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• DARK WATERS

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/3/17 DAL DAVINOTTI
Fortunatamente ci viene spiegato che Lorenzo Lamas nel film non è il serioso biologo da conferenze che ci fan credere sia all'inizio, quando espone le sue teorie su Atlantide e firma libri... Ha i suoi begli scheletri nell'armadio, un passato fumoso da avventuriero spregiudicato; però sì, strano ma vero, possiede anche serie competenze scientifiche, associate al solito capello lungo dal taglio impeccabile e il fisico palestrato. Tanto che quando una base subacquea viene attaccata da feroci squali che sembrano impazziti (certo se chi dovrebbe controllare passa il tempo a guardarsi i porno sul monitor di sorveglianza...) lui viene chiamato in causa: sedotto e drogato da due bionde si troverà davanti, con la sua assistente (MacKinnon), a un misterioso agente governativo. Questi li spedirà alla base subacquea ricattandoli se non lo faranno (e promettendo loro 200.000 dollari, che non sono male) e i nostri due eroi si ritroveranno così, dopo aver assistito alla distruzione dell'installazione marina, trasferiti in un enorme sottomarino militare segreto dove sono rinchiusi squali geneticamente modificati da utilizzare come future armi da guerra (ma che novità...). Come spiegare che se la storia fa acqua da tutte le parti non è colpa dell'ambientazione? Imbastita una trama che guarda a BLU PROFONDO cercando di replicarne il successo spendendo un decimo, il film si trova davanti al problema di render credibili visivamente gli squali. E cosa fa? Facile: praticamente non li mostra mai. Al di là di un attacco iniziale che prometteva quasi bene, i pescecani scompaiono dalla scena per lunghissimo tempo, riapparendo coreograficamente nell'ultima parte giusto perché si sa, gli spettatori non aspettano altro; d'accordo che la provocante Simmone Mackinnon se ne gira in canottiera bagnata a lungo distraendo e distogliendo l'attenzione da mancanze e difetti, ma non è possibile sorbirsi ore di estenuanti dialoghi tra ufficiali, agenti e soldati semplici dal grilletto facile scorgendo gli squali solo di passaggio! Per carità, si sa come gli straight to video abbiano limiti ben precisi, ma ci si poteva almeno risparmiare la carrambata di Lamas col padre sequestrato durante un flashback di lui bambino, si poteva regalare un minimo di realismo in più al sottomarino "di plastica" quand'è inquadrato dall'esterno... Quanto agli squali se ne stan quasi sempre chiusi nelle loro vasche e rispetto alla media del genere sono a dieta ferrea: una smozzicatina di tanto in tanto, ma è evidente che i protagonisti non son loro. Persino nel finale si limitano a dar musate alla navetta coi superstiti e a beccarsi qualche siluro lanciato un po' a caso. DARK WATERS è un semplice film d'azione consumato in buona parte tra i condotti e le sale d'un sommergibile, con un paio di trovate ultratrash (la MacKinnon che finge di trovarsi sul ponte di comando in semplice visita turistica e colle poppe mezze fuori lancia baci alla ciurma!), un Lamas che trova un grintoso affiatamento con la sua partner ma anche una totale assenza d'ironia; e in un film così si sente...
il DAVINOTTI