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RIDE

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Ride
Titolo originale:Ride
Dati:Anno: 2018Genere: action (colore)
Regia:Jacopo Rondinelli
Cast:Lorenzo Richelmy, Ludovic Hughes, Nathalie Rapti Gomez, Matt Rippy, Simone Labarga
Visite:288
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/9/18 DAL BENEMERITO TOMASTICH POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/9/18
Se non fosse per l'abuso indiscriminato di effetti di ogni tipo che intervengono sull'immagine stravolgendola in ogni modo possibile, i primi minuti di RIDE sembrerebbero introdurre un film sì moderno ma anche intrigante, concepito con un uso funzionale delle possibilità offerte dalla computer graphic. I due amici che si filmano mentre si lanciano nelle scalate più azzardate su grattacieli ed altro o in evoluzioni ciclistiche danno bene la misura delle passioni che animano le nuove generazioni. Poi però arriva un messaggio misterioso sul telefonino, che offre ai due la possibilità di partecipare a un contest segretissimo, per pochi eletti. 24 ore per decidere e ragionare su quanto i 250.000 dollari in palio potrebbero cambiare le loro vite. Accettano. Verranno sequestrati d'improvviso per essere trasportati in stato d'incoscienza dal Kansas nel Trentino ("Queste dovrebbero essere le Alpi", annuncia uno dei due alla vista di una cima innevata, come se davvero un americano potesse riconoscere a prima vista qualcosa che riuscirebbe difficile individuare perfino a uno di Bolzano!). Forniti di biciclette e istruiti dalla proiezione di una guida (Rippy) che spiega loro un paio di nozioni elementari da conoscere prima d'intraprendere l'avventura, Kyle (Hughes) e Max (Richelmy) cominciano la discesa solitaria tra le montagne sapendo di essere ripresi dal solito Grande Fratello dietro al quale probabilmente li stanno seguendo i soliti ricconi che pagano per vedere dei disgraziati rischiare la vita in cambio del denaro. Scendendo a gran velocità in bici tra i boschi, dovranno raggiungere diversi checkpoint lungo il percorso e seguire poche semplici regole: non soccorrere nessuno (nello specifico gli altri misteriosi concorrenti), non parlare a nessuno del contest... Non sanno nemmeno loro cosa li aspetta, in poche parole, e sarà da capire cosa fa parte del gioco e cosa no. Un po' HUNGER GAMES, un po' L'IMPLACABILE ma con un'estetica da videogame talmente insistita da ricordare talvolta HARDCORE! Si fa di tutto (anche a livello di montaggio) per trasformare le immagini in una marmellata ipercinetica da mal di mare, con interventi grafici (e sul sonoro) che devono dare l'impressione della ripresa da videocamera “amatoriale”: una ricerca formale esasperata (quanto fastidiosa) che non ci abbandona per un secondo, tesa ad annacquare anche visivamente ciò che a livello logico si fa di minuto in minuto più incomprensibile, lasciando l'impressione dell'assenza di un'idea di fondo, dispersa in mille rivoli fatti di mezze frasi, suggestioni criptiche e filmati variamente interpretabli che si animano sugli schermi dei checkpoint, alti monoliti neri (2001?) da attivare mediante pressione del dito. Naturalmente i dialoghi si riducono perlopiù a imprecazioni, lamenti dissimulati, grida liberatorie, strazianti richieste d'aiuto di una una concorrente disperata... mentre le riprese alternano lunghe corse acrobatiche tra i boschi a incessanti domande senza risposta (e conseguenti ipotesi) che i due protagonisti si rivolgono a vicenda per capire dove siano capitati. Un tour de force anche per lo spettatore il quale, oltre a capire poco di un gioco di cui restan confuse le basi e il senso, viene immerso in una centrifuga visiva stordente accompagnato da musiche martellanti. Il finale scade sempre più nel delirante (con l'ingresso inatteso e fuori luogo pure di simil-zombi) e annichilisce ogni desiderio di sapere come il tutto finisca. Il migliore? Forse Matt Rippy, irridente e melliflua guida che spiega le regole del gioco in un ambiente futuristico racchiuso da schermi le cui immagini variano senza sosta.
il DAVINOTTI

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Markus 8/9/18 9:05 - 2657 commenti

Due youtuber e rider acrobatici americani, per diverse ragioni vitali si ritrovano a partecipare a una pseudo gara di downhill sulle Alpi. Coraggioso viaggio nel "film-videogioco", che insegue i dettami dell'horror claustrofobico e l'action giovanilistico. Il limite del "già visto" fa capolino di continuo; con un'aria da B-movie che cerca goffamente di imitare il ricco cinema yankee, senza però avere lo stesso budget e una buona scrittura. L'intreccio degli avvenimenti e un finale davvero pacchiano lasciano in definitiva l'amaro in bocca.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Tomastich 7/9/18 18:39 - 1187 commenti

Jacopo Rondinelli - con l'ausilio efficace di Fabio & Fabio in sede di sceneggiatura, produzione e art designer - mette a punto un survival-movie incentrato sul mondo delle due ruote. Furioso e allucinato sono due aggettivi che possono andar bene per questo lungometraggio, tuttavia per certi palati può risultare ostico l'utilizzo continuo delle tecnologie "portatili" di ripresa per l'intera durata dell'opera. Bellissima la fotografia soprattutto nelle - poche - scene girate con la MDP. speriamo che il prossimo lavoro del team sia più "classico"!
I gusti di Tomastich (Animali assassini - Horror - Thriller)

Digital 20/9/18 9:55 - 853 commenti

Quando il cinema italiano prova a imitare quello a stelle e strisce non sempre si ha modo di esultare: con Ride sì. Merito di una regia adrenalinica, ipercinetica, capace di imprimere un ritmo vorticoso al girato, con sequenze action mirabilmente orchestrate. Girato quasi interamente con riprese fintamente amatoriali, tiene costantemente sulla corda lo spettatore, facendolo immedesimare con gli sventurati protagonisti. Nel cast a primeggiare è Lorenzo Richelmy (curiosamente doppiato da Andrea Mete), mentre la Gomez meritava ben più spazio.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Blutarsky 11/9/18 18:32 - 349 commenti

Nei filmati iniziali simil youtube mi aspettavo la comparsa di un banner del Travelgum, indispensabile per resistere a questo festival del montaggio frenetico e delle camere traballanti, in cui i personaggi brancolano nel dubbio e il pubblico scivola nell'incredulità con lo scorrere di questa storia dalle tinte videoludiche. Le evoluzioni da urlo regalano un po' d'intrattenimento, ma Rondinelli troppo vuole e nulla stringe, indeciso tra un Redacted su due ruote e un film d'azione ambizioso senza (la giusta) ironia. Tu vuo' fa' ll'americano...

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il finale tra Eyes wide shut e Cinico Tv; "Quelle devono essere le Alpi!".
I gusti di Blutarsky (Giallo - Poliziesco - Western)