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IL GRANDE SAFARI

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Il grande safari
Titolo originale:Rampage
Dati:Anno: 1963Genere: avventura (colore)
Regia:Phil Karlson
Cast:Robert Mitchum, Elsa Martinelli, Jack Hawkins, Sabu, Cely Carillo, ╔mile Genest, Stefan Schnabel, David Cadiente, Allyson Ames (n.c.), John Keaka (n.c.)
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/5/17 DAL DAVINOTTI
Il direttore di uno zoo riesce a riunire Otto Abbot (Hawkins), "il pi¨ famoso cacciatore del mondo" e Harry Stanton (Mitchum), specialista nel catturare animali vivi, per spedirli in Malesia a cercare l' "Incantatrice", un rarissimo esemplare di tigre mescolata a un leopardo (in realtÓ a vederla par pi¨ un leopardo tinto di rosa...). Per conoscersi, Abbot invita Stanton a casa dove questi incontra Anna (Martinelli), la splendida e provocante moglie del cacciatore. Tra i due si stabilisce subito un'intesa, Ŕ chiaro, ma Abbot non se ne preoccupa, Ŕ certo che Anna alla fine tornerÓ sempre da lui... Di certo lei ci va gi¨ pesante: arriva a infilarsi subito nel letto di Stanton e a sbaciucchiarselo per poi mollarlo lý come un fesso. Una spedizione che parte quindi con una bella situazione di tensione in atto, continuamente riattivata dalle occhiate di fuoco di Anna che il pacioso Stanton restituisce da par suo, senza accelerare le cose. Ci˛ che invece dovrebbe fare il regista, perchÚ una volta in Malesia le avventure nella giungla assieme ai soliti indigeni amichevoli procedono senza alcun entusiasmo e non resta che mettersi a osservare tigri, elefanti e rinoceronti illuminati dalla bella fotografia solare di Harold Lipstein. Qualche piccolo inconveniente lungo la strada e poi un colpo di fucile sbagliato da Abbott, che ne deve usare un secondo per far secco un rinoceronte. Il primo segno che qualcosa non va. Per attendere per˛ che il film abbandoni il clima tutto sommato festoso e vacuo in cui il massimo del divertimento Ŕ vedere Mitchum rifiutare ripetutamente l'offerta dell'amico indigeno che si ostina a volergli cedere la sua minuta donna sorridente per una notte d'amore (usanza locale), c'Ŕ da attendere un bel pezzo; perchÚ Ŕ solo durante il viaggio di ritorno che la temperatura si alza inserendo nella storia un minimo di suspense. Altrimenti il meglio viene dal rapporto tra i tre protagonisti, in particolar modo grazie alle risposte da perfetta femme fatale della Martinelli a un Mitchum sornione e dall'occhio perennemente socchiuso come d'abitudine. Non molto, insomma. Il tutto converge in un finale teso sui tetti con leopardo che per˛ delude alquanto e conduce a un epilogo scontato. Melodramma hollywoodiano scintillante nella confezione quanto debole nel soggetto e nella realizzazione.
il DAVINOTTI