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REVENGE

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Revenge
Titolo originale:Revenge
Dati:Anno: 2017Genere: drammatico (colore)
Regia:Coralie Fargeat
Cast:Matilda Lutz (Matilda Anna Ingrid Lutz), Kevin Janssens, Vincent Colombe, Guillaume Bouchède, Jean-Louis Tribes
Visite:883
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 12
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/5/18 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/5/19
I primi venti minuti dan più che altro l'impressione di una réclame per l'intimo, col posteriore di Matilda Lutz ripreso da ogni angolazione (si bilancerà nell'ultima parte con analoga, ampia esposizione delle terga di Janssens). L'atletica Jen (Lutz) è in Marocco per accompagnare Richard (Janssens), il suo amante, che ha lasciato la moglie a casa per partirsene in caccia assieme a due amici. L'idillio della coppia ha base sostanzialmente erotica, ma la poco lungimirante Jen si diverte a eccitare pure l'amico di lui che il giorno dopo, non appena Richard li lascia soli per un po', salta addosso alla ragazza e se la violenta come da copione. Espletata la fase "rape", conclusa con il lancio di Jen giù dalla scarpata da parte del suo stesso amante che la vedeva ormai come una minaccia all'equilibrio familiare, si può aprire quella suggerita dal titolo (non esattamente originale). Diosolosacome, Jen - che non solo era precipitata da venti metri ma era pure atterrata con la pancia sul ramo appuntito di un albero secco - si rianima, dà fuoco al legno con l'accendino e si rimette in pista come niente fosse, con tanto di rametto piantato in pancia come souvenir. Si apre la caccia ai tre poco simpatici compari, fucile in resta sottratto al primo di loro, nel frattempo sbulbato a coltellate. REVENGE dà fin dall'inizio la sensazione - anche in virtù delle scelte stilistiche in direzione di una ricercatezza formale non comune - di essere nato unicamente per sfruttare una location insolita e di grande fascino come il deserto del Marocco. Niente dune o sabbia, solo rocce e ampie distese assolate, corsi d'acqua, silenzi e rilievi scoscesi. Trovato l'ambiente ideale per muovervi gli unici quattro personaggi presenti nella storia, la regista Coralie Fargeat (anche autrice unica di un copione di rara insipienza e del tutto secondario rispetto alla messa in scena) elegge la sua eroina a icona nemesiaca seguendo le tracce delle tantissime che l'han preceduta (a poco serve citare Ferrara, Winner o Tarantino, qui si parla di un autentico sottogenere). Novella amazzone vestita del minimo indispensabile per metter in risalto le meravigliose forme, la Lutz imbraccia il fucile, si nasconde, soffre per le lacerazioni che un essere umano non potrebbe proprio sopportare trasformandosi anche per la sua invincibilità ultraterrena in un archetipo dai contorni mistici, un eroe epico incarnato da forme perfette. Un'ovvia, alta dose di sangue e frattaglie, sviluppi e conseguenze facilmente immaginabili da chiunque: davvero nessuna novità di sorta (fa testo il titolo, programmaticamente quintessenziale) e una qualità registica supportata in primis dalle suggestioni offerte dagli scenari, perché invece le reali potenzialità della Fargeat si individuano molto di rado (ad esempio nel lungo finale domestico, indubbiamente teso, crudo e ben girato). L'assenza di snodi incisivi, il limitarsi ad agguati e pedinamenti in un'ambiente che per sua natura non li favorisce, fa sì che si prolunghi una meccanicità snervante, destinata col passare dei minuti a mettere inveitabilmente in luce la povertà del copione, fitto di gratuità insistite in ogni campo (dallo splatter alle allucinazioni nella grotta fino alle citate scene di nudo, che spesso ci fan credere di aver a che fare più con uno studio anatomico che con un film).
il DAVINOTTI

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Galbo 27/1/19 7:10 - 10823 commenti

È più facile credere ad un uomo volante in calzamaglia blu che alla veridicità della vicenda raccontata nel film di Coralie Fargeat, la cui protagonista subisce in condizioni estreme una poco credibile metamorfosi. Al netto di queste considerazioni (e di una durata eccessiva), il film è ben realizzato e si avvale di un una suggestiva ambientazione, essendo certamente gradito, per la crudezza dei dettagli “tecnici” agli estimatori del genere rape & revenge. E poi insegna un uso inedito delle lattine di birra messicana....
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Puppigallo 26/4/19 20:31 - 4265 commenti

Nel panorama filmico mondiale "mancava" una Rambescort. Problema risolto con questa pellicola, che fa dell'assurdo (situazioni e soluzioni) e del ridicolo (i dialoghi) gli indredienti base, che da soli la identificherebbero come cinespazzatura. Ma invece, a sparigliare le carte, ci pensano, inquadrature non dilettantesche e, soprattutto, un tale livello di cinico-splatter da decretarne la vedibilità, seppur con riserva. P.S. La frase "Perchè le donne devono sempre opporre una cazzo di resistenza!?" dovrebbe dare un'idea del prodotto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il volo; La fantasoluzione per liberarsi dall'alberello secco; Taglio a spicchi della ferita; Si rovista nel piede per togliere il mega pezzo di vetro.
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Schramm 26/11/18 18:17 - 2258 commenti

A che pro tanta invasione dell’ultrapop, frastornare di pulpitazioni, triggherarci con gli slanci più efferati o visionari, avere ritmo e forma da contrabbandare quando nel riviolentare Jennifer ci si scorda che anche la più survoltata delle frottole richiede scaltrezza affabulativa? Inviperisce, la Fargeat: ottimo cinema che si gambizza con la zappa di una scrittura cialtrona a prova della più indulgente predisposizione, roba da preferire l’inverso per la malafede di fondo che trasforma il gusto in guasto. Un'enfant prodige che va al mare e non trova l'acqua, che tocca bocciare con stizza.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Gli stati di allucinazione nel grottino e la resa dei conti finale: in un altro film sarebbero valsi da soli un quadripalla.
I gusti di Schramm (Drammatico - Fantastico - Horror)

Daniela 10/9/18 2:13 - 7787 commenti

La violenza brutale di tre porci maschi sciovinisti trasforma una arrapante bionda stupidella in una ramba astuta, esperta in tecniche di sopravvivenza e nell'uso di armi mai viste prima, determinatissima a far loro pagare il fio... Fra tutti i rape&revenge, questo è uno dei più visivamente curati (bellissima l'ambientazione nel deserto, d'effetto le inquadrature ed i contrasti di colore) ma anche uno dei più rozzi dal punto di vista narrativo, con una trama pretestuosa su cui si innestano comportamenti insensati e assurdità assortite. Quanto al presunto femminismo, meglio lasciar perdere.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Capannelle 21/9/18 0:07 - 3530 commenti

L'ennesimo rape & revenge dalla trama consunta e allora la Fargeat cosa fa? Punta con merito sugli aspetti visivi e sonori per conferirgli una sua dignità: musica gagliarda, primi piani vivi, fisici statuari e qualche punta d'ironia. Esagera con bidoni di sangue e ferite finte, con i sogni, col minutaggio. Non indugia nemmeno troppo sul rape (anche questo è un merito) e sceglie di non prendersi troppo sul serio, sacralizzando solamente il lato b della protagonista.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Herrkinski 22/5/18 2:32 - 4257 commenti

L'esordio della Fargeat non può certo dirsi originale: il modello è ovviamente Non violentate Jennifer (più il remake, a dire il vero) nonché tutti i classici del rape & revenge, ma l'enfasi qui è più sulla violenza che sul sesso, seguendo le esagerazioni sanguinarie della scuola francese dei 2000. Per divertirsi bisogna però far appello a una totale sospensione dell'incredulità, viste le assurdità assortite di cui è pieno il film; brava e sexy comunque la nostrana Lutz, splendide fotografia e location marocchine, ma poteva durare 15 minuti in meno.
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Taxius 20/1/19 13:36 - 1209 commenti

Rape & revenge dalla trama vista e rivista ma che si differenzia dalla massa di suoi simili nella messa in scena. Se i rape & revenge classici cercano la fotografia e l'ambientazione cupa e sporca, qui siamo all'esatto opposto: la regista infatti ambienta il suo film in un assolato deserto in cui tutti i colori sono molto brillanti: si va dall'accecante azzurro del celo al giallo del deserto fino ai rosa e ai fucsia dei vestiti. Il film funziona grazie anche a una bella dose di sangue e a un'ottima colonna sonora.
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Pumpkh75 29/4/19 15:06 - 1155 commenti

Rimarchevole la praticità della Fargeat nel cavare il sangue da Rape avvizzite: lacca le unghie con smalti glamour e lustrini, con la tragicità dell’evento ci fa solo un aereosol veloce e proietta sulle pupille tavole di fumetti e fotogrammi di cartoon come unica via percorribile e graditissima per rendere digeribili le molteplici castronerie con cui ci ingozza. Arduo dimenticare le improbabili evoluzioni della Lutz tra lo Stallone più tamarro e l’amazzone più seducente, no comment doveroso sui seriosi discorsi femministi. I slip on your grave.
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Digital 19/9/18 9:30 - 933 commenti

Di ragazze stuprate e poi, una volta rimessesi in sesto, andate a caccia dei propri persecutori ne abbiam viste a dozzine e il film della Fargeat è solo uno degli ultimi esempi. Messa in conto l’ovvia sensazione di già visto e tarata al massimo la sospensione dell’incredulità, bisogna dire che è davvero gagliardo! Pulpeggiante, rutilante rape & revenge che diverte anzichenò, con una protagonista di abbacinante bellezza e una controparte suina di una viscidità e ripugnanza unica (il che è un bene). Ottima la fotografia costantemente assolata.
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Bubobubo 18/9/18 0:11 - 751 commenti

C'è chi ha già gridato alla rinascita post-femminista (?) del rape & revenge: miracoli della contemporaneità. Per mettersi in coda ai grandi classici di genere non basta però arruolare la biondazza fatale di turno, il gruppetto di stupidi allupati, la canicola del deserto e litri di sangue a buon mercato: ci vuole un'idea d'insieme, un messaggio che qui manca completamente. Rimane l'adrenalinica e a tratti divertente scansione della resa dei conti (ghignoso il finale) e una narrazione dall'illogicità a tratti incredibile. Bisogna accontentarsi.
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Siregon 9/9/18 15:03 - 346 commenti

Innocuo revenge movie, troppo pulito e curato per essere efficace. Il punto di vista femminile alla regia non cambia niente dal punto di vista narrativo. Pochi tempi morti, qualche scarica adrenalinica ben piazzata ma personaggi ridotti a stereotipi con tanto di protagonista che cambia da velina Hollywoodiana a improbabile macchina da guerra, tra simbologie grezze e inquadrature e montaggio cool. La forza del soggetto è in film sporchi e realistici come Non violentate Jennifer, L'ultima casa a sinistra (originali) o Thriller di Vibenius, non qui.
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Noncha17 7/9/18 16:00 - 78 commenti

Poteva benissimo chiamarsi "Caccia alla donna che caccia uomini nel deserto" questo revenge-movie travestito da horror di chiara matrice exploitation. Inutile che la regista dica d'essersi ispirata piuttosto ai vari Kill Bill, Interceptor e Rambo: è vero, ma che il nome della protagonista non sia un riferimento a Non violentate Jennifer è alquanto improbabile. Quello che si vede & si sente (grazie alla TV accesa) sul finale fa capire che è inutile prendersi cura del proprio corpo se, poi, non si ha rispetto per l'anima altrui.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il riflesso sugli occhiali; La scoperta; Il culetto della protagonista quando è armata; Le riprese di notte con la synthwave; Il salto dell'orecchino.
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