Cerca per genere
Attori/registi più presenti

IL TESSERACT

All'interno del forum, per questo film:
Il tesseract
Titolo originale:The Tesseract
Dati:Anno: 2003Genere: drammatico (colore)
Regia:Oxide Pang Chun
Cast:Jonathan Rhys-Meyers, Saskia Reeves, Alexander Rendel, Carlo Nanni, Lene Christensen, Veradis Vinyarath, Tunpicha Simasathen, Pitakpong Sillapasorn
Visite:263
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Ancor più che in un cubo, nel tesseratto (praticamente un cubo a quattro dimensioni) le diverse facce si sfiorano fino a sovrapporsi e incrociarsi. E' quello che accade nel film di Oxide Pang Chun, uno dei due fratelli Pang, coreani dal lungo curriculum che in Italia abbiamo imparato a conoscere con THE EYE. THE TESSERACT sceglie come base un albergo e vi fa muovere i suoi personaggi, mescolandone le storie che si agganciano tra loro fino a confluire in un finale incredibile, vero punto di forza di un film che è prima di tutto maniera: montato virtuosisticamente con accelerazioni, stacchi improvvisi, cambi di fotografia, sembra più che altro un campionario delle potenzialità del regista. Ma i segmenti di vita presi in considerazione (una psicologa che intervista e filma i ragazzini, un modesto trafficante di droga, il bimbetto che aiuta il padre a gestire l'albergo) non hanno davvero nulla di interessante e vengono oltretutto appesantiti da dialoghi che si vorrebbero profondi ma che in fin dei conti risultano il più delle volte solo pesanti. Si viene sballottati da una scena all'altra cercando di interpretare il filo logico che le sottintende, ma per la prima mezz'ora si rischia semplicemente di subire il film senza capirci molto. Si può apprezzare la sapienza della messa in scena, si può trovare motivo di soddisfazione nell'estetica di immagini quasi sempre curate e studiate, ma se cercate un film appassionante, fresco, acuto, è meglio rivolgersi altrove. Un genere indefinibile, storie quasi impalpabili... Astratto.
il DAVINOTTI