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LA CASA DI JACK

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La casa di Jack
Titolo originale:The House That Jack Built
Dati:Anno: 2018Genere: horror (colore)
Regia:Lars von Trier
Cast:Matt Dillon, Bruno Ganz, Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Gråbøl, Riley Keough, Jeremy Davies, Jack McKenzie, Edward Spleers (Ed Speleers), David Bailie, Mathias Hjelm, Ji-tae Yu, Emil Tholstrup, Marijana Jankovic, Carina Skenhede
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MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 9
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/12/18 DAL BENEMERITO HERRKINSKI

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Cotola 18/3/19 22:39 - 6849 commenti

Signore e signori...Lars Von Trier nudo e puro: tecnicamente e visivamente intrigante ed inappuntabile; contenutisticamente (molto) fumo e fuffa e poco arrosto e sostanza. Poca ironia (giusto qualche guizzo); molta verbosità spesso sterile e gratuita, troppa seriosità che sfocia in una insopportabile protervia tipica dello svedese. Ma c'è anche almeno una grandissima qualità, ormai sempre più rara nel cinema contemporaneo: non lascia indifferenti ed apre le porte al dialogo se non alla diatriba. Ed invita, armandosi di pazienza causa ritmi molto dilatati, ad una seconda visione.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Daniela 9/3/19 9:19 - 7629 commenti

Spiazzante non in senso positivo. Da un provocatore come von Trier alle prese con un tale soggetto mi aspettavo un film che mettesse a disagio, magari costringendo a distogliere lo sguardo nei momenti clou. Il disagio c'è stato per l'impudicizia dell'esibizione di un ego registico tanto smisurato ma la tentazione di distogliere non ha riguardato gli occhi (niente di nuovo e/o particolarmente scioccante) ma le orecchie, inondate da un diluvio di chiacchiere autoreferenziali, citazioni colte, brevi cenni dell'universo in senso gramsciano. Fuffa d'autore di incommensurabile noia. Voto politico.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Deepred89 2/2/19 10:53 - 3070 commenti

Von Trier riserva a Jack lo stesso trattamento che riservò alla sua ninfomane: narrazione a capitoli scaturita da un dialogo continuo col personaggio principale, empatia zero, psicologie macchinose con tanto di grafici esplicativi, quintali di chiacchiere (con lunghe parentesi su dittature e architettura) che sommergono la qui piuttosto contenuta (anche in versione integrale) componente exploitation. Certo, Jack dura la metà e non svacca totalmente nel finale (qui naïf ma con qualche bel momento visionario), ma lo sbadiglio è dietro l'angolo.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Herrkinski 17/12/18 3:52 - 4163 commenti

In soldoni, una versione arty di Henry - Pioggia di sangue, perlomeno nella rappresentazione beffarda e sadica della violenza che si avvicina come pochi altri alla realtà di un serial-killer. Sarebbe già stato un gran bel film così, ma Von Trier inserisce costanti riflessioni filosofiche/esistenziali tramite le voci fuori campo, divaga su argomenti come arte, male/bene, nazismo, religione e nel finale metafisico si diverte a rivisitare Dante; nella follia generale il film funziona senza intoppi e Dillon si dimostra attore sempre più talentuoso.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il secondo segmento; Le sculture coi cadaveri surgelati; La caccia alla famiglia.
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Minitina80 2/3/19 18:12 - 1890 commenti

Chiunque decida di concedere un’opportunità al film dovrà essere cosciente di immergersi per due ore e mezzo nella putrida mente di un serial killer, senza un attimo di pausa o un bagliore di luce a rendere meno oppressiva la sensazione di disagio che si prova. Gli unici lampi sono rappresentati dallo stile personale di Von Trier e da qualche squarcio visionario che corrobora il finale di fuoco vivo. I tempi sono dilatati e il peso si sente sulle spalle, condizionando il gradimento di un’opera che poteva essere compattata senza perdere nulla.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)

Digital 21/3/19 11:25 - 903 commenti

Di film centrati su psicopatici che uccidono come se non ci fosse un domani è colmo il cinema, ma ovviamente trattandosi di una pellicola diretta da Lars von Trier il tutto è ammantato da una patina autoriale, con voli pindarici verso lidi maggiormente inusuali. La parte iniziale è quasi un thriller ordinario, con un monumentale Dillon che rimembra i suoi crimini, mentre nell'ultimo segmento ci si sposta in una dimensione fantastica, ove l’estro del regista danese si fa palese. Un film quasi perfetto che trova nella prolissità l'unico neo.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Von Leppe 2/3/19 19:09 - 901 commenti

Un serial killer che di professione fa l'ingegnere ma vuole elevarsi ad architetto. Sono soprattutto i dialoghi interessanti, specie sull'arte, a sollevare il film dal già visto. La prima parte ha un'ambientazione abbastanza tipica dove si svolgono i delitti, mentre la parte finale è notevole e ultraterrena. L'entrata in scena di Bruno Ganz è attesa e non delude, Matt Dillon ha acquistato un'espressione che ricorda Bruce Campbell.
I gusti di Von Leppe (Giallo - Horror - Thriller)

Bubobubo 22/12/18 21:52 - 689 commenti

Impettito e impenitente, Von Trier vontriereggia per 150' (più bonus) in quella che può essere a ragione definita la summa del suo pensiero e del suo linguaggio cinematografico (con tanto di discussioni metafisiche sul valore dell'arte e riprese grafiche letterarie dei suoi precedenti lavori). Succede di tutto, ma il film rimane piuttosto statico, volutamente épater in alcuni frangenti (il terzo incidente) e inconcludente in altri (il secondo, il finale). Se è una casa di corpi l'unica in cui Lars può abitare, meglio controllare le fondamenta.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il quarto incidente, finalmente grottesco e inquietante senza strafare né annoiare.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)

Noncha17 1/3/19 13:00 - 75 commenti

Quando l'artista prende il sopravvento sull'uomo e si bea delle proprie opere del passato... In sintesi, questo è il motivo conduttore dell'opera. In realtà, è l'uomo che ha paura di non essere considerato un artista! Diviso in cinque "incidenti" narrati dallo stesso Jack (e dalla sua guida?), il film si dipana tra filosofeggiamenti e una sorta di documentari, atti a spiegare le teorie dello stesso protagonista. A volte pare di essere come l'Alex di Arancia meccanica per la truculenza di alcune immagini alternate a quelle artistico-pittoriche. Deve piacere il personaggio (che sia Jack o Lars)!

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il trip sulla luce; Teoria dei due lampioni; I continui "pensamenti"; Le foto venute male; Il tributo; All'Inferno in negativo; "Hit the Road Jack".
I gusti di Noncha17 (Azione - Fantascienza - Giallo)