Cerca per genere
Attori/registi più presenti

• THE GOLDEN GATE MURDERS

All'interno del forum, per questo film:
• The Golden Gate murders
Titolo originale:The Golden Gate Murders
Dati:Anno: 1979Genere: thriller (colore)
Regia:Walter Grauman
Cast:David Janssen, Susannah York, Paul Coufos, Tim O'Connor, Lloyd Bochner, Kim Hunter, Alan Fudge, Kenneth Tigar, Regis Cordic, Sandy Ward, Richard O'Brien, Richard Bull, Eric Server, Lee Paul, Jon Lormer
Visite:62
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/1/19 DAL DAVINOTTI
Un gruppo di religiosi sudafricani giunge da Johannesburg a San Francisco. Il più ferrato culturalmente, padre Thomas (Cordic), spiega come suo fratello quarant'anni prima sia morto durante la costruzione del Golden Gate e chiede di andare a visitare il ponte. E' notte però, e un misterioso uomo mascherato lo afferra e lo getta da lì in mare, uccidendolo. Il gruppo, accorso sul posto non vedendo padre Thomas tornare, capisce che ha fatto una brutta fine e si rivolge alla polizia. La conclusione appare un po' frettolosa: suicidio. Suor Benecia (York) infatti non ci crede e convince un burbero sergente (Janssen) ad approfondire la questione. Sarà il rapporto inizialmente conflittuale tra i due il sale di questo tv-movie senza grandi pretese, che da un'impostazione thriller (mantenuta solo a tratti per essere ripresa nel finale) vira spesso in direzione dello studio psicologico dei caratteri, con l'innesto di personaggi secondari di scarsissima rilevanza e un'indagine condotta senza troppa convinzione. A contare è per l'appunto il rapporto tra le due “star”: Susannah York ha gli occhi dolci della suora un po' spaesata e certo non intransigente quanto la sua rigida superiora, David Janssen (morirà di lì a pochi mesi) interpreta correttamente il ruolo del poliziotto dalla rude scorza e combattuto, appena intenerito dai frequenti contatti con la religiosa. Il non aver ottenuto i permessi per girare realmente al Golden Gate costringe gli autori ad arrangiarsi con ricostruzioni parziali artificiose che si tenta di coprire con l'abbondante uso di nebbia e girando di notte, per il resto ricorrendo a un ampio uso di interni in studio o di riprese da lontano del ponte, filmato in ogni condizione di luce e usato quasi come stacco tra una scena e l'altra. In verità il Golden Gate è utilizzato più per dare suggestione e giustificare il titolo, perché le indagini non sembrano troppo legate ad esso. Tornerà decisamente in scena nel finale, dove i ritmi blandi subiranno un'improvvisa accelerata prima di riassopirsi nella lunga (e francamente un po' ridicola) coda romantica. La York, inizialmente con la tunica e copertissima, ad un certo punto passa ad abiti borghesi e si veste alla moda, Janssen ha un gatto che si chiama “Dirty Harry” (chiaro omaggio a Callaghan) e confessa di essere vedovo da qualche tempo. Walter Grauman, vent'anni e più di carriera quasi esclusivamente televisiva, dirige con flemma e tutto ciò che di buono ottiene sembra merito in gran parte dei due protagonisti.
il DAVINOTTI