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QUATTRO DELITTI IN ALLEGRIA

All'interno del forum, per questo film:
Quattro delitti in allegria
Titolo originale:La cité de la peur
Dati:Anno: 1994Genere: comico (colore)
Regia:Alain Berbérian
Cast:Alain Chabat, Chantal Lauby, Dominique Farrugia, Gérard Darmon, Sam Karmann, Patrick Lizana, Jean-Christophe Bouvet, Eric Prat, Marc de Jonge, Valérie Lemercier, Tchéky Karyo, Jean-Pierre Bacri, Daniel Gélin, Eddy Mitchell, Hélène de Fougerolles
Note:Aka "4 delitti in allegria".
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/7/18 DAL BENEMERITO DEEPRED89 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/2/19
Il gruppo comico francese Les Nuls sbarca al cinema con una parodia che guarda blandamente all'horror (il killer ha una maschera da fabbro e uccide con falce e martello!) per divagare con citazioni da BASIC INSTINCT o PRETTY WOMAN. Siamo a Cannes, in attesa che si svolga il Festival, e il proiezionista di un cinema in cui si sta vedendo un horror di bassa lega (“Rosso è morto”, mica un caso che l'omicida si serva di falce e martello!) viene ucciso proprio con lo stesso modus operandi usato dal killer. Odile Deray (Lauby), l'addetta stampa del film, intuisce come la cosa possa fare una gran pubblicità allo stesso e richiama subito a Cannes l'attore principale, Simon Jérémi (Farrugia), che il commissario locale (Darmon) fa mettere con Odile sotto la protezione di un suo uomo, Serge Karamazov (Chabat): “figlio unico”, come tiene subito a precisare. Nel frattempo però il fabbro assassino non smette di assassinare proiezionisti (in realtà non esiste alcuna scena splatter e gli omicidi sfumano regolarmente a nero prima di mostrare alcunché) attirando l'attenzione della stampa. LA CITE DE LA PEUR a dire il vero comincia piuttosto male: “Rosso è morto”, di cui alcune scene ci vengon mostrate in apertura, non lascia intendere molto del divertimento che poi – seppur a intermittenza – troveremo, ma fa già capire che tecnicamente non ci si potrà troppo lamentare: belle riprese, fotografia elegante; sappiamo però che non è questo, ciò che dà smalto alle parodie. Ci vogliono le battute, la capacità di saper inserire personaggi divertenti mettendoli in contatto con rielaborazioni un po' folli di luoghi comuni che i fan del genere riconoscano con facilità. Già con l'entrata in scena di Gérard Darmon nel ruolo del commissario le cose migliorano sensibilmente: faccia da simpatico guascone, incarna al meglio lo spirito dei migliori attori del campo (l'inarrivabile punto di riferimento resta per tutti sempre Leslie Nielsen) e affiancato a Chabat (sorta di John Turturro francese, a osservarne il look) alza l'asticella. Ottimi sono anche i suoi duetti con Farrugia (ai quali si aggiunge spesso la Lauby), spassoso nel ruolo di attore demente che quando è contento vomita, muove le mani verso l'alto e offre un'infinita sequela di sorrisi beoti. Rispetto alla media la trama è meno pretestuosa e, per quanto inevitabilmente raffazzonata, ha una sua piccola logica che mantiene fino alla conclusione. Notevoli i break improvvisi che chiariscono alcune parole o la provenienza dei nuovi personaggi in scena, geniale quando una sequenza in auto si ferma per far partire un product placement Renault clamorosamente invadente. Insomma, le gag non mancano e se anche molte non vanno a segno (come spesso capita, in casi così), quelle valide rialzano la media. Poi certo, per andar sul sicuro non si poteva evitare il ricorso alle scorregge, con un lungo inseguimento durante il quale Karamazov, afflitto da potente aerofagia, ne molla senza sosta dopo aver appestato la sala proiezioni. Indimenticabile il killer che, all'immancabile "Ma allora... sei tu! Perché...?" risponde con uno spiazzante "Perché sìììì!" abbassando la falce alla faccia di tutti gli spiegoni! Inatteso intermezzo musicale con Chabat e Darmon che danzano sulle note della “Carioca” di Eliscu e Kahn sul palco del Palazzo dei Congressi di Cannes. Omaggio al prototipico RIDERE PER RIDERE di Landis, che la piazzava in apertura? Chi conosce bene il genere il collegamento lo farà immediatamente...
il DAVINOTTI

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Deepred89 30/7/18 22:19 - 3075 commenti

Pellicola di culto in Francia totalmente ignorata in Italia (non che il titolo nostrano aiuti), debitrice del trio ZAZ (Pallottola spuntata in particolare) ma anticipatrice delle parodie thriller e horror che imperverseranno pochi anni dopo. Molto curato esteticamente, il film risulta piuttosto fallimentare nelle sue numerose trovate comiche, con Chabat e i suoi compagni del gruppo Les nuls (anche sceneggiatori) che, seppur simpatici, annaspano di fronte a un copione incapace di dare un degno sviluppo alla buona idea di partenza.
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