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PRIGIONIERO DEL GRATTACIELO

All'interno del forum, per questo film:
Prigioniero del grattacielo
Titolo originale:Subway in the Sky
Dati:Anno: 1959Genere: giallo (bianco e nero)
Regia:Muriel Box
Cast:Van Johnson, Hildegard Knef, Albert Lieven, Cec Linder, Katherine Kath, Vivian Matalon, Carl Jaffe, Chuck Keyser, Gaylord Cavallaro, Michael Bell, E. Kerrigan Prescott, James Maxwell, Gerda Larsen, Tom Watson, Edward Judd
Visite:120
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/1/18 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 31/1/18
Thriller inglese che parte da un'opera teatrale di Ian Main e fa del grattacielo del titolo (nella finzione scenica a Berlino) il set dal quale poco ci si sposta. E' qui che abita Lilli Hoffman (Knef), ballerina di successo che vi si stabilisce all'attico subaffittandolo da una signora che, dopo averle consegnato le chiavi, scompare velocemente adducendo scuse non del tutto credibili. Il problema vero è però che Lilli vi trova nascosto sul terrazzo pure l'ex marito (Johnson) della donna, un maggiore del servizio di Sanità in fuga dopo essere stato accusato di aver fatto sparire gli stupefacenti dalla cassaforte di cui aveva l'unica chiave. Il capitano Carson (Linder) della polizia militare lo bracca ed è convinto che si rifugi proprio lì, tanto che senza troppa educazione entra nell'appartamento infischiandosene delle proteste della nuova inquilina e lo perquisisce. Baxter si è però nascosto bene e la polizia è costretta ad andarsene, permettendo che Lilli in breve faccia amicizia con lui e che tra i due nasca una sorta di intesa (anche per via della scarsa simpatia che Lilli prova per l'invadente tutore dell'ordine). L'intreccio è piuttoso ben studiato, i personaggi hanno le sfumature necessarie per rendersi brillanti anche al di là di interpretazioni non proprio memorabili e incuriosisce la figura del figlio (Matalon) adottato da Baxter e sua moglie. Se poi pensiamo all'omicidio che si era visto nel prologo (e che immaginiamo debba per forza riallacciarsi alla storia, anche se inizialmente non capiamo come) si capisce come la trama presenti elementi gialli apprezzabili che arricchiscono la base. Ci sarà anche chi precipiterà dall'ultimo piano del grattacielo del tutto a sorpresa, a conferma della bontà del soggetto di partenza. E' però la regia di Muriel Box a lasciare perplessi: scarsamente incisiva (goffa nell'agguato iniziale e nella zuffa finale), valorizza poco gli ottimi spunti per approdare a una fase centrale che annulla per strada il buon abbrivio recuperando fortunatamente nell'ultima parte. In un film dove il set è quasi unico serviva però saper essere più attanaglianti, mantenere alta la suspense, qui spesso sgonfiata dagli scambi ammiccanti tra lui e lei. La Knef sfoggia mise piuttosto provocanti (ci regala anche l'inevitabile esibizione cantata al night) e i suoi splendidi occhi chiari risaltano nei primi piani anche sul bianco e nero di una fotografia modesta, Johnson è il solito bravuomo un po' inespressivo con cui empatizzare, Linder completa il trio protagonista dovendo gestire in qualche modo l'antipatia del personaggio. Matura e per nulla melodrammatica la figura dell'avvocato di Lilli (Lieven), di lei innamorato ma capace di mantenere esemplare lealtà anche di fronte alla delusione. La qualità dello script insomma traspare, è la realizzazione a banalizzarla.
il DAVINOTTI

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Digital 27/1/18 8:56 - 809 commenti

Un ufficiale medico dell’esercito americano è accusato di omicidio e di aver sottratto illecitamente stupefacenti. Il nostro, per scampare alla cattura, si rifugia presso la sua casa. Bellissimo quanto misconosciuto giallo di fine Anni Cinquanta. Inizia subito in quarta con un omicidio, proseguendo senza soluzione di continuità in un crescendo di suspense degno del miglior Hitchcock, con un colpo di scena spiazzante e sequenze delittuose davvero forti, per l’epoca. Ottimo il guardingo Johnson; Linder è un tenace sbirro, molto sexy la Knef.
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