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HARD NIGHT

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Hard night
Titolo originale:Permanent Midnight
Dati:Anno: 1998Genere: biografico (colore)
Regia:David Veloz
Cast:Ben Stiller, Maria Bello, Elizabeth Hurley, Jay Paulson, Spencer Garrett, Owen Wilson, Lourdes Benedicto, Fred Willard, Chauncey Leopardi, Mary Thompson, Connie Nielsen, Charles Fleischer, Liz Torres, Douglas Spain, Janeane Garofalo, Sandra Oh, Cheryl Ladd, Jerry Stahl, Peter Greene
Note:La vita dello scrittore eroinomane Jerry Stahl tratta dal suo libro "Permanent midnight".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/6/18 DAL DAVINOTTI
Eroina nei quartieri alti, nella Hollywood “minore”; un dramma raccontato attraverso gli occhi di Jerry Stahl, a lungo autore degli script per la serie cult ALF (sostituita nella finzione da “Mister Mangione”, il cui pupazzo protagonista ricorda l'originale). Dal libro “Permanent midnight” (che è poi anche il titolo originale, come si può immaginare) la discesa di Jerry negli abissi della droga pesante così come realmente avvenne. Affidato per sceneggiatura e regia a David Veloz, il film trova in Ben Stiller la giusta faccia sofferta (ma non troppo) per dare un volto cinematografico a Stahl (che si concede un cameo nel bel ruolo del medico in comunità). Agganciato da una bionda (Bello) al fast food dove lavora, l'accompagna a casa e ci va a letto, cominciando a raccontarle della sua vita e della sua caduta nel vizio (dal quale si è allontanato solo tre settimane prima). Ricostruita in flashback inevitabilmente frammentati, la triste vicenda di Stahl prende l'avvio dal suo arrivo a Los Angeles, dove raggiunge l'amico Nicky (Wilson) e s'innamora della splendida Sandra (Hurley), con cui andrà ad abitare. E' l'inizio di un rapporto che però diventa secondario a quello con l'eroina, provata dopo una notte di sesso con una donna (Nielsen) conosciuta al bar la sera del ritorno dai funerali della madre. Il film ci mostra le continue soste nei bagni per la rituale siringata, la realtà per lui distorta in cui si muove sempre più a fatica, apprezzato per l'abilità nello scrivere ma spesso ingestibile per i suoi ritardi e comportamenti, riportato sulla via sbagliata (dopo un tentativo mai iniziato in comunità) dall'amicizia con uno spacciatore. Osserviamo come ogni rapporto del protagonista col prossimo venga presto o tardi annientato dall'eroina, che esige piena attenzione conducendo alla distruzione: all'annuncio di diventare padre Jerry reagisce con una dose e si ritrova cacciato definitivamente di casa. Non ci si aspettino però le crisi devastanti di CRISTIANA F.: Jerry i soldi li ha, guadagna bene e il film ci fa capire come con quelli pure un eroinomane riesca a sopravvivere proseguendo nello jogging, nel mangiare bene e nel mascherare in qualche modo la propria dipendenza agli occhi degli altri. Non facilmente, ma in questo caso il talento ci mette una pezza e a chi da te compra un lavoro non interessa troppo il tuo stato di salute. Stiller non esagera mai, sa controllarsi e dà del suo dramma una lettura diversa dal solito, più vicina in apparenza alla vicenda di uno schizofrenico in preda a frequenti spossamenti che non a quei drug-movie cui la tradizione ci ha abituato. PERMANENT MIDNIGHT nasce come confessione in flashback e si sviluppa non senza un certo gusto nella messinscena e nella scelta delle musiche. Un po' piatto nello svolgimento, prevedibile negli sviluppi, innocuo rispetto al tema affrontato ma in fondo gradevole e per alcuni versi illuminante.
il DAVINOTTI