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BLACKKKLANSMAN

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 9
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/9/18 DAL BENEMERITO NONCHA17 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 30/9/18
A ben vedere l'impostazione è quella classica del poliziesco con infiltrati, che poi Spike Lee riveste di significati diversi e ironia immergendo la vicenda in un contesto storico preciso per porre l'accento sulla questione razziale. Sarà divertente seguire l'avventura di Ron Stallworth (John David Washington, figlio di Denzel), sbirro nero che passa da una prima missione imposta (seguire il comizio di un chiaro esponente del black power per capire se ciò che dice possa fomentare disordini) a una seconda avviata in autonomia che prevede di entrare nelle grazie del Ku-Klux-Klan per studiarne i piani. Lui? Un nero? Impossibile! E infatti Ron si limita a colloqui telefonici fingendosi di pura razza bianca per poi mandare al suo posto, agli appuntamenti del cantone locale, un collega ebreo (Driver) confidando che nessuno si accorga della voce diversa. Il trucco funziona e i due - lentamente - riescono ad entrare nelle grazie degli esponenti di zona del clan a colpi di insulti feroci rivolti agli afroamericani. Dipinti come una comunità di semideficienti superficiali, quelli del clan ci cascano con tutte le scarpe e confidano al nuovo arrivato la loro prossima operazione, dando finalmente un senso al difficile lavoro di copertura dei due. Se però il compito di Ron in ufficio è più rilassante e pure dilettevole per come istiga all'affermazione del ridicolo orgoglio bianco il boss del clan (Topher) sghignazzando in silenzio, quello del suo collega è ben più complesso e pericoloso, dovendo egli agire in prima persona. Anche perché quelli del clan non odiano solo i neri ma pure gli ebrei, e quando il poliziotto viene accusato di farne parte non sarà facile uscire indenni da prove che rischierebbero di svelarne le vere origini. Spike Lee è bravo a ricreare la forte contrapposizione tra bianchi e neri vissuta nei Settanta (ma resistente tutt'oggi, come confermano i filmati e le fotografie dei disordini del 2017 prima dei titoli di coda): il look, i frequenti omaggi, nei dialoghi, agli eroi della blaxploitation, il pressante desiderio di riappropriarsi di diritti che i bianchi non sembra vogliano concedere... Un conflitto che da sempre esaspera le tensioni interne agli Stati Uniti (notevole l'idea grafica su cui si chiude il film, la bandiera americana rovesciata che perde progressivamente i colori per lasciare solo il bianco e il nero), un contrasto che può anche essere riletto come qui col disimpegno e i tratti della commedia ma che poi in qualunque contesto lo si cali riacquisisce inevitabilmente forte drammaticità; e che attraverso la sequela di offese gratuite, insulti volgarissimi (dietro i quali non si nasconde mai una matrice davvero scherzosa ma solo un odio insopprimibile) riaffiora prepotente. Portare a riflettere su un tema ancora attuale attraverso la lente del cinema di genere è lodevole, anche se poi la realizzazione non ha più la forza e la brillantezza dei grandi film del regista. Moderatamente spassoso (ma non certo comico), con ottimi momenti di autentica suspense legati alle scene in cui la copertura rischia di saltare, il film sconta qualche verbosità di troppo ma mette in luce le qualità del suo regista (ultimamente un po' appannato) e si propone come buon poliziesco sui generis. Ben diretti i due protagonisti, che non devono mostrare la faccia dura quanto semmai la paura e l'ironia, credibili nel loro becero razzismo i componenti del cantone, meno il David Duke di Topher Grace, leader del KKK eccessivamente macchiettistico. Sfumata senza concludere col necessario vigore la storia (manca una vera resa dei conti, nella scena alla convention del suprematismo bianco), molto valida la supervisione delle musiche.
il DAVINOTTI

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Galbo 4/12/18 19:15 - 10685 commenti

Nel suo migliore film dai tempi di Inside man, Spike Lee racconta un'indagine sotto copertura riguardante il KKK in un contesto profondamente razzista, realizzando un opera poliziesca ma anche politica (come dimostrano le sequenze finali riprese da un fatto di cronaca recente), adottando una cifra stilistica che mescola il drammatico al brillante e al grottesco. Un film segnato da ottime interpretazioni, a volte correttamente caricaturali, che racconta il passato con lo sguardo rivolto all'oggi.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Cotola 20/10/18 13:40 - 6795 commenti

Film sicuramente un po' verboso che però proprio per questo e per i ritmi volutamente abbastanza dilatati, sa restituire bene cosa può voler dire un'indagine sotto copertura, in cui spesso serve tanta pazienza. Tra l'altro, oltre a raccontare una storia interessante e vera, non manca di riusciti innesti comici e per certi versi grotteschi e di sberleffi al Kkk. Chi si aspetta un film più orientato sul versante action-poliziesco (relegato qui nei minuti finali) resterà, anche giustamente, un po' deluso. Gli altri si troveranno davanti ad un buon film.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Matalo! 17/10/18 22:23 - 1336 commenti

Gustoso e lascia il segno, nonostante qualche strizzatina d'occhio (ma una critica alla blaxploitation ci sta tutta). Film a tesi ma che non affligge lo spettatore; impressionante l'incipit in cui Baldwin dice delle cose che ancor oggi si sentono. D'altronde il film è un "parallelo" con l'attualità (meno irritante di altri film di Lee per la presa di posizione). Bravi attori, sorprendente Driver e bellissima la Harrier con splendidi capelli Angela Davis.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La presa di coscienza dell'essere ebreo di Driver; Il montaggio alternato cerimonia del Klan e commemorazione afroamericana (con Belafonte).
I gusti di Matalo! (Commedia - Gangster - Western)

Dusso 10/10/18 10:45 - 1532 commenti

Non ho certo "sentito" la lunghezza di un film invece molto gradevole (forse avrebbe anche meritato un mezzo pallino in più), che ha un approccio a volte anche da commedia nonostante i temi trattati, la qual cosa potrebbe scontentare chi si aspettava un film molto più drammatico. Buone le interpretazioni dei ruoli brevi ma significativi (come il "Kwame Ture" di Corey Hawkins).
I gusti di Dusso (Commedia - Giallo - Poliziesco)

Taxius 11/10/18 19:34 - 1072 commenti

Film di denuncia politica abilmente travestito da commedia poliziesca che ha come protagonisti due poliziotti (uno nero e uno ebreo) che si infiltrano in una cellula del Ku Klux Klan nel Colorado dei primi anni 70. Col suo film Spike Lee prende in giro i razzistidel Klan mostrandoli per quello che sono, ovvero un gruppo di bifolchi ignoranti; il tutto raccontato in chiave non comica ma comunque divertente. Ben ricreata l'atmosfera anni 70, con le bellissime capigliature e canzoni tipiche del periodo.
I gusti di Taxius (Commedia - Horror - Thriller)

Digital 28/9/18 9:13 - 853 commenti

Un poliziotto di colore entra a far parte del Ku Klux Klan al fine di esporne i crimini; per fare ciò si serve di un collega caucasico. Volendo utilizzare un solo aggettivo, prolisso è quello che più classifica il film, perché le due ore e passa si sentono tutte e, pur essendo qua e là interessante, risulta per lunghi tratti tedioso, con dialoghi logorroici e una ripetitività delle situazioni che lo fanno catapultare tra i bypassabili senza rimpianti.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Lou 7/10/18 0:15 - 736 commenti

Tra farsa e realtà Spike Lee racconta un’indagine semiseria su una cellula del Ku Klux Klan da parte di due agenti sotto copertura in Colorado negli Anni Settanta. L’orgoglio nero si mescola all’ironia nel deridere senza mezzi termini la pochezza dei fanatici razzisti. Un film non banale, molto macchinoso e grottesco, con un’ottima cura delle immagini e della musica, in cui si parla del passato per citare il presente, come testimoniato dalle crude immagini finali degli incidenti provocati dai neonazisti a Charlottesville nel 2017.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)

Josephtura 15/10/18 12:55 - 112 commenti

Film molto impegnato, fors'anche appesantito, dall'eccessivo impegno. Con meno ideologia inserita all'interno forse si sarebbe ottenuto un prodotto più snello. Rimane un gran bel film, sicuramente coraggioso nell'idea di presentare con toni da commedia un dramma globale. Geniale (vale da solo il film e un pallino in aggiunta), il cambio di ritmo del finale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Toc Toc. Chi è alla porta? Nessuno? No, è la storia! I sorrisi cessano di colpo e si capisce che non si può pensare di sconfiggere questo problema.
I gusti di Josephtura (Documentario - Fantastico - Guerra)

Noncha17 27/9/18 20:18 - 56 commenti

Quella che parrebbe essere una commedia poliziesca, viene man mano trasformata in pretesto politico per divulgare un messaggio antirazziale che pare ancora non essere entrato nella testa di qualcuno. Peccato che, nel finale, si voglia sottolineare (con l'inserimento di un filmato "reale" di oggi) come gli anni ’70 del film debbano apparire come una finzione! Eppure, a parte il modo "confuso" di mescolare la parte seriosa con quella ironica, poteva essere un ottimo lavoro. Insomma, se l'intenzione era quella di traghettarci verso un triste epilogo, l'obiettivo è stato centrato pienamente!

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Prendimi un rospo!"; Le telefonate al Duca; Il sempreubriaco; La tessera; Intermezzo blaxploitation; Avanzamento in corridoio; "Lucky Man" degli ELP.
I gusti di Noncha17 (Azione - Fantascienza - Giallo)