Cerca per genere
Attori/registi più presenti

HEREDITARY: LE RADICI DEL MALE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 6
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/7/18 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/8/18
Perfettamente inserito nella linea degli horror moderni (quella a cui James Wan ha saputo dare forma estetica ben precisa), HEREDITARY cerca di aggiungere qualcosa in più che possa nobilitare la formula uscendo dal solito gioco di apparizioni/sparizioni ectoplasmatiche che conducono progressivamente chi le osserva sull'orlo della pazzia. Così si riaggancia a complotti polanskiani vecchio stile e fa morire già in apertura quella che sembra di fatto la capostipite di una famiglia dai molti segreti. Ci verranno svelati, nel corso del film? Sì, ma solo marginalmente, perché poi a ben vedere tutto sa molto di facile pretesto per mettere in scena la consueta sarabanda di orrori condita da ottima suspense ed effetti speciali funzionali. Dopo il funerale dell'anziana donna, ad ogni modo, ciò che dà davvero il via all'inevitabile circo degli orrori è la morte della figlia adolescente (Shapiro), che dopo aver fortemente segnato le prime fasi con una presenza di grande magnetismo, perde la testa contro un palo (l'aveva sporta dal finestrino nel momento sbagliato) mentre è di ritorno in auto con suo fratello da una festa (incidente causato dal 482° cervo che in un horror zompa sulla strada a sorpresa). Qui l'impatto su madre (Collette) e fratello (Wolff) è devastante. Solo il padre (Byrne) sembra salvarsi da suoni sinistri (il caratteristico schiocco con la lingua della piccola) e fantasmi assortiti, tirato in mezzo suo malgrado e unico rimasto... ehm, colla testa sulle spalle (passa tutto il tempo a dire "Cara ti prego, cara ti pare il caso, cara non insistere..."). E' l'elemento razionale in un universo che tende sempre più a spalancarsi su una dimensione onirica all'interno della quale il regista Ari Aster (al suo esordio nel lungometraggio) mostra qualità straordinarie nel saper alzare la tensione a livelli altissimi (azzerando spesso le musiche) e nel giocare con fiochissime luci in condizioni di semioscurità (eccellenti certe “apparizioni” nascoste nella penombra); a dimostrazione comunque della precisa volontà di muoversi in ambiti horror assai tipici e legati alla rappresentazione cui il genere negli ultimi anni ci ha abituato. E' evidente infatti come tutto ciò che prenderà spazio nell'ultimo quarto d'ora rappresenti più che altro una coda (posticcia) necessaria a trovare uno sbocco per i pochi elementi inseriti precedentemente nella storia, che invece pareva più interessata a fondere nella complessa messa in scena le suggestive miniature di case e figure alle quali la madre lavora fin dall'inizio. Si punta insomma più alla qualità tecnica che alla storia, tanto che il finale – dove tutto tende a una sua logica, per quanto surreale - rischia di scadere più volte nel ridicolo intaccando raffinatezza e ambizioni, rese palesi anche dalla scelta di ritmi ampiamente più lenti della media nella gestione di ogni sequenza. La buona recitazione complessiva permette di apprezzare la bontà dell'operazione, assieme alla scelta di effetti talvolta insoliti (i fasci di luce che come colpiscono come laser semi-invisibili) e da valide intuizioni. Un buon esempio di horror d'atmosfera, con qualche momento memorabile che lo nobilita.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

ORDINA COMMENTI PER:

Cotola 26/7/18 10:32 - 6690 commenti

Un'occasione persa: quella di creare un grande horror. Ed è un peccato perché la qualità c'è e si vede. Dopo una prima parte da dramma psicologico che inizia a gettare qualche seme di inquietudine, l'orrore esplode (anche troppo) nella seconda. E così viene mostrato tutto ciò che fino ad allora era stato solo suggerito o evocato. Un male: nì. Perché forse nei minuti finali si eccede un po' con effetti di (quasi) ridicolo. Ma il neo principale è una sceneggiatura che mette troppa carne al fuoco pur prendendosi, senza riuscirci sempre, tutto il tempo per districare i vari nodi narrativi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Lo schiocco con la bocca della sorellina. .
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Ryo 30/7/18 19:09 - 1675 commenti

Ogni tanto qualcuno riesce a girare un horror come si deve, fuori da ogni struttura collaudata. Assenza totale di banalità scontate e di odiosi jumpscare e una regia che cerca di scavare nella psicologia dei personaggi (dando molto spazio ai silenzi) piuttosto che a scene d'azione o splatter gratuito. Dall'inizio alla fine si assiste a una sorta di incubo da cui non ci si può svegliare e le eccezionali prove del cast (ad eccezione di Byrne, poco ispirato) lasciano il segno, incutendo maggior timore nelle, già forti, scene.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'incidente di Charlie; L'alternarsi del giorno e la notte in un frame; I modellini inquietanti di scene raccapriccianti.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Digital 31/7/18 10:52 - 808 commenti

Diretto maestosamente da un esordiente dal brillante futuro (almeno si spera) che pronti via ti tira fuori dal cilindro un horror di assoluto valore. Formalmente inappuntabile, con una fotografia di abbacinante bellezza e movimenti di macchina non banali. Forse gli si può imputare un ritmo che talvolta tende a rallentare un po’ troppo, ma è un “difetto” del tutto perdonabile a fronte di un finale realmente disturbante, foriero di brividi. Plauso anche per il cast con una Collette da Oscar, un sempre bravo Byrne e un’inquietante Shapiro. Ottimo!
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)

Corinne 3/8/18 11:15 - 378 commenti

Un horror inquietante, cupo, claustrofobico, un crescendo inesorabile di eventi che non lascia scampo. Aster maneggia tematiche classiche del genere senza risultare derivativo, dando l'impressione di assistere a qualcosa di totalmente nuovo. Ogni dialogo, ogni scena, ogni dettaglio ha il suo perché, tessere di un puzzle da ricostruire insieme ai protagonisti. Fin dai primi minuti si percepisce un senso di tragedia imminente e quando sembra di essere arrivati all'apice si riparte, fino a un finale di forte impatto visivo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'incidente e i minuti successivi; La decapitazione col fil di ferro (quel rumore...!); "cluck!"; Nella casetta sull'albero.
I gusti di Corinne (Giallo - Horror - Thriller)

Mtine 2/8/18 9:26 - 207 commenti

Dopo aver preso atto che il repertorio horror fatto di streghe, demoni, medium e quant'altro è già stato usato e abusato, l'esordiente Aster sceglie di mettere un po' tutto nel calderone e di provare a superarlo. Ne esce un horror atipico soprattutto nella prima parte (che si basa sul non detto e sul non visto), forse la meno efficace ma anche la più raffinata. Nella seconda, quando viene svelato l'arcano, Hereditary perde un po' della sua magia a vantaggio del ritmo, ma è comunque curato e riuscito. Dice poco ma lo dice bene.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le "lucette" e lo schiocco: la prova che per inquietare basta poco.
I gusti di Mtine (Comico - Giallo - Thriller)

Bubobubo 9/8/18 13:38 - 17 commenti

Horror contemporaneo sull'atavica inevitabilità della persistenza del male (da cui il titolo del film). Sviluppo narrativo suddiviso in due tronconi: nella prima metà, ottima, il dramma della famiglia protagonista esplode in tutta la sua virulenza e intacca quei rapporti di sangue che, nel ribaltamento horror della seconda metà, motivano alcune suggestioni paranormali sparsamente presentate in precedenza. Disomogeneo, ma con delle buone intuizioni e alcuni attori (Milly Shapiro su tutti) decisamente in parte. Ottima la O.S.T. di Colin Stetson.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La prima seduta spiritica con Joan.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)