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IL GIOCO DELLE COPPIE

All'interno del forum, per questo film:
Il gioco delle coppie
Titolo originale:Doubles Vies
Dati:Anno: 2018Genere: commedia (colore)
Regia:Olivier Assayas
Cast:Guillaume Canet, Juliette Binoche, Vincent Macaigne, Christa Théret, Nora Hamzawi, Pascal Greggory, Laurent Poitrenaux, Sigrid Bouaziz, Lionel Dray, Nicolas Bouchaud, Antoine Reinartz
Note:Aka "Non-fiction".
Visite:205
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/9/18 DAL BENEMERITO NANCY POI DAVINOTTATO IL GIORNO 29/12/18
Ambiziosa riflessione sullo stato dell'editoria moderna ricostruibile grazie alle considerazioni di alcuni "addetti ai lavori", che attraverso lunghi scambi verbali spesso studiati con grande cura analizzano le incognite fornite dai dati su stampa digitale, e-book, Kindle e derivati. Ad occuparsene in prima persona è Alain (Canet), proprietario di una casa editrice: nelle prime scene è a colloquio con Léonard (Macaigne), non solo autore di molti libri da lui pubblicati ma anche amico di famiglia. Un faccia a faccia lungo e ambiguo, concluso con la decisione di non dare alle stampe il lavoro appena concluso dallo scrittore. Non una decisione traumatica, nemmeno per la compagna di Léonard, Valérie (Hamzawi), la quale non sembra proprio voler solidarizzare con lui. Alain è sposato da anni con Selena (Binoche), interprete di una fiction poliziesca arrivata alla quarta stagione e certa che il marito la tradisca, magari con la provocante specialista di marketing online (Théret). Affiancate da personaggi più marginali che saltuariamente intervengono per vivacizzare i discorsi, le due coppie protagoniste affrontano i loro problemi con atteggiamenti profondamente differenti: Alain è sempre sicuro di sé, misurato, impeccabile nel presentarsi anche agli amici; Léonard al contrario è il prototipo dello scrittore spiantato, sciatto, che predilige il caos di una casa sottosopra e sa portare nelle pagine dei suoi romanzi esclusivamente le proprie esperienze di vita; si limita a cambiar nome a personaggi chiaramente modellati sui conoscenti o sull'ex moglie, ad esempio, alzando senza saperlo una tempesta social provocata dalla donna (che non accetta di esser parte del romanzo senza esser mai stata interpellata). Ed è proprio Léonard l'unica figura a mostrare qualche potenziale umoristico: per le sue risposte inadeguate, la sua naturalezza nell'agire in modo inconsueto. Poca cosa, ad ogni modo, e secondaria rispetto alle mire del film, che preferisce puntare a un approccio maturo, alleniano ma rinunciando a spiritosaggini che possano spezzare il fuoco di fila di dialoghi interminabili. Per chi conosce o desidera conoscere senza faziose prese di posizione la condizione attuale dell'editoria un film interessante; ma condotto con pedanteria, scarso coinvolgimento, botta e risposta che non vanno da nessuna parte e un'autorialità a tratti spocchiosa; nessuno mette in dubbio la qualità dello script, l'eleganza dei movimenti della mdp negli interni, la bravura del cast, ma dopo un'ora trascorsa a subire fiumi di parole e aver intuito come gli sviluppi non potranno che seguire coerentemente lo stile fin lì utilizzato (con l'aggiunta di qualche ovvio intreccio di coppia), non in pochi si chiederanno se non fosse auspicabile qualche variazione significativa almeno nei toni, per dare varietà. Non basta qualche esile battuta infilata apparentemente quasi per caso per ravvivare un film spento, anche nei colori di una fotografia piuttosto cupa. E l'ultima parte, con un'inattesa trasferta al mare, arriva quando ormai la soglia di attenzione è drasticamente scesa. Dialoghi in punta di fioretto, una indiscutibile originalità nell'argomento trattato e nel modo in cui viene trattato, ma non basta.
il DAVINOTTI

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Markus 29/12/18 10:09 - 2709 commenti

Tiritere amorose tra quarantenni, con corna date e vissute e via discorrendo. Olivier Assayas confeziona il film nell'ambiente dell'editoria di oggi spiegandone alcuni retroscena. Traveste i "personaggi" di una cultura e un linguaggio forbito un po' manieristico, quasi nel goffo tentativo di alzare il livello dell'opera... con il dizionario dei sinonimi e contrari in mano. Il film risulta logorroico, con il rischio (peraltro talvolta tangibile) di essere persino stancante. Ahimè non si ride mai, nonostante l'aria da (finta) commedia.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Nancy 8/9/18 21:25 - 751 commenti

Una cervellotica commedia, questa di Assayas, che parla di editoria, di rivoluzione del digitale, del Nastro bianco di Haneke e di corna. La geniale sceneggiatura è ottimamente interpretata dal cast di attori; il parlato è fitto ma si fa seguire bene e anzi fa interessare molto a questioni che il cinema ancora non aveva toccato. Scatena un dibattito tra i protagonisti e i loro interlocutori, gli spettatori e allo stesso tempo intrattiene con le loro "doppie vite". Un film stratificato, intelligente, assolutamente da vedere.
I gusti di Nancy (Commedia - Drammatico - Thriller)