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VIVERE ALLA GRANDE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/9/17 DAL DAVINOTTI
Una delle tante commedie americane coi due amici sballati che sognano di fare e non fanno. Se ne stan seduti sul divano di casa a guardar la tv immersi nel disordine finché non arriva il padrone a ricordargli che son tre mesi che non pagano l'affitto. Finiti letteralmente in strada con la loro auto semidistrutta, incontrano per via bizzarri personaggi, vanno dal fratello di uno, rivedono la ex dell'altro... Sono Larry (Masterson) e Rico (Warner), perditempo per definizione con perniciosa (ma non catalizzante) predilezione per la droga. Per risolverla (ma più che altro per trovare un tetto) se ne vanno in una comunità di recupero a passare qualche giorno prima di esser cacciati pure da lì e ritrovarsi a casa di Big Daddy (Phifer, è il regista del film), il nuovo fidanzato della ex (Scott) di Rico. Vagabondando da una parte all'altra di Los Angeles interrotti dalle due disavventure che compongono gli episodi maggiori (i giorni alla comunità e la missione per conto di Big Daddy), Larry e Rico sono dipinti come i tipici ragazzi senza ideali, vuoti e con un vaghissimo progetto in testa: aprire una piccola agenzia di inserzioni pubblicitarie (che vendono già per cosa fatta a tutti quelli che incontrano rispondendo, alla richiesta di chiarificazioni, solo con un “è complicato” che chiude a ogni ulteriore domanda). Detto di una regia non certo virtuosa (e d'altra parte Phifer è un attore, che qui apre e chiude la sua esperienza dietro la macchina da presa), è chiaro che la base da cui partire erano sceneggiatura e protagonisti: la prima sa essere a tratti brillante con qualche gag azzeccata (non molte, a dire il vero), i secondi fan quel che possono, con un Masterson più originale nell'approccio da svampito con lo sguardo acuto e Warner privo invece di una personalità in grado di caratterizzare il suo Rico. Ad emergere sono infatti spesso le figure secondarie, in particolar modo femminili, a partire dalla disinvolta e risoluta Elise (Ashley Scott, gran fisico e occhi azzurri che inceneriscono). Simpatici il fratello di Larry che lo tratta come un fallito pavoneggiandosi, l'avvocato cocainomane alla comunità (spassoso lo sketch che lo vede riemergere a sorpresa da una siepe dov'era caduto non si sa come) e lo stesso Phifer, boss da quattro soldi con la fissa d'investire in Nicaragua. Le trovate non mancano, ma per sostenere un'idea tanto misera c'era bisogno di ben altro, e certo personaggi come i soliti travestiti che prostituteggiano sguiatatamente non aiutano a identificare il progetto come qualcosa di anche solo vagamente originale. Si vola bassi insomma, per quanto d'improvviso qualche salto lo si spicchi e il clima scanzonato ripari abbastanza dalla noia.
il DAVINOTTI