spiritosaggine e facendo evaporare le sparute gag.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

Markus 11/3/19 15:09 - 2728 commenti

Le quattro figlie di una coppia di settantenni (con il papà decisamente conservatore), dopo aver sposato i rispettivi quattro mariti extracomunitari danno il "triste" annuncio ai genitori: vogliono lasciare la Francia! Continuano le peripezie di Christian Clavier (asse portante della pellicola) viste nel non memorabile primo capitolo. Si ridacchia, con una certa brillantezza, anche in questa continuazione evidentemente concepita per battere cassa dopo l'enorme successo riscontrato in patria e non solo. Scorrevole ma nulla di più.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)