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THE MAN WHO KILLED HITLER AND THEN THE BIGFOOT

All'interno del forum, per questo film:
The man who killed Hitler and then the bigfoot
Titolo originale:The Man Who Killed Hitler and Then The Bigfoot
Dati:Anno: 2018Genere: drammatico (colore)
Regia:Robert D. Krzykowski
Cast:Sam Elliott, Aidan Turner, Caitlin FitzGerald, Ron Livingston, Anastasia Tsikhanava, Sean Bridgers, Larry Miller, Ellar Coltrane, Rizwan Manji, Kelley Curran, Silas Archer Gustav, Nikolai Tsankov, Melissa Jalali, Kristen Anne Ferraro
Visite:102
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MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/2/19 DAL BENEMERITO HERRKINSKI

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  • Non male, dopotutto a detta di:
    Herrkinski
  • Scarso, ma qualcosina da salvare c'è a detta di:
    Daniela


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Daniela 17/3/19 15:29 - 7626 commenti

Il titolo può trarre in inganno: poca fantasia, nessuna demenzialità, ma piuttosto una riflessione malinconica sulla vecchiaia, la solitudine ed il rimpianto. Tutto molto serio. Ed è proprio questo il problema: i baffi di Sam Elliott non hanno mai neppure un fremito ironico. Ci vengono promesse avventure assurde ed invece assistiamo per quasi tutta la durata ad una vicenda sentimentale accompagnata dalle note struggenti dei violini. Quanto alle imprese del titolo, la prima è inverosimile oltre il dovuto per carenza di logica e contesto, la seconda ridotta ad una scazzottata patetica. Bah!

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La chiacchierata con i due emissari governativi ed i motivi da questi addotti sul perché può essere solo il protagonista a compiere l'impresa .
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Herrkinski 19/2/19 17:04 - 4161 commenti

Film di ardua collocazione e dai difficili termini di paragone; se titolo e assunti di base possono far pensare a Bastardi senza gloria o a revivalismi dell'exploitation che fu, in realtà questi elementi sono solo un mezzo per una riflessione sulla vecchiaia, la perdita dei cari, il senso della vita e del dovere, ben incarnati da una prova superlativa di Elliott. Il ritmo ponderato rifugge l'action e strizza l'occhio al film d'autore, la costruzione su due piani temporali diversi è impegnativa; un film non facile ma di certo originale.
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)