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JOE IL PILOTA

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Joe il pilota
Titolo originale:A Guy Named Joe
Dati:Anno: 1943Genere: drammatico (colore)
Regia:Victor Fleming
Cast:Spencer Tracy, Irene Dunne, Van Johnson, Ward Bond, James Gleason, Lionel Barrymore, Barry Nelson, Esther Williams, Henry O'Neill, Don DeFore, Charles Smith, Addison Richards
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/7/18 DAL DAVINOTTI
Bonaria commedia fantastica di ottimo successo. Uscì durante la Seconda Guerra Mondiale dando una visione mai drammatica dell'aviatore, nemmeno quando a questi tocca di morire in azione (anzi, possiamo dire nel caso consolatoria). Chiare insomma le sue funzioni di sostegno all'esercito, con il protagonista Bill Sandidge (Tracy) nei panni dell'aviatore ardimentoso e vincente; il quale a dire il vero non solo non si chiama Joe (in America un epiteto affibbiato genericamente ai piloti più validi, come spiega un bambino nel film) ma nemmeno Bill come in Italia, visto che in originale il nome è Pete. Innamorato della collega Dora (Dunne), abile quanto lui con la cloche, decide per amore di lei di mollare tutto e di andare ad insegnare in un campo d'addestramento. Ma c'è ancora il tempo per un'ultima missione, con un attacco a una portaerei tedesca che ovviamente gli sarà fatale. Risvegliatosi letteralmente sulle nuvole, verrà edotto da un suo superiore in grado (con tanto di uniforme!) su ciò che sarà il suo compito: tornare sulla terra per seguire un giovane pilota e spingerlo a migliorarsi nonché liberare Dora dai rimpianti e la tristezza. Finirà col portare i suoi due protetti a sposarsi! Naturalmente, da buon fantasma, l'ingombrante Bill risulterà invisibile a tutti, straparlando senza che nessuno lo possa sentire e lasciando che chi è vicino a lui percepisca solo subliminalmente i suoi messaggi. Un soggetto curioso, chiaramente improntato alla semplicità e alla tenerezza, ma che la caratteristica seriosità di Tracy impedisce di far precipitare nel patetico. Spettacolari per l'epoca le azioni di guerra in volo (compreso l'attacco alla portaerei), un po' incartata la sceneggiatura di Dalton Trumbo, che si trova a concedere una cantatina evitabile alla Dunne e a dover ripetere spesso le stesse situazioni, risultando poco interessante e puerilmente filosofico nelle spiegazioni che riceve Bill nell'Aldilà. Appesantito dalla pomposa colonna sonora orchestrale coi fiati in evidenza di Herbert Stothart, il film è sin troppo elementare nelle sue derive melodrammatiche: quando Tracy non è in scena (raramente, per fortuna) si scade nel didascalico. Non ci sono scene memorabili ma ci si mantiene su una dignitosa media non disdegnando qualche tocco ironico che svecchia il tutto. Il remake di Spielberg accentuerà lo strazio della situazione puntando più alla lacrima ma arricchendo straordinariamente la messa in scena e la spettacolarità delle azioni in volo (riferite non più alla guerra ma allo spegnimento degli incendi nel parco di Yellowstone).
il DAVINOTTI