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• CAVEMAN - L'UOMO DELLE CAVERNE

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• Caveman - L'uomo delle caverne
Dati:Anno: 2019Genere: teatro (colore)
Regia:Teo Teocoli
Cast:Maurizio Colombi, Davide Magnabosco, Angelo Di Terlizzi, Max Zaccaro, Americo Costantino, Marco Brioschi
Note:Adattato da "Defending The Caveman" di Rob Becker. Teatro Nuovo di San Babila, 8 febbraio 2019.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/2/19 DAL DAVINOTTI
Se da dieci anni Maurizio Colombi porta nei teatri di tutta Italia il suo spettacolo con successo un motivo ci dev'essere. Derivato da un celeberrimo monologo di Rob Becker che ha sbancato Broadway ("Defending the caveman"), l'adattamento di Colombi (premiato nel 2012 come il migliore al mondo) diverte nella sua analisi arguta delle differenze tra uomo e donna, fatta discendere direttamente dalla preistoria, quando il primo era cacciatore e la seconda raccoglitrice: un'eredità importante trascinatasi fino a noi con le conseguenze che tutti sappiamo e che - diciamolo - hanno fornito per decenni materiale ai cabarettisti di mezzo mondo. Non è quindi l'originalità la base del successo di "Caveman" quanto piuttosto la simpatia di Colombi e la sua capacità di affrancarsi da certe volgarità o dalle troppe trite esagerazioni da sempre alla base del tema. Il suo approccio (e quello del testo originale naturalmente) è diverso da quello tradizionale del comico e si avvicina piuttosto – per quanto assai superficialmente - a quello dello studioso, che spiega con l'evoluzione dei nostri antenati l'origine delle tante differenze tra uomo e donna arrivando poi comunque a colpire laddove è facilmente immaginabile, senza rinunciare alle battute e portando come testimonianza l'esperienza personale, posta in primo piano fin dalle prime immagini proiettate sullo schermo del teatro, in cui si vedono vecchie foto di Colombi e della moglie. Quattro ottimi musicisti ad accompagnarlo intervengono trovando lo spazio per qualche canzone che Colombi stesso interpreta esibendo notevoli doti vocali. Un eclettismo mai ostentato che nobilita il monologhista senza mostrarcelo mai invadente; è anzi garbato, piacevole a sentirsi e in possesso di buoni tempi comici. Numerosi e ripetuti gli interscambi col pubblico in platea (i minorenni che impediscono di andare troppo a fondo in certi argomenti, la parte di destra addormentata rispetto a quella sinistra più sveglia e naturalmente prove pratiche in diretta per dimostrare quanto effettivamente le diversità tra uomo e donna siano esperibili facilmente da tutti), gli amiccamenti, i riferimenti territoriali (Napoli e le sue canzoni). Due ore e mezza di spettacolo (esclusi i quindici minuti di intervallo) sono tante, ma il fatto che scorrano agilmente è la dimostrazione della bontà del monologo, reso più estroso da imitazioni di voci e atteggiamenti femminili che contrastano fortemente con la semplicità basica a volte imbarazzante del pensiero maschile. Insomma, pur senza poter indicare qualità straordinarie nello show, non si può non constatare come la formula funzioni e l'approccio amichevole, quasi intimo di Colombi col pubblico sia impostato come un'allegra serata in compagnia, diretta dal bravo Teo Teocoli (alla sua prima regia teatrale).
il DAVINOTTI