Cerca per genere
Attori/registi più presenti

CHARLOTS CONNECTION

All'interno del forum, per questo film:
Charlots connection
Titolo originale:Charlots connection
Dati:Anno: 1984Genere: comico (colore)
Regia:Jean Couturier
Cast:Jean Sarrus, Gérard Rinaldi, Gérard Filipelli, Alexandra Stewart, Henri Garcin, Franck-Olivier Bonnet, Paulette Dubost, Jacqueline Doyen, Carole Lixon, Gérard Blanchard, Dominique Lestournel, Liliane Coutanceau, Pascale Rivault, Ariane Monod, Corinne Brodbeck
Note:E non "The Charlots Connection" o "Les Charlots connection". Fa parte della serie dei "Cinque matti" o "5 matti".
Visite:74
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/4/17 DAL DAVINOTTI
I tre "matti" superstiti (due se ne son persi nel frattempo per strada), in chiesa coi loro strumenti a suonare qualche pezzo rock durante un matrimonio, vengono lì contattati in pieno delirio festaiolo da uno dei presenti, il quale (come sempre non si capisce perché, dal momento che ci vuole un secondo a intuire l'imbranataggine perniciosa congenita dei nostri) decide di assumerli nientemeno che come esattori del proprio "racket". I tre si ritrovano presto con una lista di clienti in mano dai quali dovranno riscuotere (senza saperlo, dal momento che pensano si tratti di normali affitti) una sorta di "pizzo". Ovunque vadano – o quasi – vengono visti con timore dalle povere vittime e vezzeggiati, complimentati, quando possibile pagati; dove tuttavia sussistono problematiche sono loro a venire incontro al cliente: se la proprietaria di una lavanderia dove lavora una bella ragazza non sa come saldare non c'è problema; sarà per la prossima volta, il capo è una persona perbene, comprenderà (figurarsi)... Nel frattempo la direttrice d'una palestra di aerobica (giusto per far sfilare una lunga sequela di belle figliole in abiti succintissimi) in diretta concorrenza col boss e titolare di un altro giro di racket comincia a pensare come farli fuori. Questo il quadro, che si completerà con sequestri, minacce e una lunga, agghiacciante parentesi in un parco preistorico che non si capisce bene cosa c'entri col resto... In tutto questo i tre matti agiscono da par loro, generando equivoci a catena e riuscendo a combinare danni senza fine ovunque vadano (faranno esplodere un supermarket, suicidare un giapponese...). Finché si tratta di farli agire inconsapevolmente da esattori paramafiosi il film trova anche più di un'occasione di divertimento, ma quando subentra la storiella d'amore (tripla, nel senso che agli appuntamenti ci vanno in tre e non si capisce chi di loro dovrebbe "agire") o comunque si vira in ambiti diversi da quello in cui il film trova il suo spunto di base (chiarito anche dal titolo, che fa il verso a quelli utilizzati in tanti gangster-movie) addio: si rientra in una stanca routine ormai sempre meno demenziale che annoia e basta, con i due boss rivali che si scoprono essere ex coniugi (capirai che colpo di scena) e una chiusura che riporta i nostri nella chiesa su cui il film s'era aperto. Si salva l'ingenua simpatia dei tre, che saltuariamente produce ancora sketch spassosi: il primo appuntamento col boss nel suo studio ad esempio, quando di tutto il discorso d'affari la parte più importante sembra riguardare quali bibite farsi portare dalla segretaria...
il DAVINOTTI