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PRIVATES ON PARADE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/2/19 DAL DAVINOTTI
Ambientato durante la guerriglia tra il Commonwealth e le forze di Liberazione di Malaya, in Singapore, poco dopo il Secondo Conflitto Mondiale, il film Ŕ tratto da una piŔce di Peter Nichols che immaginava come lý (dove lui stesso era stato) i soldati dell'esercito inglese venissero intrattenuti da un gruppo militare chiamato SUDSEA (Song and Dance Unit, Southeast Asia). Poco quindi si vede della guerra, confinata ai margini di un mondo in cui al centro c'Ŕ lo show del capitano Terri Dennis (Quilley), gay come molti altri appartenenti al gruppo. Seguendo l'arrivo al campo di un giovane attore del SUDSEA capiamo come funzionino le cose all'interno della compagnia di spettacolo un po' come se fossimo in una sorta di M*A*S*H* all'inglese, dove l'atmosfera Ŕ goliardica e il ruolo del maggiore integerrimo retto da un John Cleese al solito ottimo nella replica del suo personaggio di sempre: assolutamente etero, un po' fesso e rigidissimo, il suo maggiore Giles Flack Ŕ colui attorno al quale si concentrano le gag migliori, comunque presenti in numero assai basso. Al di lÓ delle apparenze l'ironia Ŕ infatti contenuta e molto spazio Ŕ lasciato alle esibizioni cantate dal gruppo sul palco, senza che nemmeno troppo ci si curi delle reazioni dell'esercito regolare, di fatto escluso dalla scena. Ci sono quindi gli scherzi tra i componenti dello spettacolo, le ronde del maggiore per verificare che tutto funzioni, gli sbrodolamenti teatrali di un Denis Quiley indubbiamente molto in parte, qualche sparuta presenza femminile a movimentare un po' il tutto assieme alle musiche di Denis King, dai toni decisamente farseschi. Non ci si pu˛ sbagliare insomma: al di lÓ di qualche inserto in bianco e nero la guerra resta al di fuori. La virt¨ migliore del film sono le ottime interpretazioni del cast: non solo Cleese e Quilley (i due protagonisti), ma tutti mostrano di saper entrare al meglio in parte favorendo un clima piacevole che esalta la coralitÓ dell'operazione. E' purtroppo la sceneggiatura a difettare. In realtÓ poco succede e il tutto appare troppo frammentario: scene incollate come sketch sconclusionati senza che se ne capisca il vero senso, dal momento che la risata non viene nemmeno ricercata, salvo rare eccezioni. Certo fa sempre piacere vedere Cleese alle prese con una replica delle macchiette che l'hanno portato al successo coi Monty Pyhthon e non solo, ma se il personaggio ha cosý poche sfumature comiche rischia di deludere. Cosý come il film, in fin dei conti.
il DAVINOTTI