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VENGO ANCH'IO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/6/18 DAL DAVINOTTI
Primo film da assoluti protagonisti (e pure da registi!) per Maria Di Biase e Corrado Nuzzo, coppia comica fattasi conoscere in tv nelle trasmissioni della Gialappa's band. Nel film presenti coi loro nomi di battesimo, i due si conoscono nel milanese attraverso “Car together”, un app che permette di organizzare viaggi in auto dimezzando i costi: lei è appena uscita dal carcere e deve raggiungere la figlia a Brindisi, lui è un ex assistente sociale licenziato di fresco deciso a raggiungere Ponte Ciolo, nel Salento, per suicidarsi dopo aver accompagnato Aldo (Dentoni), un ragazzo con la sindrome di Asperger, a ritrovare il padre a Pescara. Si apre così una prevedibile prima fase “on the road” tra incomprensioni e prese in giro, con Nuzzo e la Di Biase che ripropongono ovviamente lo stesso tipo di umorismo visto in tv solo saltuariamente interrotto dagli interventi di Dentoni, che nel ruolo di Aldo dovrebbe sparigliare le carte come Hoffman in RAIN MAN (qui il supposto genio ha il “difetto” di dover dire sempre e solo la verità). Gli incontri sulla via fanno leva su diverse guest star: sfruttati in anticipo Ambra (la farmacista) e Salemme (il principale di Corrado) per due camei fulmine, in una trattoria alla buona i nostri fanno conoscenza con un ristoratore marchigiano-napoletano (Paolantoni) e i suoi avventori (Messini il più noto) mettendo insieme un ristretto numero di scene ravvivato solo dalla verve di Paolantoni. Lo sketch sulle strade di campagna con Aldo Baglio poliziotto che ferma il furgoncino dei tre si risolve invece in un duetto tra lui e Nuzzo che sa di improvvisazione, a conferma di una sceneggiatura non esattamente impeccabile. Giunti a Pescara c'è da accompagnare Aldo da suo padre (Haber) ma questi, pur augurando ogni bene al figlio e mostrandosi commosso, fa capire di non volerlo tra i piedi. Un personaggio più interessante di altri e relativamente di rilievo, in cui cinismo e ipocrisia si mescolano abilmente grazie alle riconosciute qualità di Haber. Con l'arrivo a Brindisi si abbandona la forma da road-movie per il ricongiungimento di Maria con la figlia Lorenza (Caccetta), a quanto pare sorprendentemente figlia pure di Corrado! Si passa quindi alla commedia più bonaria, pur se continuamente sabotata dagli atteggiamenti ai confini del nonsense della Di Biase (meno di Nuzzo, spesso in un ruolo di “spalla”, per quanto con la facoltà di prendere l'iniziativa): la giovane deve partecipare a un torneo di canottaggio amatoriale e i genitori la alleneranno motivandola e tentando di conquistarne l'affetto. Sempre a modo loro, comunque, cioè usando le parole sbagliate nei momenti sbagliati. Attraverso una naturalezza che è loro propria, Nuzzo e la Di Biase azzeccano saltuariamente la battuta giusta, l'atteggiamento che spiazza, la risposta imprevedibile, ma nell'insieme a farla da padrona è una regia inadeguata, che evidenzia scarsa dimestichezza coi tempi comici e una sbrigatività sovente al limite della sciatteria. Le gag non mancano ma spesso sono risolte con imbarazzo, rifugiandosi magari in un'apertura paesaggistica piacevole o introducendo tocchi surreali di dubbio gusto (le scritte “filosofiche” su muri e ponti). Le ambizioni di una proposta diversa dal solito si avvertono (soprattutto nell'espressività e nelle parole della Di Biase), è la realizzazione a non supportarle a dovere, con un copione che scade troppo di frequente in battute di bassa lega destinate a compromettere l'effetto di quelle buone.
il DAVINOTTI

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Gabrius79 29/7/18 14:16 - 1067 commenti

L’esordio cinematografico e registico del duo comico Nuzzo e Di Biase (pur con qualche evidente zoppicatura alla regia) puó definirsi riuscito grazie alla loro verve e alle battute che spesso fanno centro. Buona parte della pellicola è in stile road movie e permette anche di regalare qualche gradito cameo (Baglio, Paolantoni e Haber su tutti), poi ci sono anche momenti in cui si cerca la risata facile senza riuscirci. Comunque ci auguriamo di rivedere la coppia in una nuova prova cinematografica perché funziona.
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