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DAVID GILMOUR LIVE AT POMPEII

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David Gilmour live at Pompeii
Titolo originale:David Gilmour Live at Pompeii
Dati:Anno: 2017Genere: musicale (colore)
Regia:Gavin Elder
Cast:David Gilmour, Chester Kamen, Guy Pratt, João Mello, Bryan Chambers, Lucita Jules, Steve DiStanislao, Chuck Leavell, Louise Clare Marshall, Greg Phillinganes
Visite:209
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/9/17 DAL DAVINOTTI
Dal giorno alla notte: ognuno la interpreti come vuole, ma nel 1972 i Pink Floyd suonarono all'anfiteatro di Pompei sotto il sole, senza pubblico; qui il solo Gilmour replica la sera davanti a una platea prevedibilmente in visibilio. In quella che sembra poco più d'una semplice variazione d'orario è racchiusa anche parte della sostanziale differenza: il LIVE AT POMPEII di Adrian Maben interpretava il desiderio del gruppo di uscire dagli schemi. Poche settimane prima dell'uscita di "Dark Side of the Moon" chiudeva la fase più sperimentale e stimolante della band catturandone in quella manciata di brani “live” lo spirito rivoluzionario. 45 anni dopo Gilmour replica riutilizzando lo scenario immutato di allora per un concerto che però ha poco o nulla di diverso rispetto a una delle tante tappe del suo "Rattle That Lock" tour. La magia è scomparsa, nonostante i mezzi tecnologici di oggi (con riprese meravigliose dall'alto che arrivano fino al Vesuvio, luci, fumi e fuochi artificiali) facciano di tutto per restituircela. Se però quello del 1972 era un incanto autentico, un concerto irripetibile di cui resta un'unica traccia a saldare il passaggio tra le due epoche ("One Of These Days"), DAVID GILMOUR LIVE AT POMPEII è solo la dimostrazione di quanto in troppi tentino invano di riempire i vuoti creativi appoggiandosi alle enormi risorse della tecnologia moderna. Il suono che la musica di Gilmour diffonde oggi nell'aria è molto più pieno di allora, rotondo, coinvolgente, ma nasconde una programmazione fredda, in esatto contrasto con l'ansia di stupire davvero dei Floyd nei Settanta. Dopo un "RETURN TO POMPEII" che ci mostra fasi della registrazione del disco in studio a mo' di documentario mescolate a riprese e curiosità del concerto di allora, lo show si apre sull'omonimo (scialbo) singolo dell'ultimo album del chitarrista per riagganciarsi poco dopo al periodo gilmouriano dei Floyd ("What Do You Want From Me", da "The Division Bell") e, finalmente, all'immortale "The Great Gig In The Sky", il contributo maggiore di Wright a "Dark Side Of The Moon" che, attraverso i gorgheggi strabilianti delle coriste, restituisce tutta la potenza dei Floyd più noti: uno dei momenti più alti dello show, senza dubbio. Un breve ritorno al Gilmour delle uscite personali per poi rituffarsi tra i classici, a cominciare dall'immancabile "Wish You Were Here". A colpire sono la potenza della voce di Gilmour, a oltre 70 anni ancora limpidissima (decisamente superiore a quella del buon Waters) e naturalmente la straordinaria tecnica chitarristica, che con poche note colpisce diretti al cuore oggi come allora. Le esecuzioni sono straordinarie, la purezza del suono cristallina, il light-show sfolgorante, eppure ci si chiede inevitabilmente cosa sia davvero rimasto delle pulsioni innovatrici del 1972 in uno spettacolo che rispecchia perfettamente l'essenza della matrice gilmouriana: tecnica superba, ma la genialità che accompagnò i Pink Floyd nel mito era altra cosa; l'ovvietà della scaletta (esclusi i brani dagli album solisti) lo conferma: alla fine sono anni che i fan ascoltan sempre gli stessi pezzi suonati allo stesso modo con il solito schermo circolare alle spalle. Insomma, un meraviglioso scenario e un chiaro convitato di pietra (che in un anfiteatro antico non potrebbe trovarsi meglio...).
il DAVINOTTI

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Galbo 5/11/17 6:31 - 10728 commenti

Inutile scomodare il passato e richiamare alla memoria opere consegnate alla storia come la storica e dirompente esibizione dei PF a Pompei confrontandole con questo concerto di Gilmour con cui quasi nulla ha a che vedere se non la medesima location. Questa è la ripresa filmata di un concerto rock di un grande chitarrista in un contesto suggestivo come mille altri. Professionalità profusa a piene mani riguardante l’aspetto visivo e ancor di più quello musicale, nel rispetto di uno show rodato a puntino da un musicista di grande spessore.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Paulaster 14/2/18 11:42 - 2056 commenti

Ritorno dopo 45 anni di David Gilmour, stavolta da solo, nell’anfiteatro di Pompeii. Concerto suggestivo per location, luci ed effetti per un pubblico in visibilio. Partenza con repertorio personale (non memorabile) e crescendo tra i classici dei Pink Floyd. Voce che migliora man mano e finale con assolo da fuoriclasse. Non sempre coinvolgente, dà l'impressione che ormai tutti si aspettino solo i pezzi dei tempi memorabili. Voci dei comprimari che non sempre si sposano con le canzoni.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'inquadratura dall'alto tra i fuochi d'artificio.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)