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GOOD TIMES

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Good times
Titolo originale:Good Times
Dati:Anno: 1967Genere: musicale (colore)
Regia:William Friedkin
Cast:Sonny, Cher, George Sanders, Norman Alden, Larry Duran, Kelly Thordsen, Lennie Weinrib, Peter Robbins, Edy Williams, China Lee, Diane Haggerty, James Flavin, Phil Arnold, Hank Worden, Morris Buchanan, Charles Smith
Note:Salvatore Bono e Cherilyn Sarkisian compongono il duo musicale noto come Sonny & Cher.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/9/17 DAL DAVINOTTI
In un periodo di buon successo (erano gli anni della hit “The Beat Goes On”, curiosamente assente dal film), Sonny & Cher si presentano al cinema per la prima volta da protagonisti assoluti (nel precedente WILD ON THE BEACH erano solo uno dei tanti gruppi sul set). Un'operazione curiosa diretta nientemeno che da un allora sconosciuto William Friedkin, all'esordio nel lungometraggio. Alla coppia non poteva capitar di meglio e si vede, ma il problema vero sta nel copione, un terribile pastiche di commedia e musical (da noi lo chiameremmo musicarello) che gioca con elementi metacinematografici e propone i due nel ruolo di se stessi alle prese con un produttore (Sanders) intenzionato a scritturarli per un film. L'idea fa presa su Sonny, a dire il vero, perché Cher pare nient'affatto interessata e al primo appuntamento lascia il campo libero all'inseparabile compagno, che ovviamente firma un contratto capestro nel quale accetta di interpretare il film con l'unica clausola di poterne modificare la sceneggiatura nel caso non gli aggradi. Quello che capita, ovviamente; altrettanto prevedibilmente il produttore avverte Sonny: benissimo, se non ti piace scrivine una te, sappi solo che fra dieci giorni si comincia a girare! Depresso, Sonny comincia a fantasticare ad occhi aperti esattamente come il Danny Kaye di SOGNI PROIBITI e si immagina di essere nell'ordine Irving Ringo (sceriffo in un western), Morry re della giungla (un clone di Tarzan) e Johnny Pitzaccatto (investigatore privato alla Marlowe), sempre affiancato dalla bella compagna. Tre episodi piuttosto lunghi che occupano due terzi del film e in cui le blande avventure di Sonny & Cher si alternano alle loro performance canore. Un umorismo di grana grossa, una Cher che buca lo schermo (avrà le sue soddisfazioni nel campo arrivando a vincere l'Oscar, vent'anni dopo) ben più dello spaesato Sonny, una storia che è chiaramente pretestuosa e di nessuna consistenza. A salvare il risultato c'è però Friedkin, che fin da subito mostra grande conoscenza dei diversi generi affrontati (pur con chiare intenzioni parodistiche), padronanza dei mezzi e talento non comune. La composizione delle inquadrature, le scelte di ripresa e la loro varietà evidenziano qualità del tutto atipiche, per un "musicarello". La regia si fa sentire, insomma, soprattutto nelle coreografie dove maggiore è la possibilità di forzare le rigidità dell'impostazione nonché la puerile logica dello script. Sei i brani interpretati, da “Good Times” a “Trust Me”, da “I Got You Babe” a “Just a Name”. Qualche divertito scambio tra i due, il sorriso radioso di Cher e il suo slanciato fisico da ventenne a rapire l'attenzione e oscurare la scarsa attrattiva di Sonny. Ad ogni modo – e al di là del clamoroso flop a cui il film andò incontro – un esordio dignitoso per Friedkin, modesto non certo per colpa sua.
il DAVINOTTI