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LO SPETTRO INVISIBILE

All'interno del forum, per questo film:
Lo spettro invisibile
Titolo originale:Invisible ghost
Dati:Anno: 1941Genere: horror (bianco e nero)
Regia:Joseph H. Lewis
Cast:Bela Lugosi, Polly Ann Young, John McGuire, Clarence Muse, Terry Walker, Betty Compson, Ernie Adams, George Pembroke, Ottola Nesmith, Fred Kelsey, Jack Mulhall, Fred Aldrich, Lloyd Ingraham, Robert Strange
Visite:130
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/12/18 DAL BENEMERITO RUFUS68 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 25/4/19
I gemelli dai Kessler: il primo è Ralph (McGuire), che ricopre entrambi i ruoli naturalmente), fidanzato della bella Virginia Kessler (Young). Deve sposarla, ma anche guardarsi dai ricatti di una ragazza che lavora lì in villa come cameriera e con la quale aveva flirtato. Peggio di lui sta però il padrone di casa, Charles Kessler (Lugosi), padre di Virginia e marito inconsolabile di una donna fuggita con un altro. Non sa che quest'ultima, dopo aver avuto un incidente d'auto con l'amante, è rimasta scioccata e, raccolta dalla servitù dei Kessler, vive ora in gran segreto nella dépendance della medesima villa senza quasi mai uscirne e vaneggiando tutto il tempo. Una situazione un po' improbabile, che il buon Charles va a peggiorare strangolando senza apparente motivo proprio la cameriera con un mantello, usando perfetti modi draculeschi (sguardo inconfondibile compreso). Entra in scena la polizia e l'unico con un movente (il maggiordomo di colore l'aveva visto la notte dell'omicidio discutere nel giardino con la ragazza) e senza alibi è proprio il povero Ralph, condannato velocemente a morte e giustiziato senza troppi problemi. Immaginatevi la faccia del maggiordomo quando una notte compare sull'uscio un perfetto sosia di Ralph: è il fratello (gemello, vien da dire) Paul, rientrato dal Sudamerica per capire cosa sia successo a Ralph. Comincerà le indagini in villa mentre i morti (regolarmente accoppati da Lugosi col mantello) si moltiplicheranno e la moglie reclusa comincerà a far capolino di notte in giardino. Charles, già poco sano di suo, vedendola dalle finestre penserà di aver intrapreso celermente la strada per la follia completa... Gli ingredienti per un buon thriller c'erano, ma la regia di Lewis appesantisce gravemente la narrazione e il dover lasciar spazio agli estenuanti primi piani sugli sguardi “magnetici” del pur bravo attore ungherese rallenta ancor di più il film svelandone impietosamente la datazione. Per fortuna la durata esigua (1h e 1') impedisce di avvertire troppo la cosa, ma certo tra gli interrogatori di un anonimo tenente e le inutili ciarle della figlia col fidanzato prima e il fratello dello stesso poi, non è che ce la si passi troppo. Meglio l'atteggiamento sottilmente ironico del maggiordomo di colore, che con un'interpretazione centrata sdrammatizza l'aura da dramma senza uscita concluso da un finale terribile, ulteriore tributo alla centralità carismatica di un Lugosi che, tuttavia, scade in questo caso nel ridicolo (non per colpa sua, a dire il vero). E dire che il montaggio aveva fatto di tutto per sveltire la vicenda con intelligenti ellissi che eliminano inutili parti di raccordo. Non basta però, perché per quanto a tratti elegante e suggestivo, il film arranca e non sa mai far montare la tensione suggerita dal titolo, aggiungendovi poi scene superflue (la “resurrezione” temporanea del giardiniere di fronte a sua moglie) quando non decisamente improbabili, al limite del baracconesco.
il DAVINOTTI

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Rufus68 8/12/18 23:07 - 2455 commenti

In casa del dottor Kessler si susseguono strane morti; intanto la moglie fedifraga, creduta scomparsa, vive a sua insaputa nei piani inferiori... Una trama poco credibile e persino bislacca viene redenta da un'atmosfera persistente di colpa e castigo che grava su tutto il film. La regia di Lewis fa la differenza: basti vedere alcune inquadrature, pur banali (la scoperta del cadavere del giardiniere, le apparizioni che innescano le crisi omicide), per comprendere come il B-movie possa servire una causa più alta. Bravo Lugosi.
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