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SKI SCHOOL: SCUOLA DI SCI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/10/18 DAL DAVINOTTI
Fiacca commedia giovanilistica canadese sulla neve che marcia su una formula codificata da anni negli States senza sapervi aggiungere quel minimo di umorismo richiesto che possa dare un senso all'operazione. Il tutto si riduce quindi a una sterilissima gara di sci (interrotta ma prolungata di fatto per l'intero film) tra due squadre antagoniste: quella del perfido e rigidissimo Reid (Miller) e quella del belloccio nuovo arrivato Johnny (Bresnahan), che si aggrega alla sgangherata Squadra 8. Quest'ultima è una sorta di versione montana della Delta House di Belushi: un ristretto gruppetto di mezzi matti insomma, di scatenati ragazzacci incapaci di guardare a qualsiasi cosa vada oltre il divertimento puro. Purtroppo il Bluto della situazione è Dean Cameron e il confronto con l'eroe del film di Landis si fa prevedibilmente impietoso. Anche perché il requisito minimo richiesto per personaggi così è la simpatia, e se questa manca, le battute si riducono a strabuzzamenti d'occhi, scherzi puerili e sorrisetti complici qualcosa non quadra. In compenso si alza rispetto alla media del genere la partecipazione femminile, con un'esposizione non indifferente di (grossi) seni al vento e un nutrito gruppo di belle ragazze a fare da sparring partner ai protagonisti maschili (unici a scendere sugli sci in gara). Se da una parte Reid, leader della squadra 1, è pieno di sé e ostenta una ovvia superiorità nei confronti della squadra 8, dall'altra Johnny si lascia traviare da una splendida, pettoruta brunetta sofisticata comparsa dal nulla (Fabian, ex modella di Playboy) che metterà in serio pericolo la timida relazione tra lui e la biondina (Vogel) che fin lì giocava a far la bellona sognata da tutti. Qualche spruzzata di sesso ultrasoft, ripetuti numeri sugli sci che tuttavia trovano riprese all'altezza della situazione solo nella suggestiva discesa finale dalla cima della montagna, un clima gioioso supportato dall'ambientazione solare nata per soddisfare gli amanti della neve (che però hanno di meglio da scegliere anche sotto questo aspetto, se si pensa allo spettacolare e coevo FUORI PISTA!). Gli ingredienti per l'appunto sono quelli di sempre, ma dosati male, con una regia che non sa dove sbattere la testa ostaggio di un copione che più insipido non si potrebbe. E se la trama praticamente non esiste (gara di sci, simpatici contro antipatici, ragazze attratte in gruppo dal belloccio timido, amici scemi), le gag dovevano almeno essere d'obbligo. Invece anche gli atteggiamenti della squadra 8 non sembrano mai trovare la giusta convinzione in chi li attua, come fossero lenti riflessi derivati da modelli più alti in cui se non altro la demenzialità si sentiva e si puntava decisi alla scatenata frenesia collettiva. Ci si aggiunga il pessimo servizio offerto dal doppiaggio italiano e siamo a posto. E dire che ne è stato fatto pure un sequel...
il DAVINOTTI