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IL LUOGO DEL CRIMINE

All'interno del forum, per questo film:
Il luogo del crimine
Titolo originale:Le lieu du crime
Dati:Anno: 1986Genere: drammatico (colore)
Regia:André Téchiné
Cast:Catherine Deneuve, Nicolas Giraudi, Danielle Darrieux, Wadeck Stanczak Jean-Claude Adelin, Jean Bousquet, Michel Grimaud, Philippe Landoulsi, Claire Nebout, Jacques Nolot, Victor Lanoux
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/2/19 DAL DAVINOTTI
Bolso dramma agreste che dal luogo del crimine si sposta nel corso del film giusto qualche centinaio di metri, lasciando che il clima della campagna francese permei la scena. E' il tredicenne Thomas (Giraudi), ragazzo problematico, a fare il primo incontro: entrato in un casale abbandonato vi trova dentro un giovane che ha bisogno di soldi e glieli chiede minacciandolo. I due dovranno rivedersi la sera lungo la Garonna, Thomas con qualche soldo da dare all'altro. Tutto avviene come prestabilito, ma all'appuntamento si fa trovare anche un altro giovane, deciso a far fuori Thomas per esser certo che non parli con nessuno: lo insegue, lo ferma a terra e lo strangola, ma quando la scena riprende (e dopo un flashback chiarificante) capiamo non solo che Thomas è ancora vivo ma pure che il suo aspirante killer è stato ucciso dall'amico durante una colluttazione in riva al fiume. Ce n'è abbastanza perché il ragazzino sia a dir poco scosso, e se non bastasse ci si mette pure sua madre (Deneuve), preoccupata dalle parole poco concilianti del prete col quale Thomas dovrebbe a breve fare la Comunione. Ma siamo solo all'inizio, perché ciò che cambierà le carte in tavola sarà il ripresentarsi del giovane sopravvissuto in una veste che non ci si aspetta. E' chiaramente il personaggio della Deneuve quello attorno al quale ruota la storia, quello i cui turbamenti portano ad agire in modo forse sconsiderato. Ed è lei la causa scatenante di una serie di eventi piuttosto improbabili, perché gli altri personaggi (il suo ex marito, il nonno sordo, la nonna...) fanno da semplice sfondo a una storia in definitiva elementare che Téchiné dirige senza troppo curarsi di lasciarci empatizzare coi protagonisti. Una sceneggiatura che a volte si diverte a nascondere particolari che aiuterebbero a capire meglio il campo in cui ci si muove, dialoghi non particolarmente brillanti per quanto curati, un giovane Nicolas Giraudi che non sembra avere le spalle sufficientemente larghe per sorreggere un ruolo tanto importante. Il film prosegue tra melodrammi smorzati dal realismo col quale la Deneuve sa mantenere il film nell'ambito di una sua balorda credibilità, con frequenti accenni a sesso e amore. L'ambientazione nella campagna francese è ariosa e seducente, ma ciò che il film comunica non va molto oltre uno stanco gioco di posizioni che punta a colpire con qualche colpo di scena cui manca tuttavia ogni tipo di tensione.
il DAVINOTTI